mercoledì , 21 febbraio 2018
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Il Consiglio si muove a tutela di lavoratori, donne e richiedenti asilo

Si è concluso ieri l’ultimo Consiglio EPSCO (occupazione, politica sociale, salute e affari dei consumatori) prima dell’appuntamento cruciale del Consiglio Europeo della prossima settimana. Infatti, il primo tema all’ordine del giorno sono stati i contributi alle country-specific recommendations (CSRs), pubblicate dalla Commissione Europea a fine maggio, in tema di politiche sociali e occupazione. In questo quadro, i ministri competenti hanno espresso soddisfazione per l’inclusione delle parti sociali e della cosiddetta “società civile” nel processo di definizione delle CSRs, oltre che per l’importanza attribuita al tema dell’occupazione.

Proprio su questo tema si è soffermato il Consiglio EPSCO. L’attenzione è andata all’alto tasso di disoccupazione giovanile in Europa, salito – secondo i dati dell’aprile scorso – al 23,5% all’interno dei 27 Stati UE. Il totale di NEET, ossia giovani che non lavorano e non studiano, è di 7.5 milioni. Tale drammatico fenomeno presenta però delle disparità geografiche considerevoli, se si pensa che vi sono regioni con un tasso di disoccupazione giovanile del 70% ed altre – poche – sotto il 5%. Un’ Europa unita non può permettersi tali disparità. I ministri presenti hanno allora sostenuto la necessità di implementare il prima possibile le iniziative in programma, primo fra tutti il fondo apposito di 6 miliardi di euro. Inoltre, considerata la maggiore propensione dei giovani a spostarsi dal proprio Paese di residenza, si è insistito sulle potenzialità ancora inespresse del portale per la mobilità professionale EURES.

Un altro dei temi trattati è stato quello degli investimenti sociali per la crescita e la coesione. Allo scopo, il Consiglio ha adottato delle conclusioni in seguito alla comunicazione della Commissione del febbraio scorso, il cosiddetto Social Investment Package (SIP), che si auspica possa dare rinnovato impeto agli obiettivi che l’Europa si è data per il 2020. In particolare, 20 milioni in meno di persone a rischio di oltrepassare la soglia di povertà e la lotta all’esclusione sociale. L’obiettivo è dimostrare che, nonostante la riduzione del budget, possono esser raggiunti risultati notevoli puntando sul capitale umano, l’educazione e la partecipazione.

Il Consiglio EPSCO ha poi affrontato il tema dell’insufficiente presenza femminile nelle posizioni al vertice delle società quotate in borsa. Di tale questione si erano già occupate un paio di giorni prima le commissioni FEMM e JURI del Parlamento Europeo. Si mira a garantire che la presenza di donne nei c.d.a. possa passare dall’attuale misero 15,8% al 40% entro il 2020 (entro il 2018 nel caso di aziende pubbliche), almeno per gli incarichi non esecutivi. Le compagnie europee saranno obbligate a perseguire questo risultato spiegando quali misure intendono adottare in proposito. Sempre in questo campo, il Consiglio ha adottato delle conclusioni specifiche sulla disparità di genere nei media. La base è il rapporto dell’Istituto Europeo per l’eguaglianza di genere, che propone di includere maggiormente le donne nelle fasi fondamentali del processo decisionale. Sono poi state prese altre decisioni in materia di requisiti minimi di salute e sicurezza dei lavoratori a contatto con i rischi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

Tra le altre misure adottate, infine, v’è quella di particolare attualità sulle richieste d’asilo. Come sappiamo, con la bella stagione torna a ripresentarsi con più acutezza la questione degli sbarchi di migranti sulle coste dei Paesi sul Mediterraneo. Ecco allora l’importanza dell’adozione delle ultime disposizioni legislative per completare il Sistema Comune Europeo di Asilo (CEAS) e Eurodac. Quest’ultimo è il sistema che permette di aiutare a identificare i richiedenti asilo e le persone fermate in relazione all’attraversamento irregolare di una frontiera esterna dell’Unione. Confrontando le impronte, i Paesi dell’UE possono verificare se un richiedente asilo o un cittadino straniero, che si trova illegalmente sul suo territorio, ha già presentato una domanda in un altro Paese dell’UE o se un richiedente asilo è entrato irregolarmente nel territorio dell’Unione. Un’ulteriore misura a disposizione della conformazione EPSCO del Consiglio per un’Europa più attenta alle esigenze sociali sempre più pressanti.

In foto: il Commissario Europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, i Ministri irlandese per la Protezione sociale, Joan Burton, e per il Lavoro, l’Impresa e l’Innovazione al termine del Consiglio (Foto: Council of the European Union)

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

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