lunedì , 19 febbraio 2018
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Verso una strategia europea contro la criminalità organizzata

Dopo il tragico fatto di sangue avvenuto domenica 28 aprile davanti a Palazzo Chigi, a Roma, con il ferimento di due carabinieri, ci si chiede se fatti del genere non si possano prevenire in qualche modo. Come può una persona qualsiasi, dotata di un capitale minimo, entrare in possesso di un’arma da fuoco, attraversare l’intero territorio nazionale, avvinarsi alle sedi delle istituzioni nella capitale e fare fuoco contro le forze dell’ordine? Anche il giorno prima è stato macchiato dal sangue di un altro carabiniere ucciso da due rapinatori, anch’essi in possesso di armi da fuoco.

Se ciò è successo, è evidente che i sistemi di sicurezza in Italia non funzionano alla perfezione e illusoriamente si crede che la situazione sia sotto controllo. Forse il problema è più grave di quello che ci si può immaginare. Esiste un mercato nero di armi difficilmente controllabile, relativamente accessibile ed immensamente pericoloso. Un enorme bazar alimentato dalla criminalità organizzata, in cui i “prodotti” si pagano in contanti e il denaro viene reinvestito in attività connesse e altrettanto lesive dell’ordine pubblico. Lo smantellamento di queste sacche oscure deve essere una priorità non solo del nuovo governo, ma soprattutto dell’Unione Europea. Una strategia comune di coordinamento che possa dare i massimi frutti in fatto di efficacia e tempestività è quanto mai necessaria.

Cominciando dal nostro Paese, sicuramente una prima politica da attuare per evitare fatti di questo genere è insistere sulla prevenzione. Un Paese che, secondo le stime dell’Istat, soffre di un’economia sommersa che si avvicina al 20% del PIL non può far altro che generare mostri. Queste creature hanno il nome di evasione fiscale, corruzione, racket, compravendita di armi e sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Queste attività hanno in comune il fatto di essere caratterizzate dall’aspetto dei pagamenti non tracciabili.

Proprio su questo punto bisogna insistere. Se si interviene su questo minimo comun denominatore, con il minimo sforzo si può generare un effetto leva tale da danneggiare tutte queste attività illecite ed illegali. Il governo guidato da Mario Monti ha avuto il grande merito di introdurre la tracciabilità delle transazioni sopra i 1.000 euro. Un passo certamente fondamentale, ma che va sicuramente implementato.

Questa strategia è fortemente supportata anche dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dal suo vicepresidente portoghese Vitor Constancio. Secondo le sue ultime dichiarazioni, l’Eurotower sta seriamente riflettendo sull’opportunità di abolire la banconota da 500 euro, utilizzata principalmente nei traffici illeciti e nelle operazioni di riciclaggio. Constancio inoltre fa sapere che se tale decisione venisse resa operativa, non ci sarebbero danni per il mercato dei pagamenti correnti nell’economia reale. Per il vicepresidente della BCE la banconota è usata in minima parte in queste transazioni.

Infine il cerchio si chiude a Bruxelles, nel cuore della Commissione Speciale CRIM (Criminalità Organizzata, Corruzione e riciclaggio di denaro) del Parlamento Europeo (PE). Istituita nel marzo 2012 e guidata dall’europarlamentare italiana dell’ALDE Sonia Alfano, questa commissione sta lavorando ad una procedura di relazione d’iniziativa (2012/2117), che sbarcherà in sessione plenaria al PE l’11 giugno 2013. Il progetto di azione legislativa è coordinato con la Commissaria Europea agli Affari Interni Cecilia Malmstrom.

Si mira infatti a creare una strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata che preveda un procuratore europeo dotato di un’Europol specializzata, la creazione di una severa legge anticorruzione europea, un più esteso controllo delle frontiere dell’Unione Europea e una ricca normativa contro il riciclaggio di denaro. L’iter andrà seguito attentamente e si spera che le tre strategie (nazionale, della BCE e del Parlamento Europeo) possano integrarsi al meglio, creando sinergie positive, in modo da garantire i massimi risultati nel minor tempo possibile.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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