martedì , 21 agosto 2018
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Gianni Pittella © European Union 2015 EP

Pittella: Romania e Bulgaria entrino nell’area Schengen

Nel bene e nel male, Schengen c’entra sempre. Perché a ben vedere gli accordi per la libera circolazione delle persone e quindi la ridefinizione di ruolo e funzione delle frontiere diventano spesso e volentieri il campo di battaglia privilegiato della propaganda politica e dello scontro ideologico.

Il sistema Schengen dopo gli attentati di Parigi

Basti pensare, giusto per rimanere alle cronache degli ultimi mesi, alle polemiche sorte all’indomani della strage parigina di Charlie Hebdo: da una parte coloro che chiedevano una revisione di Schengen in senso restrittivo ed in funzione antiterroristica, dall’altro i sostenitori dell’attuale assetto, che riguarda un’area geografica piuttosto estesa e consente ad una popolazione di oltre 400 milioni di persone di spostarsi da una nazione all’altra senza doversi sottoporre a particolari controlli.

Il vertice dei Ministri europei svoltosi nel febbraio di quest’anno ha deciso di non modificare la normativa in vigore, ma di sfruttare nel migliore dei modi gli strumenti già a disposizione delle forze dell’ordine, tra cui il Sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II), operativo dall’aprile 2013.

La situazione di Bulgaria e Romania

Bulgaria e Romania sono entratiea far parte dell’Unione Europea da ormai otto anni (1 gennaio 2007), ma sono fuori dallo schema Schengen. Della questione si è occupato recentemente Gianni Pittella, capogruppo al Parlamento dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Forte di una lunga militanza nel campo del socialismo europeo, il decano degli europarlamentari italiani si è recato in Romania per prendere parte al congresso dei socialdemocratici. “Noi difendiamo il diritto alla mobilità – ha sottolineato Gianni Pittella – e per questa ragione riteniamo giusto che Romania e Bulgaria entrino a far parte dell’area Schengen”. Una dichiarazione impegnativa, inserita nel contesto di un ragionamento più complessivo sul futuro del Vecchio Continente. Fatto sta che per i due Paesi la strada per giungere all’applicazione degli Accordi sembra ancora in salita.

Del resto, la storia insegna che quando si tratta di assumere decisioni importanti in ambito transfrontaliero e di politica estera, le istituzioni di Bruxelles tendono ad adottare atteggiamenti diversi, e per certi versi contraddittori, a seconda degli interlocutori. In alcuni casi si sollecita un’apertura al confronto per favorire l’inclusione, in altre circostanze ci si richiama al rigoroso rispetto di tempi e modalità con cui vengono portati avanti i vari negoziati.

Per Pittella, questo è il senso del suo intervento, è forse il momento di dare una scossa e consentire finalmente a Bulgaria e Romania di entrare a far parte dell’esclusivo club Schengen del quale fanno già parte 22 dei 28 Stati membri dell’UE. L’eurodeputato ha colto l’occasione della visita a Bucarest per ribadire la necessità di un cambio di rotta nella politica economica europea. Ma anche e soprattutto per richiamare l’Europa ad un più incisivo impegno per affrontare i venti di crisi che aleggiano sul Vecchio Continente. Il suo è stato un chiaro ed esplicito riferimento alla crisi ucraina e al Medio Oriente, due temi di straordinaria importanza per il futuro dell’Europa. Due temi che dividono e fanno discutere, proprio come Schengen che qualche giorno fa ha “festeggiato” i suoi primi venti anni.

L' Autore - Sergio Pargoletti

Giornalista professionista, laureato con lode in Scienze Politiche. Ha lavorato e scritto per numerose testate tra cui Corriere del Giorno, Taranto Sera, Nuovo Dialogo e Voce del Popolo. Per diversi anni ha ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa della Provincia di Taranto. Per tre anni ha insegnato Sociologia e Storia delle dottrine politiche in un Centro di preparazione universitaria. Per Studio 100 tv è autore e conduttore del programma settimanale Brand Europa. Scrive di politica europea su Nuovo Quotidiano di Puglia. Ha pubblicato quattro libri: Terra Ionica (2011), Berlino tutta la vita (2013) e Il Militante e la Borgata, scritto insieme a Franco Semeraro (2014). Facebook e Il Principe (2016).

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