giovedì , 16 agosto 2018
18comix
Photo © Il Consiglio dell'Unione Europea

Protezione dati personali: via al modello “a piramide”

La protezione dei dati personali, diritto soggettivo cruciale nell’epoca digitale, è stata al centro dei lavori della seconda giornata del Consiglio Giustizia e Affari Interni (GAI), il 10 ottobre scorso. Un tema scottante, per quanto passato in secondo piano rispetto alla, ancor più rovente, drammatica questione dell’immigrazione, trattata durante la prima giornata.

Il Consiglio è riuscito ad approdare a un indirizzo comune, per quanto parziale, in merito alla proposta di regolamento per la protezione dei dati. È stata infatti approvata la definizione di un modello “piramidale” di gestione dei dati personali. In particolare, si tratta di identificare un soggetto deputato a decidere in merito a modalità e scopi del trattamento dei dati (cosiddetto “controller”) e uno, preposto dal controller, addetto al trattamento stesso (cosiddetto “processor”). Il modello piramidale prevede inoltre la designazione di una serie di individui (gli incaricati) destinati a compiere le singole operazioni di trattamento. Una simile gerarchia comprende ovviamente obblighi e oneri di controllo, come l’adozione di strette misure di sorveglianza con conseguenti responsabilità penali, civili e amministrative.

In secondo luogo la riunione del Consiglio ha ospitato il dibattito volto alla definizione di un orientamento in merito al “diritto all’oblio”. Quest’ultimo è stato il frutto giurisprudenziale maturato presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) nella sentenza sul caso Google Spain SL (C-131/12) del maggio scorso. La CGUE ha ivi affermato la responsabilità di un motore di ricerca su Internet riguardo al trattamento di dati personali che appaiano su pagine web pubblicate da terzi. Nel caso in cui un cittadino europeo riscontri, nel corso di una ricerca online, che al suo nome sono associati link che conducono a pagine contenenti informazioni su di sé, può richiedere al gestore la soppressione del link stesso. La cancellazione può avvenire solo a determinate condizioni e, se negata, può essere richiesta alle autorità competenti, al fine di ottenere l’applicazione del proprio diritto all’oblio.

Andrea Orlando, Ministro italiano della Giustizia e Presidente del Consiglio GAI, ha ricordato quale e quanta difficoltà si possa incontrare nel conciliare il diritto all’oblio con un principio generale come la libertà d’espressione. In un ambiente digitale, infatti, il bilanciamento di simili interessi risulta tutt’altro che automatico.

La seduta è proseguita con l’analisi dello stato di avanzamento dei lavori riguardanti la nascita dell’ufficio del Procuratore Europeo (EPPO). La progressione dei lavori non può certo definirsi rapida, stante il fatto che il Consiglio ha prodotto ancora conclusioni concernenti il concetto e lo sviluppo di “spazio giuridico unico”. Si tratta dunque di scandagliare ancora i fondali delle diverse esperienze processuali dei 28 Paesi, prima di poter dare inizio a una vera e propria definizione delle attribuzioni e dei poteri dell’EPPO. La Presidenza ha dunque preso atto della necessità di approfondire ulteriormente l’analisi, tenendo conto del fatto che la maggioranza dei ministri preferisce l’idea di un unico EPPO a livello UE. Flebile dichiarazione perciò quella del ministro Orlando nel compiacersi per l’intatta volontà degli Stati membri di non voler rinunciare al rafforzamento dello spazio giuridico unico, anzi, di voler provare a superare i modelli nazionali per poter sbaragliare efficacemente il crimine a livello europeo.

Il Consiglio è infine approdato a un orientamento generale sulla proposta di un nuovo regolamento che modifichi il già esistente in materia di procedure di insolvenza. Sulla bozza di regolamento vi erano agli atti le precedenti conclusioni (giugno 2014), che verranno unite alle nuove per costituire il fondamento per i negoziati con il Parlamento europeo (PE) per giungere all’approvazione del testo normativo finale. Obiettivo della modifica è quello di addivenire a procedure di insolvenza transfrontaliere più celeri, più performanti e più efficaci. Scopo ultimo, una maggior stabilità, conseguente a un miglior funzionamento, per il mercato interno in periodi di crisi. Il Ministro Orlando ha perciò concluso ricordando l’importanza del rafforzamento delle procedure di insolvenza come tutela delle imprese e dei creditori al fine di garantire una crescita economica più sostenibile. Una crescita basata sullo sviluppo regolare e fisiologico delle attività d’impresa ed estraneo a fenomeni di indebitamento e di scarso investimento.

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

Check Also

Richiedenti asilo: l’UE sempre più divisa sui ricollocamenti

Il dibattito sulle quote obbligatorie per la ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *