domenica , 25 febbraio 2018
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Bruxelles, vertice straordinario: l’Europa si protegge

Ieri a Bruxelles, su iniziativa della Francia, si è svolto un vertice straordinario dei Ministri degli Interni dei 28, per discutere di alcune misure di sicurezza per far fronte all’emergenza terroristica. La novità più importante riguarda la tanto pubblicizzata, auspicata o polemizzata, revisione, almeno parziale, degli accordi Schengen.

Più controlli alle frontiere

In realtà, per fare chiarezza, più che di revisione sarebbe meglio parlare di una restrizione: si è così deciso di prevedere controlli necessari e sistematici, obbligatori anche verso i cittadini europei, alle frontiere per ora solo esterne dell’Unione, in modo da poter più facilmente identificare viaggi all’estero sospetti di persone che comunque godono della libertà di circolazione in Europa e che quindi potevano, fino ad oggi, sfuggire a queste forme di monitoraggio.

La Commissione presenterà entro la fine dell’anno un programma più preciso in modo che tali controlli possano essere messi in atto già da marzo 2016 in collaborazione con le forze di Europol. In particolare si vorrebbero intensificare le attività delle forze di polizia e guardia costiera nelle frontiere più a rischio, specie quelle greche-turche.

Condivisione di dati

Si è previsto poi il rafforzamento dell’utilizzo e della condivisione dei dati dei sistemi di informazione Schengen (SIS) e un’accelerazione alla piena attuazione dell’acquis Prum, riguardante l’interconnessione e la consultazione comune di banche dati nazionali su dna, impronte digitali, immatricolazione veicoli e altri dati sensibili. Sempre nello spirito di aumentare la cooperazione, Europol da gennaio lancerà ECTC, ossia una piattaforma tramite cui gli Stati potranno aumentare la condivisione delle informazioni e l’aiuto reciproco per l’individuazione e il monitoraggio dei profili di sospetti terroristi, dei tracciati del traffico armi e dei finanziamenti al terrorismo.

È stata anche affrontata l’ormai annosa questione della direttiva Pnr, riguardante l’istituzione del registro dei nomi dei passeggeri che possa essere oggetto di consultazione per le autorità dei vari Stati. Si tratta di un dossier insabbiato al Parlamento da oltre due anni. I Paesi membri hanno rinnovato con forza il loro impegno per far sì che la direttiva possa entrare in vigore entro la fine dell’anno. Interessante anche la proposta avanzata dal premier belga Charles Michel di estendere l’applicazione di tale direttiva anche ai treni ad alta velocità. La direttiva, secondo le indicazioni del Consiglio, dovrebbe inoltre comprendere anche i voli interni e un meccanismo di conservazione dei dati raccolti.

Armi e finanziamenti

Altro punto importante è quello riguardante il monitoraggio del mercato delle armi da fuoco. In  particolare è stata avanzata la proposta di una revisione della direttiva 91/477, relativa al controllo e acquisizione delle armi da fuoco per migliorare la tracciabilità delle armi sul territorio dell’Unione tramite l’adozione di un sistema comune di marcatura.

Infine la lotta al terrorismo dovrà avvenire anche colpendo i suoi possibili flussi di finanziamento. Gli Stati si sono impegnati ad armonizzare i poteri delle unità di informazione finanziaria (UIF) e migliorare la cooperazione tra tali unità presenti negli Stati membri al fine di poter predisporre dei blocchi efficaci di beni a livello europeo, rafforzare i controlli sui metodi di pagamento non bancari, lottare contro il mercato illecito delle opere d’arte, combattere ogni forma di riciclaggio di denaro.

Soprattutto poi, come hanno sottolineato sia il Ministro italiano Angelino Alfano che il Commissario Dimitris Avramopoulos, ciò che più conta in questo momento è che gli Stati membri comprendano l’importanza di progredire nell’ambito dello scambio di informazioni. Occorre  convergere gli sforzi per la realizzazione di un’agenzia di intelligence comune, di quella Procura europea che per ora rimane, a causa di forti resistenze da parte degli Stati sovrani, solo un progetto previsto sulla carta. Tutti obiettivi ambiziosi e che necessitano di solidarietà, collaborazione e spirito di condivisione. Una nuova sfida per l’Europa che oggi più che mai ha bisogno di essere più unita.

L' Autore - Elisabetta Sartor

Studentessa all’ultimo anno di giurisprudenza all’Università di Udine. Vorrei raccontare l’impegno europeo per una maggiore tutela dei diritti, soprattutto degli ultimi. Scrivere mi dona felicità, è un modo per conoscere se stessi e la realtà multiforme e imprevedibile che ci circonda.

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