giovedì , 16 agosto 2018
18comix
Il Commissario Neven Mimica e il vice-presidente della Commissione dell'Unione Africana Mwenga © European Commission

Diritti umani, l’Ue ha un nuovo piano di azione

Il 28 aprile la Commissione Europea e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di sicurezza hanno adottato ufficialmente un Piano di Azione 2015-2019 per i diritti umani e la democrazia. Il titolo del documento è, significativamente, “Mantenere i diritti umani al cuore dell’attività dell’Unione”. Il Commissario europeo per la Cooperazione e lo Sviluppo Internazionale, Neven Mimica, motiva così tale forte presa di posizione: “questa comunicazione giunge in un momento cruciale, in cui il mondo sta ridefinendo la sua agenda dello sviluppo globale per i prossimi decenni; in quest’ambito, i diritti umani e i valori della democrazia sono spesso messi in discussioni in molti parti del mondo, se non addirittura ignorati”.

Valori fondanti

Si tratta di un passo importante per proseguire, innovare e migliorare il Quadro Strategico sui Diritti Umani e la Democrazia, stilato e adottato dall’UE nel 2012 , e il relativo Piano di Azione 2012-2014.

L’articolo 21 del Trattato dell’Unione Europea esplicita come sia compito dell’Unione nel suo insieme sostenere questi diritti in accordo con l’ONU da un lato e con i singoli Stati dall’altro. La difesa della democrazia e il rispetto dei diritti umani, dentro e fuori dai confini dell’UE, sono principi fondamentali e fondanti della Comunità e della sua missione. Il nuovo piano d’azione si apre con la dichiarazione che “una stabilità di lunga durata non può essere raggiunta solo attraverso la sicurezza e la prosperità economica. La lealtà dei cittadini verso il proprio Paese e la loro fiducia in un governo pacifico dipende dal fatto che si sentano protetti dalle decisioni arbitrarie e dal fatto che sentano che il loro punto di vista, le loro idee, possano avere un’influenza sulle decisioni politiche del loro governo.”

Nuove sfide

Considerati i recenti sviluppi in ambito internazionale, i problemi sorti in particolare negli ambiti di mediazione tra il mondo occidentale e Paesi terzi, appare come più che mai indispensabile il ruolo dell’Unione, da un lato come intermediario tra istanze differenti, dall’altro lato come compatto e solido punto di riferimento per i Paesi vicini. Vantare un’ottica comune e unita su un ambito sempre più decisivo nelle controversie internazionali, ma anche intestine, non può che rivelarsi un punto di forza nell’affrontare i problemi e le delicate situazioni che si presentano tanto all’interno, quanto all’esterno. L’Alto Rappresentante Federica Mogherini esprime infatti così il suo impegno per i diritti umani “fil rouge in tutte le relazioni tra le istituzioni dell’Unione Europea, così come tra Paesi terzi, organizzazioni internazionali e la società civile“.

Le cinque priorità

Sulla base di questa missione, il piano di azione si concentrerà su cinque priorità. Innanzitutto, continuerà l’impegno per sostenere gli attori locali sia interni che esterni all’UE, responsabilizzare la società civile e combattere le minacce alle azioni delle ONG in tutto il mondo. Il secondo proposito sarà quello di individuare e relazionarsi con le sfide più attuali che toccano i diritti delle donne e dei bambini, non considerati prioritari nel Piano d’Azione 2012-2014. Il terzo ambito su cui si incentra il documento è quello dell’approccio alle situazioni di conflitto e crisi, in cui una posizione predominante viene assunta dall’analisi e dalla prevenzione delle situazioni a rischio, con l’obiettivo di anticipare le degenerazioni violente attraverso dialoghi e consultazioni.

Chiaramente un successivo passo importante consiste nello sviluppo di una politica che sappia supportare gli interventi militari e di sicurezza, quando dovessero risultare indispensabili, nonché un relativo apparato giudiziario. Gli ultimi due punti chiave si incentrano sulla necessaria coerenza interna e la sensibilizzazione a tutti i livelli politici e sociali delle tematiche dei diritti umani e dell’importanza della democratizzazione, che deve diventare parte integrante del pensiero e della cultura dell’Unione e dei suoi cittadini.

Il testo è completo, ma mirato, e sono numerosi i riferimenti, più o meno impliciti, alle situazioni più “calde” in Europa e nel mondo. Il passo successivo sarà quello di dare consistenza a questi propositi attraverso scelte e azioni politiche concrete, tanto a livello centrale, quanto a livello dei singoli Stati. Ancora, le implicazioni potrebbero e dovrebbero spingersi oltre l’ambito istituzionale, con una comunicazione effettiva che permetta di trasmettere alla società, alle organizzazioni, ma anche fuori dall’ambito europeo, un’immagine dell’Unione come supporto e mediatore privilegiato nella difesa di questi particolari temi, che sono per la storia e l’ideologia dell’Europa stessa fondanti e indispensabili.

L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

Check Also

Richiedenti asilo: l’UE sempre più divisa sui ricollocamenti

Il dibattito sulle quote obbligatorie per la ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *