domenica , 18 febbraio 2018
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Le proposte della Commissione per una piena cittadinanza europea

L’Unione Europea sta attraversando una profonda crisi che va oltre i pur gravissimi problemi economici che attanagliano molti Paesi. La crisi attuale è anche una crisi di legittimità. Non si tratta di un momento di difficoltà derivante dal consolidato dibattito circa il deficit democratico delle istituzioni europee. Piuttosto, i problemi economici e le divisioni fra gli Stati membri hanno generato una crescente insofferenza, se non il rifiuto più o meno esplicito del progetto di integrazione europea da parte di una crescente quota delle popolazioni europee. L’UE sta cercando di rispondere a queste difficoltà.

Un elemento sui cui la Commissione Europea ha deciso di puntare è dunque quello della cittadinanza europea. Non è forse casuale che l’istituzione comunitaria abbia voluto concentrarsi su questa tematica proprio alla vigilia della Festa dell’Europa, evidenziando dunque l’importanza della cittadinanza europea in una simile occasione commemorativa.

Introdotta nel 1993 con il Trattato di Maastricht, la cittadinanza europea viene riconosciuta a tutti coloro che sono cittadini di uno Stato membro. Essa garantisce, come sancisce la legislazione europea, “la libertà di circolazione e di soggiorno su tutto il territorio dell’Unione, il diritto di votare e di essere eletto alle elezioni comunali e a quelle del Parlamento Europeo nello Stato membro di residenza, la tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro in un Paese terzo nel quale lo Stato di cui la persona in causa ha la cittadinanza non è rappresentato e il diritto di presentare petizioni al Parlamento Europeo e ricorsi al Mediatore Europeo.”

Secondo delle recenti rilevazioni statistiche di Eurobarometro, l’81% dei cittadini è consapevole di essere un cittadino europeo, ma solamente il 36% afferma di conoscere i diritti che discendono da questo status. Nella pratica poi, sono ancora molti gli ostacoli per un effettivo godimento di tali diritti.

Nell’ambito dell’Anno europeo dei Cittadini, un’iniziativa che mira ad approfondire la consapevolezza dei diritti dei cittadini europei, la Commissione ha pubblicato l’8 maggio il Rapporto 2013 dell’UE sulla cittadinanza europea. Il Commissario per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza Viviane Reding (in foto) ha introdotto il Rapporto sottolineando l’importanza della cittadinanza europea per il processo di integrazione, affermando quindi che essa «sta all’Unione Politica quanto l’euro all’Unione Economica e Monetaria». Il Rapporto dunque individua sei aree in cui la Commissione intende intervenire per rendere effettivo l’esercizio dei diritti dei cittadini europei.

Innanzitutto, la Commissione ritiene necessario agire per garantire l’effettiva libertà di circolazione sul territorio dell’UE, con particolare riferimento a lavoratori, studenti e tirocinanti. Le misure promosse in tale settore, come l’estensione oltre i tre mesi previsti attualmente del diritto di coloro che sono alla ricerca di occupazione in altri Stati membri a ricevere i sussidi di disoccupazione che percepirebbero nel proprio Paese d’origine, non solo implicano il pieno godimento della cittadinanza europea, ma potrebbero anche costituire un utile strumento di supporto al rilancio dell’economia.

Una seconda area d’intervento riguarda invece la semplificazione amministrativa. Il red tape, l’insieme delle norme e pratiche burocratiche dei diversi Paesi europei che spesso si sovrappongono o contraddicono fra loro, costituisce uno dei principali ostacoli alla circolazione dei lavoratori in Europa. Semplificare ad esempio il riconoscimento dei documenti d’identità emessi da altri Stati membri rappresenta per la Commissione un’azione irrinunciabile.Altri due interventi meritevoli sono la tutela delle fasce di popolazione più vulnerabili, come i disabili e i bambini, e l’eliminazione delle barriere all’acquisto di beni fra differenti Stati membri, rendendo più trasparente ad esempio il mercato dei prodotti digitali.

La Commissione indica infine due ultimi settori che più esplicitamente richiamano il valore politico della cittadinanza europea: l’accesso all’informazione da parte dei cittadini europei e la loro partecipazione ai processi democratici. Per quanto riguarda il primo aspetto, è fondamentale promuovere la semplificazione dell’accesso alle informazioni circa le attività e le politiche dell’UE, in modo da favorire una maggiore consapevolezza nella popolazione europea, troppo spesso distante e poco partecipe alle attività dell’ “eurocrazia” a Bruxelles. Ugualmente importante è garantire la partecipazione democratica dei cittadini, permettendo loro di mantenere il diritto di voto per le elezioni del Paese d’origine, anche quando residenti in un altro Stato dell’UE.

Tutte queste iniziative, che agiscono sia a livello comunitario sia a quello nazionale, intendono ribadire la centralità dell’istituto della cittadinanza europea, che ambirebbe ad arricchire i diritti sociali e politici degli europei. La Festa dell’Europa sembra l’occasione migliore per ricordarne le opportunità.

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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