sabato , 25 novembre 2017
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Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando al Consiglio GAI © Council of the European Union, 2014

Protezione dati e insolvenza: trovato accordo al Consiglio Giustizia

La protezione dei dati personali e la regolazione delle nuove procedure d’insolvenza sono stati i punti nevralgici del Consiglio Giustizia e Affari Interni (GAI) svoltosi a Bruxelles il 4 dicembre scorso. A margine della discussione si sono invece collocati la modifica del vigente regolamento sui procedimenti per le controversie di modestia entità, l’approvazione di regole circa il mutuo riconoscimento dei documenti pubblici, nonché il regime patrimoniale dei coniugi, soprattutto in relazione alle c.d. unioni “registrate”. Ambiti fondamentali, specialmente l’ultimo, attorno ai quali non si è tuttavia formata una condivisione strutturata di proposte.

Sulla protezione dei dati personali, i Ministri della Giustizia sono approdati a un accordo di massima circa alcuni aspetti inerenti il diritto pubblico e il trattamento dei dati stessi. Un accordo tuttavia parziale, che dirada completamente le nebbie attorno alla normativa sulla privacy che in alcuni Stati sono molto più che fitte. È stato confermato l’obiettivo di provvedere nell’istituzione di un meccanismo “one stop shop”, al fine di garantire risposte efficaci e univoche nei casi di violazione della privacy a livello internazionale.

Per la medesima ragione il Consiglio GAI ha ritenuto opportuno ribadire la necessità di sradicare l’ormai asfissiante trama burocratica che pervade il settore. Non solo per l’evidente fine curativo in termini di rapporto costi-efficienza, ma soprattutto per quello propulsivo della crescita dell’economia digitale. Per il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, Presidente della seduta per l’ultima volta in seno alla Presidenza italiana ormai al termine, la conferma, e parziale arricchimento, dei due obiettivi costituisce un buon risultato.

Vero e proprio successo ha invece conosciuto la nuova disciplina delle procedure d’insolvenza, concretizzatasi in un accordo che verrà adottato formalmente nel marzo 2015 e successivamente dal Parlamento Europeo, per divenire il nuovo regolamento vigente dopo 24 mesi. L’architettura delle nuove procedure ha la propria chiave di volta nella ricerca di una concreta efficienza, che consenta agli operatori economici di meglio gestire le dinamiche di insolvenza sul piano internazionale. Ovvi benefici ricadranno dunque sulle imprese e sull’economia in generale, potendo arginare le zavorre giudiziarie e i loro costi. Inoltre, il nuovo regolamento conoscerà un ampio spettro di applicazione, comprendendo ben 19 nuove procedure concorsuali nazionali.

Ai giudici nazionali saranno poi forniti adeguati mezzi per accertare se i trasferimenti operati a livello transfrontaliero prima del fallimento costituiscano o meno una sottrazione fraudolenta. Analogamente, a imprese, creditori e investitori sarà fornito l’accesso all’area del portale europeo della giustizia elettronica dedicata ai registri nazionali in fatto di insolvenza. Ancor più rilevante sarà la possibilità di ovviare alla duplicazione dei procedimenti in più Stati membri, affinché tanto la soddisfazione dei creditori, quanto la ristrutturazione delle imprese divenga rapida ed efficace. Medesimo discorso varrà per i gruppi di società con sede dislocate in Stati diversi, tipicamente colpite dai costi, dalle lungaggini e dal moltiplicarsi di procedure avanti le diverse corti nazionali.

Věra Jourová, Commissario alla Giustizia, ha accolto con entusiasmo la conclusione dell’accordo, ricordando come ogni anno circa 50.000 imprese vengano coinvolte in procedure d’insolvenza transfrontaliere e, conseguentemente, circa 400.000 persone perdano i propri posti di lavoro. Un passo in avanti senza dubbio significativo, quello del futuro regolamento, ma anche molto vulnerabile.

La storia dei regolamenti inerenti l’ambito processuale ricorda infatti come i veri ostacoli non siano costituiti dall’applicazione nell’aula di giustizia, ma dalla cornice burocratica antecedente. Molti progetti ambiziosi, quali i regolamenti sull’assunzione di prove transfrontaliere (1206/2001), sull’istituzione di un titolo esecutivo europeo (805/2004) e sulle controversie di modesta entità (861/2007), si sono arenati a causa del mancato aggiornamento del personale impiegato presso gli uffici giudiziari. Una lacuna grave, causata dall’ignavia delle amministrazioni centrali nazionali, contraddistinte da una rara superficialità in merito al rilievo internazionale assunto dagli interessi economici, anche di modeste dimensioni.

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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