lunedì , 19 febbraio 2018
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La Commissione Europea semplifica l’accesso al Fondo di Solidarietà

Johannes Hahn, Commissario Europeo per la politica regionale, ha presentato lo scorso 25 luglio una proposta di riforma del Fondo di Solidarietà dell’UE (EUSF). Tale proposta è stata adottata dalla Commissione con lo scopo di rendere il Fondo più sensibile alle esigenze specifiche e di semplificarne l’utilizzo, grazie all’elaborazione di criteri di definizione più lineari dei potenziali beneficiari. Il Fondo di Solidarietà è nato con lo scopo di far fronte alle eventuali calamità naturali che possono colpire le regioni dell’UE ed è stato istituito nel 2002, a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l’Europa centrale nell’estate di quell’anno.

Da allora, l’EUSF è stato utilizzato in ben 52 occasioni in risposta a diversi tipi di catastrofi naturali, come ad esempio terremoti, inondazioni, incendi, tempeste e siccità. Ad oggi, sono 23 i Paesi europei che hanno potuto usufruire del Fondo di Solidarietà, per un importo pari ad oltre 3,2 miliardi di euro. Tra i numerosi casi di intervento si possono citare: lo stanziamento di 493,8 milioni di euro a seguito del terremoto in Abruzzo del 2009, l’erogazione di 163,3 milioni di euro per far fronte alle violente alluvioni che hanno colpito il Regno Unito nell’estate del 2007, o ancora la concessione di aiuti pari a 444 milioni di euro alla Germania a seguito delle alluvioni che hanno messo in ginocchio vaste aree del Paese nell’agosto 2002. La somma più elevata mai stanziata dall’EUSF rimane tuttavia quella destinata ad aiutare la regione Emilia Romagna a superare l’emergenza legata al terremoto del 2012. La Commissione ha infatti deciso di stanziare 670 milioni di euro per coprire gli enormi costi di ripristino delle infrastrutture essenziali, per fornire alloggi e servizi di soccorso alle popolazioni colpite dal sisma e proteggere il patrimonio culturale della regione.

La proposta di riforma del Fondo di Solidarietà presentata la settimana scorsa dalla Commissione è stata concepita con lo scopo di semplificare le norme esistenti e permettere che le risorse siano stanziate in tempi più brevi. La proposta non va in ogni caso ad alterare i principi costitutivi dell’EUSF, né tantomeno le sue fonti di finanziamento, che rimangono fuori dal Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE. Si tratta più che altro di un insieme di aggiustamenti tecnici, tra i quali si possono menzionare:

– precisazione del raggio di azione del Fondo di Solidarietà, in modo da eliminare le esistenti incertezze normative;

– definizione di regole più chiare in materia di ammissibilità della richiesta degli aiuti, con l’adozione di un’unica soglia di danno in caso di disastro naturale pari all’1,5% del PIL della regione;

– introduzione per la prima volta della possibilità di erogare anticipatamente fino al 10% del contributo totale previsto (entro un massimale di 30 milioni di euro);

– fusione delle due fasi di concessione e attuazione degli aiuti in un unico accordo, in modo da snellire le procedure burocratiche;

– introduzione di una serie di provvedimenti volti a incoraggiare l’adozione di strategie di prevenzione del rischio più efficaci da parte di Stati e regioni.

Durante la conferenza stampa, il Commissario Hahn ha definito la proposta di riforma «una chiara espressione di solidarietà», elaborata dalla Commissione con lo scopo di fornire un aiuto concreto alle regioni e agli Stati membri proprio quando ne hanno maggiormente bisogno. Sempre secondo Hahn, gli aggiustamenti tecnici concordati renderanno il Fondo di Solidarietà «più veloce, più chiaro e più semplice da utilizzare».

Non appena il Parlamento Europeo e il Consiglio avranno approvato la proposta di riforma, le regioni colpite da disastri naturali potranno beneficiare dei significativi miglioramenti delle modalità di intervento di un Fondo di Solidarietà reso non solo più efficace, ma anche più efficiente.

In foto: un’immagine delle inondazioni nel 2002 a Schlottwitz, in Sassonia, Germania (© Wikimedia Commons)

 

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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