martedì , 14 agosto 2018
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In foto il mare da Punta Sottile, Lampedusa © Marco Assini - www.flickr.com, 2013

Arriva Triton, che ne sarà di Mare Nostrum?

Il 18 Ottobre 2014 Mare Nostrum ha compiuto un anno. L’operazione umanitaria, lanciata dall’ex premier Enrico Letta a seguito del naufragio di Lampedusa, con un costo di 9 milioni di euro al mese, in un anno di attività ha soccorso oltre 90.000 migranti e arrestato circa 500 scafisti. Un bilancio che ha permesso al gran lavoro della Marina Militare Italiana di godere dell’apprezzamento della comunità internazionale.

Il tragico episodio di Lampedusa dell’Ottobre 2013 ha reso evidente che l’Italia non poteva gestire da sola l’incremento dei flussi migratori nel Mediterraneo. Sollecitata dal governo italiano, l’Unione Europea si è mobilitata per offrire sostegno all’operazione Mare Nostrum nel controllo delle frontiere esterne. Un anno di lavori della Task Force per il Mediterraneo, presieduta dalla Commissione Europea, ha portato finalmente al lancio di Triton, la nuova operazione congiunta di Frontex nel Mediterraneo. Questo momento tanto atteso fa sorgere ora un quesito: quale sarà il destino di Mare Nostrum? Da un lato, l’Unione Europea ha parlato di due operazioni complementari, dove Triton costituisce un supporto per la missione italiana. Dall’altro lato, l’Italia sembra aver celebrato l’arrivo di Triton annunciando la prossima chiusura di Mare Nostrum.

Al termine del Consiglio Giustizia e Affari Interni di Lussemburgo, il Ministro Angelino Alfano si è detto molto soddisfatto del risultato raggiunto e ha dichiarato che, una volta operativa Triton, «si concluderà l’attività italiana di Mare Nostrum». «Non avremo due linee di difesa» – ha aggiunto Alfano – affermando apertamente che Mare Nostrum non convivrà con Triton. «Era un’operazione a tempo, nata dopo la tragedia di Lampedusa come misura di emergenza. Avevamo sempre detto che sarebbe finita quando l’Europa avesse fatto la propria parte», ha spiegato il Ministro. Sarà il prossimo Consiglio dei Ministri, dunque, a deliberare definitivamente quando portare a termine l’operazione italiana.

Sul versante europeo, tuttavia, la Commissione ha dichiarato sin dall’inizio che Triton non sarebbe nata per sostituire Mare Nostrum. Lo ha ribadito il direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez, specificando che «l’Agenzia e l’Unione Europa non possono sostituire gli Stati membri nella responsabilità di controllare le loro frontiere: da noi ci sarà un supporto». «Frontex – ha sottolineato Arias Fernandez – integra il compito degli Stati membri che si trovano ad affrontare delle crisi, promuovendo operazioni congiunte ed una di queste è proprio Triton».

Il mandato dell’operazione Triton, diversamente da Mare Nostrum, si limita al pattugliamento delle frontiere, si spinge fino a 30 miglia dalle acque territoriali e manca totalmente dell’aspetto umanitario. Proprio nell’intento di precisare i limiti dell’operazione congiunta di Frontex, Arias ha fatto presente che Triton non farà ricerca e soccorso, «anche se spesso una missione di controllo dei confini diventa di ricerca e soccorso». Il problema è che Mare Nostrum al momento opera in maniera molto più avanzata verso le coste nordafricane, mentre Triton rimarrà sostanzialmente a sorvegliare le frontiere Schengen. D’altra parte, l’agenzia Frontex non è stata istituita per altri intenti se non quelli di rafforzare la sicurezza alle frontiere, garantendo il coordinamento delle iniziative degli Stati membri per un’efficace gestione comune delle frontiere esterne.

Riguardo al ruolo dell’Italia nel soccorso dei migranti in mare, il Ministro Alfano ha assicurato, in un’informativa alla Camera, che «anche dopo la dismissione dell’operazione Mare Nostrum l’Italia continuerà a fare ricerca e soccorso in mare», secondo quanto previsto dal diritto internazionale della navigazione. Se davvero questo implichi che non ci sarà una sospensione definitiva delle operazioni di salvataggio in mare da parte dei mezzi italiani, difficile saperlo con certezza. Alla luce dei compiti – e dei limiti – dell’operazione Triton, chiudere Mare Nostrum oggi significa assumersi delle grandi responsabilità. Dopo l’ultimo Consiglio Giustizia e Affari Interni, il numero dei Paesi disponibili a contribuire con le proprie risorse all’avvio della nuova operazione è aumentato. Ma in nessun modo Triton potrà e vorrà sostituire l’operato di Mare Nostrum, con tutti i rischi che questo potrà comportare.

L' Autore - Alice Condello

Laureata magistrale in Scienze Internazionali (indirizzo in Studi Europei) con una tesi di ricerca, svolta in parte a Nairobi, sul ruolo internazionale dell'UE in Africa. Il lavoro sul campo ha stimolato in me l'interesse verso il tema delle relazioni tra UE e paesi africani, che ho la fortuna di coltivare e approfondire grazie alla collaborazione con Europae. "Eurottimista consapevole", come mi piace definirmi, sogno un giorno di poter lavorare viaggiando tra Europa e Africa.

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