martedì , 20 febbraio 2018
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Il Commissario europeo Geoghegan-Quinn al lancio di Horizon 2020 ad Atene

Venerdì scorso, ad Atene, si è tenuto l’evento per il lancio dell’atteso programma settennale di fondi dell’Unione Europea, Horizon 2020, pensato per il sostegno alla ricerca e all’innovazione. La sede è stata scelta in riferimento all’inizio, dal primo gennaio, della presidenza ellenica del Consiglio dell’Unione Europea. Oltre ad ospitare personaggi di spicco della politica greca ed europea (tra cui il capo della rappresentanza della Commissione Europea in Grecia, Panos Karvounisi, e il Presidente della Repubblica greco, Karolos Papoulias) l’evento – ospitato dal National Center for Scientific Research “Demokritos” e organizzato dal Segretariato Generale per la Ricerca e la Tecnologia del Ministero dell’Istruzione greco – ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico ed imprenditoriale.

Tra i protagonisti dell’evento figura Máire Geoghegan-Quinn. Il Commissario Europeo per la ricerca, l’innovazione e la scienza ha anzitutto sottolineato che il nuovo programma prevede un incremento del 30% rispetto ai fondi stanziati attraverso il programma precedente, il 7th Framework Programme for Research, auspicando altresì un utilizzo saggio ed efficiente dei nuovi fondi, che ammontano a circa 80 miliardi di euro. Investimento che dimostra la sensibilità dell’Unione Europea nei confronti della ricerca, dal momento che questa è una delle poche aree in cui i fondi stanziati hanno subito un aumento notevole.

Le due nuove parole d’ordine sono semplificazione e coerenza. Semplificazione, attraverso la predisposizione di regole di accesso ai fondi uguali per tutte le aree del programma, e non differenziate come nelle precedenti generazioni dei programmi europei. I progetti potranno partire in soli 8 mesi, al posto dei 12 previsti nel 7th Framework Programme for Research, e durante il loro corso vi sarà una riduzione degli obblighi che prevedono il supporto cartaceo, sposando l’approccio che i francesi chiamano di “dématérialisation” , e delle fasi di audit. Coerenza, perché l’architettura del programma è stata pensata per ricondurre tutti i programmi europei di aiuti alla ricerca sotto un’unica matrice. Horizon 2020, infatti, si occuperà della ricerca tout-court: dai laboratori al mercato, passando per le imprese produttive.

Partendo dalla convinzione per cui i grandi problemi di livello europeo non possono essere risolti dai singoli Stati membri, le aree tematiche di finanziamento corrispondono alle attuali sfide europee: sicurezza alimentare ed energetica, sanità e sicurezza pubblica e trasporti. Né tali sfide possono essere affrontate in singoli campi scientifici o tecnologici: è necessario un approccio integrato. Il programma è quindi disegnato per finanziare soluzioni che prevedano interdisciplinarietà, tenendo in considerazione gli aspetti sociali e muovendosi pertanto anche nei settori delle scienze economiche e umanistiche.

Secondo il Commissario, Horizon 2020 appare meno prescrittivo dei precedenti programmi, lasciando più spazio a idee brillanti. Maggiori risorse verranno destinate allo European Research Council e alle azioni Marie Skłodowska-Curie per la formazione, la mobilità e la carriera dei ricercatori. Inoltre, più cospicui fondi saranno disponibili per prototipi e attività pilota, per favorire iniziative imprenditoriali e per stimolare la domanda di soluzioni innovative. Nel suo discorso, la Geoghegan-Quinn ha messo poi in luce il rapporto con i fondi strutturali e di investimento, che “mano nella mano” con Horizon 2020 dovranno finanziare ricerca e innovazione, incentivando strategie regionali che valorizzino i rispettivi punti di forza.

Cogliendo al volo le opportunità offerte, l’approccio greco nei confronti di Horizon 2020 – sostiene il Commissario – dovrà costruirsi sul potenziamento delle aree di maggiore partecipazione della Grecia nel quadro del 7th Research Programme, tra le quali figurano ICT, trasporti e nanotecnologie. La Grecia dovrà inoltre individuare nuovi settori in cui sviluppare proposte, includendo l’agroalimentare, i servizi medici e farmaceutici e l’ambiente.

I primi bandi Horizon 2020 sono stati pubblicati a dicembre. In omaggio alla presenza all’evento di Maria Damanaki, Commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi, la Geoghegan-Quinn ha messo in particolare risalto la call “Blue Growth”, che invita a presentare proposte relative a temi come lo sviluppo di sistemi di osservazione dell’Oceano Atlantico, l’impatto del cambiamento climatico sull’industria ittica e l’inquinamento marino.

In foto il Commissario  europeo Máire Geoghegan-Quinn durante il lancio di Horizon 2020 ad Atene (Foto: European Commission)

L' Autore - Anna Malandrino

Laureata in Scienze Internazionali e diplomatiche, attualmente dottoranda borsista in Diritti e Istituzioni presso l'Università di Torino con progetto di ricerca sul management pubblico nella fornitura di servizi sanitari. Ho lavorato come formatrice specializzata sull'Unione Europea presso il Punto Europa di Forlì e ho partecipato come relatrice al 13mo Mediterranean Research Meeting, presso il Centro di Studi Avanzati Robert Schuman dell'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze), e alla Student Conference "Reckoning with the past in post-dictatorial societies", presso l'Università di Bucarest

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