mercoledì , 21 febbraio 2018
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Terrorismo e cybercrime, la nuova agenda Ue per la sicurezza

Nella giornata di ieri il Vice Presidente Frans Timmermans e il Commissario europeo agli Affari Interni Dimitris Avramopoulos hanno presentato, di fronte al Parlamento europeo, la nuova Agenda per la sicurezza dell’Unione Europea, che contiene le proposte elaborate dalla Commissione, le questioni da affrontare e gli obiettivi prioritari per il quinquennio 2015-2020. La Commissione ha esortato il Consiglio e il Parlamento ad approvare la strategia e ad impegnarsi per realizzarla in vista del Consiglio europeo che si terrà a giungo.

Le nuove minacce alla sicurezza

La nuova Agenda sostituisce quella adottata per il 2010-2015: i problemi affrontati non sono di certo nuovi, ma è cambiata la loro portata, la loro gravità e complessità. I recenti fatti accaduti a Parigi e Copenaghen infatti devono indurre a riflettere sulla necessità di un nuovo approccio al tema della sicurezza: un approccio maggiormente consapevole e globale. Si richiede una collaborazione più stretta tra gli Stati membri per affrontare problematiche che non riguardano più solo la sicurezza dei propri territori nazionali ma che hanno dimensione transnazionale e quindi interessano tutti i Paesi.

Le priorità individuate sono tre: terrorismo e radicalizzazione, criminalità organizzata e criminalità informatica. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo e alla radicalizzazione, si vuole rafforzare la già attiva rete di sensibilizzazione al problema della radicalizzazione (RAN) che riunisce esperti nell’analisi delle strategie propagandistiche del terrorismo internazionale.

Il tema è strettamente connesso a quello della criminalità informatica: è prevista la realizzazione di un forum tra le più importanti società informatiche perché siano elaborati strumenti efficaci per frenare la diffusione di istigazioni all’odio e alla violenza sui siti web. Sono moltissimi i siti jihadisti che esortano a forme di terrorismo fai da te: si tratta del fenomeno dei cosiddetti “lupi solitari”, soggetti che agiscono da soli o in gruppo, indottrinati attraverso la propaganda online.

Tra gli altri obiettivi, da segnalare poi il rafforzamento del quadro giuridico relativo alle armi da fuoco per il contrasto del traffico illegale; infine, il potenziamento dell’azione delle unità di informazione finanziaria, per scoprire e bloccare i finanziamenti ai gruppi criminali e terroristici.

Un passo in avanti ?

L’Europa negli ultimi anni ha adottato molti strumenti per la cooperazione giudiziaria e di polizia (come ad esempio il mandato di arresto europeo) ma secondo la Commissione non sono state sfruttate del tutto le loro potenzialità: nell’Agenda si richiede uno scambio più efficace, rapido e frequente delle informazioni tra le autorità giudiziarie degli Stati membri e un potenziamento delle funzioni delle agenzie europee come Eurojust, al cui interno verrà creato un centro europeo antiterrorismo. Si dovrà ricorrere più spesso alle Squadre investigative comuni, saranno elaborate nuove tipologie di segnalazioni Schengen per la rintracciabilità di cose o persone e sarà migliorato il coordinamento tra Europol e Eurojust.

Non si possono nascondere però gli atteggiamenti perplessi e a volte troppo poco coraggiosi dei Paesi membri nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia. Se molti passi sono stati fatti, c’è ancora molto su cui lavorare e le ritrosie degli Stati, troppo legati ad un concetto “vecchio” di cooperazione che salvaguardi i loro spazi di sovranità, di certo rallentano questo processo che invece la Commissione si propone di accelerare. Ad esempio, ancora non si è arrivati ad un accordo per la direttiva sul codice PNR di identificazione dei passeggeri, anche se Consiglio e Parlamento europeo si sono impegnati ad accordarsi entro la fine dell’anno.

Resta poi spinosa la questione della proposta di regolamento per l’istituzione di una Procura europea: il progetto, presentato ormai due anni fa, prevede la creazione di un grande organo inquirente europeo, che possa svolgere indagini in tutto il territorio degli Stati membri. L’idea è, per ora, quella di limitare le competenze di questa Procura europea al perseguimento di reati che ledono interessi finanziari dell’Unione, ma, in seguito agli attacchi terroristici avvenuti in Europa, c’è chi auspica che nella proposta di regolamento venga inserita l’attribuzione alla Procura di compiti anche in materia di terrorismo e sicurezza. Il dibattito però è ancora fermo.

Pur consapevole di queste ritrosie sul fronte della collaborazione, la Commissione ha proposto una strategia europea ambiziosa che chiede agli Stati di lavorare meglio e, soprattutto, di lavorare insieme.

L' Autore - Elisabetta Sartor

Studentessa all’ultimo anno di giurisprudenza all’Università di Udine. Vorrei raccontare l’impegno europeo per una maggiore tutela dei diritti, soprattutto degli ultimi. Scrivere mi dona felicità, è un modo per conoscere se stessi e la realtà multiforme e imprevedibile che ci circonda.

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