lunedì , 19 febbraio 2018
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Brexit
La 'giungla' di Calais al vertice della crisi migratoria nel 2015 @ Christian Payne - www.flickr.com, 2015

Brexit, a rischio l’accordo con la Francia sui migranti

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, si attendono conseguenze su più fronti, a partire da quello economico-finanziario fino a quello legato ai diritti del lavoro e all’immigrazione. L’accordo di Touquet, siglato da Francia e Regno Unito nel 2003, regola proprio quest’ultimo aspetto, favorendo la cooperazione tra i due Paesi nella lotta all’immigrazione lungo le coste affacciate sullo stretto della Manica. All’indomani del voto britannico la Francia ha messo in discussione l’accordo, minacciando di farlo saltare.

La città di Calais

La posizione strategica della città portuale di Calais (a poca distanza parte il tunnel della Manica) ha visto negli anni attrarre molti migranti. Questi ultimi, una volta giunti in Francia, tentano l’attraversata per arrivare in Gran Bretagna, spesso rischiando ancora una volta la loro vita. La città francese si affaccia infatti sullo stretto di Dover e già alla fine degli anni Novanta registrava un forte assembramento di migranti pronti ad attraversarlo per raggiungere l’ “El Dorado” europeo.

In tutta risposta, nel comune di Sangatte, poco distante da Calais, nel 1999 era stato aperto un centro di alloggio e di accoglienza, dove avevano trovato ospitalità circa 2.000 persone. Dopo la chiusura del centro nel 2002, gli ospiti hanno cercato altri luoghi in cui rifugiarsi, spesso in condizioni estreme, aspettando di partire alla volta dell’Inghilterra su camion o imbarcazioni di fortuna.

L’accordo di Touquet

L’accordo bilaterale firmato tra Francia e Gran Bretagna a Le Touquet nel 2003 mirava quindi a fronteggiare una situazione migratoria già allora particolarmente critica. Con l’accordo, Parigi accettava di svolgere i controlli doganali sulla sponda francese del canale, in coordinamento con le forze di polizia britanniche. Di fatto, i controlli di frontiera sono così stati spostati in Francia e quest’ultima se n’è fatta carico. Il Regno Unito si impegnava invece a fornire un contributo economico per fronteggiare i costi di recinzione per un totale di 15 milioni di euro, ai quali se ne sono sommati altri 10 nel 2015, accettando poi di accogliere sul suo territorio circa mille richiedenti asilo curdi.

Gli effetti della Brexit

Ancora prima del voto britannico, il governo francese aveva inviato al Regno Unito messaggi piuttosto chiari circa la possibilità di annullare l’accordo nel caso in cui fosse prevalso il “Leave”. Nel mese di marzo, Emmanuel Macron, Ministro francese dell’Economia, aveva infatti annunciato in un’intervista al Financial Times che, in caso di Brexit, la Francia non avrebbe più ospitato migranti a Calais. Salvo poi rimangiarsi in parte le sue stesse parole, affermando che il Paese, visto l’esito del referendum, sarebbe diventato più intransigente nei confronti del Regno Unito.

La stessa Commissione nazionale francese per i diritti dell’uomo ha recentemente pubblicato un rapporto sulla situazione dei migranti ospitati nelle baraccopoli della famosa “giungla” di Calais. Tra le richieste della Commissione figura anche quella di rivedere l’accordo siglato con la Gran Bretagna, sostenendo che Londra dovrebbe fornire un maggior apporto economico alla gestione della frontiera.

Per molti, la revisione degli accordi a seguito della Brexit è una scusa per mettere la Gran Bretagna di fronte alle sue responsabilità sulla questione migranti. Secondo gli esperti, qualora i due Paesi annullassero l’accordo, le autorità francesi non sarebbero più obbligate a fermare i migranti che tentano di arrivare sulla costa inglese. Di conseguenza, i britannici non sarebbero più autorizzati a rimandare indietro i migranti provenienti dalla Francia e, al contempo, potrebbero dover costituire un centro di detenzione dei migranti a Dover.

Se a prevalere dovesse essere l’ipotesi di dissoluzione dell’accordo di Touquet, la Gran Bretagna potrebbe trovarsi a gestire una nuova ondata migratoria e così le politiche isolazionistiche del Paese si ritorcerebbero contro chi ha favorito l’uscita di Londra dall’UE.

L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

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