giovedì , 21 settembre 2017
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Photo © jdog90, 2011, www.flickr.com

Istruzione superiore: la nuova Agenda dell’UE

di Gianluca Zucconelli

Il trentennale del programma Erasmus, celebrato lo scorso maggio a Firenze da tutte le Università italiane con il supporto delle Agenzie Erasmus+, INDIRE, INAPP e ANG, rende il 2017 un anno importante per l’Europa e il mondo accademico. Infatti, mentre le celebrazioni mettevano ulteriormente in luce il potenziale di Erasmus+ e il numero dei beneficiari coinvolti cresceva ulteriormente (+10% solo in Italia), la Commissione Europea metteva a punto la Nuova Agenda per l’Istruzione Superiore.

Il documento individua gli assi di intervento prioritario per il settore dell’higher education, tenendo ben presente che l’obiettivo principale delle Università europee deve essere quello di formare capitale umano altamente qualificato, capace di affrontare iniziative di auto-imprenditorialità e il costante sviluppo tecnologico.

Gli interventi UE

Ormai da tempo gli interventi europei si sono indirizzati verso la realtà universitaria, considerandola il luogo ideale per far crescere società più aperte, eque e capaci di far fronte alle sfide del contesto economico mondiale. Il processo attuale prende avvio dalle Conclusioni del Consiglio sul quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione («ET 2020») del 2009, con cui si invitavano gli Stati membri e la Commissione a rafforzare la cooperazione europea nei settori dell’istruzione e della formazione.

A queste seguivano, nel 2011, l’Agenda per la modernizzazione dell’istruzione superiore e, nel 2012, la Comunicazione “Ripensare l’istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici”. In entrambe la Commissione individuava la necessità di innalzare il livello delle qualifiche possedute dalla popolazione europea, aumentare lo sviluppo di competenze trasversali e potenziare il ricorso a risorse educative aperte.

Interventi più recenti

Questi temi venivano ulteriormente indagati dalla relazione congiunta del Consiglio e della Commissione del 2012 dal titolo “Istruzione e formazione in un’Europa intelligente, sostenibile e inclusiva” con cui si poneva l’accento anche sulla realizzazione di un sistema di istruzione maggiormente inclusivo, capace di appianare il divario tra classi sociali (ad es. ridefinendo le modalità della contribuzione studentesca), nonché sul potenziamento delle attività di ricerca e innovazione come strumento per lo sviluppo tecnologico.

Nel 2016, tuttavia, la consultazione pubblica sul futuro sostegno dell’UE per l’istruzione superiore, aveva rilevato un sensibile gap tra competenze offerte dall’istruzione universitaria e quelle richieste dal mercato, un’inclusione sociale ancora fragile, e una sinergica tentennate tra il mondo accademico e il tessuto economico.

La Nuova Agenda per l’Istruzione Superiore

Su queste basi, la Nuova Agenda focalizza l’attenzione su quattro assi di intervento per affrontare le sfide del prossimo decennio. Gli obiettivi da perseguire si possono così sintetizzare:

1. Contrastare gli squilibri di competenze, con particolare riguardo agli studi dell’area STE(A)M. Ruolo di primaria importanza è attribuito al programma Erasmus+. Infatti, grazie alle borse traineeship ogni studente può acquisire crediti formativi ECTS tramite esperienze di learning on job. Questo, inoltre, incide sul miglioramento dell’offerta formativa, che trova ulteriore sostegno anche nella partecipazione ad iniziative di mobilità internazionale da parte di docenti e ricercatori.

2. Aumentare di progetti di inclusione sociale. Con particolare riguardo alla possibilità di agevolare il riconoscimento delle qualifiche in possesso dei rifugiati e facilitarne l’accesso all’istruzione superiore, è sempre Erasmus+ a fare da padrone con l’Online Linguistic Support che garantisce una prima integrazione linguistica e sociale.

3. Potenziare il contributo al settore dell’innovazione. Viene evidenziato il bisogno di aumentare le collaborazioni con le realtà economiche del tessuto territoriale anche tramite il progetto Higher Education for Smart Specialisation che permette un effettivo trasferimento tecnologico su base regionale dalle Università alle aziende e alle autorità pubbliche locali. Questo consente, inoltre, di innalzare le competenze imprenditoriali e ammodernare ulteriormente le metodologie di insegnamento.

4. Favorire l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di istruzione superiore. Tramite una revisione delle strutture di finanziamento si dovranno mettere a punto strumenti di valorizzazione delle risorse umane, in un’ottica di progettazione ottimale degli incentivi.

Proprio quest’ultimo ambito di intervento riflette la reale portata dell’Agenda: contrariamente a quanto suggerisce il titolo, gli obiettivi sono rivolti ai singoli Stati membri che dovranno perfezionare le politiche nazionali e i relativi piani di riparto dei finanziamenti.

L' Autore - Redazione Europae

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