domenica , 25 febbraio 2018
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La Commissione lancia la digitalizzazione delle scuole europee

Il 25 settembre scorso, la Commissione Europea ha stilato un rapporto per Parlamento Europeo, Consiglio, Comitato Economico e Sociale e Comitato delle Regioni, per il lancio di un nuovo progetto chiamato “Opening up education: insegnamento e apprendimento innovativo attraverso nuove tecnologie e risorse didattiche in rete”. La Commissione si è confrontata in questa sede con il problema dell’accesso da parte degli studenti europei ai sistemi informatici, soprattutto in ambito scolastico. I dati emersi da un recente studio sull’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) ha riscontrato che in Europa solo uno studente di 9 anni su quattro ha accesso a scuole adeguatamente digitalizzate e nelle scuole superiori, sebbene la situazione migliori, il 20% degli studenti non ha mai usato il computer in aula.

Da un lato, le scuole non sono dotate di sufficienti strumenti tecnologici per la didattica. Manca spesso la connessione internet e il 50-80% degli studenti non ha mai usato libri digitali, software di esercizi a lezione, simulatori digitali e strumenti didattici simili. Il problema è particolarmente rilevante soprattutto nell’istruzione universitaria: il sempre crescente numero di iscritti e le esigenze di qualità della didattica impongono di adattare i metodi educativi alla necessità degli studenti di fruire delle lezioni in luoghi diversi dalle aule universitarie, attraverso un mix di lezioni frontali e di registrazioni video accessibili a distanza, in ogni momento e da ogni luogo.

L’altra grande sfida da affrontare è quella dell’educazione informatica vera e propria: la maggior parte degli insegnanti ammette di non avere una buona dimestichezza con gli strumenti informatici e il 70% vorrebbe ricevere aggiornamenti per adattarsi alle nuove tecnologie. Con questi presupposti non ci si può aspettare che gli studenti possano ricevere una preparazione di alto livello in questo campo. Le statistiche rivelano però che entro il 2020, il 90% dei lavori richiederà competenze di digitalizzazione e informatizzazione ad alto livello, intendendo non solo l’abilità di accedere e servirsi di internet e dei suoi programmi, ma di sviluppare programmi propri, siti web e di sapersi porre in modo attivo rispetto all’uso delle nuove tecnologie.

Il mondo sta cambiando e i giovani devono e si vogliono relazionare con i nuovi strumenti informatici e i mezzi di comunicazione in modo consapevole. Per permettere loro di agire con più certezze, è necessario il supporto del mondo della scuola: “L’educazione deve essere connessa con la vita reale, non può essere un universo parallelo” afferma infatti il Vicepresidente della Commissione Neelie Kroes: “tutte le nostre scuole e università, non solo alcune, devono confrontarsi con questa realtà”.

L’istruzione scolastica deve essere innanzitutto educazione al mondo, alla realtà che gli studenti si troveranno ad affrontare tutti i giorni e quindi anche e soprattutto alle novità, senza lasciare i giovani da soli. L’educazione deve saper spingere i ragazzi ad interagire attivamente con le nuove tecnologie, fornendo loro gli strumenti per un uso consapevole dell’informatica.

Per rispondere alle forti carenze all’interno del mondo dell’educazione, condivise pressoché da tutti i Paesi dell’Unione, la Commissione ha lanciato “Opening up Education” un blog online che raccoglie idee e progetti e propone workshop per avvicinare i governi e le istituzioni europee alle richieste ed alle proposte dei giovani, in modo da permettere alla scuola di affrontare il “mondo del 2030: moderno e digitale”. Sono giunte numerose e interessanti proposte da giovani di tutta Europa: dall’apprendimento delle lingue, a documenti di insegnamento condivisi su piattaforme accessibili a tutti, a giochi di ruolo con valore educativo. Parallelamente verrà creato un programma online per gli insegnanti, in modo da permettere loro di fornire agli studenti la migliore preparazione possibile e da poter sfruttare le nuove tecnologie che, ci si augura, saranno messe loro a disposizione.

La Commissione sottopone i suoi progetti e le sue proposte agli altri organi europei e ai singoli Stati. Sarà poi compito di questi trovare i finanziamenti per rendere effettiva la modernizzazione delle strutture scolastiche e dei sistemi di insegnamento.

In foto la conferenza stampa congiunta di Androulla Vassiliou e Neelie Kroes (Foto: European Commission) 

L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

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