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Horizon 2020: al via i bandi 2014 per ricerca e innovazione

7,3 miliardi di euro: sono i fondi stanziati dai primi bandi approvati per il 2014 dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 che, nel settennato 2014 – 2020, costituirà il quadro di riferimento per il cofinanziamento di progetti di ricerca ed innovazione. Una goccia nell’oceano, se considerato che i fondi sono a disposizione di tutti i 28 Paesi membri dell’UE e di Paesi terzi associati, quali Israele. Ma pur sempre uno stimolo alla crescita stagnante dell’Unione Europea e, soprattutto, alla capacità di innovare per competere ad alto livello nel sistema internazionale.

Horizon 2020 raccoglie l’eredità del 7° Programma Quadro (FP7) per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, attivo tra 2007 e 2013, del Programma Quadro per la Competitività e l’innovazione e dell’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia, fornendo una cornice normativa univoca e semplificata per le più ampie aree di ricerca e innovazione tecnologica.

L’impianto a tre pilastri su cui si struttura Horizon riprende gli obiettivi delle strategie Europa 2020 e Unione per l’Innovazione: l’eccellenza scientifica, la competitività industriale e le sfide sociali. Nel 2014 al primo pilastro verranno destinati circa 3 miliardi di euro, spalmati su 18 bandi dedicati alle attività di ricerca scientifica a più alto tasso di innovazione, all’implementazione di infrastrutture d’avanguardia ed alla formazione professionale di ricercatori, grazie agli 800 milioni destinati alle borse di studio Marie-Curie.

Solo 1,8 miliardi sono invece assegnati al pilastro di “Industrial leadership”, cui pure è affidato l’ambizioso compito di costruire un elevato tasso di competitività delle imprese europee, in particolare quelle medio-piccole, tramite il sostegno all’innovazione delle cosiddette Key Enabling Technologies (KETs), risorse trasversali quali le nano e biotecnologie, gli strumenti dell’Information and Comunication Technology (ICT) e dell’aerospazio,  sensibili ad un utilizzo trasversale nei più disparati settori produttivi.

Le sfide sociali mosse dai cambiamenti climatici, dall’efficienza energetica e dalle evoluzioni sanitarie verranno invece affrontate nei prossimi 12 mesi con 24 Calls for proposal, per totali 2,8 miliardi, più della metà concentrati in programmi di azione in materia sanitaria, di sostenibilità energetica e dei trasporti.

Il Commissario per la scienza, ricerca ed innovazione Máire Geoghegan-Quinn è intervenuta mercoledì a Dublino in occasione del lancio del Work Programme 2014-2015, approvato martedì con decisione della Commissione, rimarcando gli sforzi compiuti per lo snellimento delle procedure burocratiche e il ruolo centrale di Horizon nelle strategie di crescita e occupazione dell’Unione Europea.

L’esiguità delle risorse concede ampi margini di dubbio circa l’impatto sul sistema economico europeo, ma è quantomeno apprezzabile il contesto altamente competitivo che queste andranno a produrre, con le maggiori chance di accesso ai finanziamenti per i progetti più innovativi e finanziariamente sostenibili. Interessante a questo proposito la formulazione dello strumento PMI presente nel secondo pilastro, articolato in tre fasi di accompagnamento della piccola o media impresa nella stesura del business plan, nello sviluppo e, infine, nell’accesso al mercato.

Sono invece riscontrabili precisi indirizzi tematici, con dodici aree tematiche prioritarie che coprono il 15% del Work Programme con una dotazione di 2 miliardi di euro. La parte del leone spetta alla ricerca sanitaria e farmaceutica, nonché allo sviluppo di migliori tecniche di diagnosi, trattamento terapico e prevenzione delle malattie: 550 milioni per garantire una resa migliore delle spesa sanitaria. In tutti i bandi proposti vengono infine incluse priorità trasversali, in primis l’investimento in ICT come motore all’innovazione, l’azione sull’impatto climatico e lo sviluppo sostenibile, che andranno a coinvolgere rispettivamente il 13%, 35% e 60% delle iniziative messe a gara.

Il Work Programme 2014-2015 catalizzerà più di 15 miliardi, su un totale di 80 stanziati dal 2014 al 2020, cui le PMI a più alto tasso innovativo potranno accedere anche grazie la Enterprise Europe Network (EEN). Horizon rilancia così la capacità dell’UE di generare investimenti capital intensive e sul capitale umano, in un modello incentrato sulle potenzialità delle piccole e medie imprese che, ironia della sorte, sembra replicare quello – sinora vincente – del Mittelstand di marca tedesca.

In foto, il Commissario per la ricerca e innovazione Máire Geoghegan-Quinn presenta i bandi 2014 di Horizon 2020. (European Commission – 2013)

L' Autore - Antonio Scarazzini

Direttore - Laureato a Torino in Studi Europei con una tesi in Relazioni euro-atlantiche in merito al programma Joint Strike Fighter/F-35, frequento ora un Master presso il Collége d'Europe. Dopo uno stage presso Camera di Commercio di Torino e una collaborazione di ricerca con la Fondazione Rosselli, collaboro dal 2014 con la Compagnia di San Paolo per lo sviluppo del programma International Affairs. Dirigo con orgoglio la redazione di Europae sin dalla sua nascita.

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