mercoledì , 15 agosto 2018
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Le RUP e i PTOM – L’Europa d’oltremare

Cittadini olandesi che usano il fiorino, anche se delle Antille, e inglesi che invece hanno adottato l’Euro. Non è un viaggio tra i peggiori incubi di un euro-scettico britannico o tra i sogni di un euro-ottimista ma, in parte, tra le situazioni previste dal TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’UE) – agli artt. 198, 349 e 355 – e dagli atti che ne derivano.

L’art. 355 stabilisce infatti le differenze tra RUP (Regioni Ultra Periferiche) e PTOM (Paesi e Territori d’Oltremare), determinando il differente approccio dell’UE verso queste regioni o Paesi, solitamente distanti, in senso geografico, dall’Europa. Ci sono poi altre regioni e territori, come le Fær Øer e le basi inglesi a Cipro, Akrotiri e Dhekelia (in cui però la moneta ufficiale è l’Euro), che non sono né RUP né PTOM e sono escluse dall’applicazione dei trattati. Lo status di RUP o PTOM dipende essenzialmente dal legame che la regione o territorio intrattiene con uno dei paesi membri (“madrepatria”), e dal grado di autonomia, o di integrazione nel sistema istituzionale, da questo raggiunto. Status che può cambiare nel tempo, come avvenuto per Saint Barthélemy (da RUP a PTOM nel 2012) o Mayotte (da PTOM a RUP nel 2014).

Le RUP – Guadalupa, Guyana, Martinica, Réunion, Saint Martin, le Canarie, le Azzorre, Madeira e, dal 2014, Mayotte – sono parte integrante dell’UE ed in esse si applica sia il TFUE che il resto del diritto comunitario. E’ prevista casomai, a causa della lontananza e della forte dipendenza economica (soprattutto energetica), la possibilità di adottare misure specifiche sottoforma, ad esempio, di deroghe all’applicazione dei trattati in materia di politica doganale, fiscale (es. “zone franche”), agricoltura e pesca, ma anche aiuti di Stato. Altra misura specifica volta allo sviluppo delle RUP è l’accesso ai fondi strutturali, soprattutto FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e FSE (Fondo Sociale Europeo): in totale nel periodo 2007-2013, l’UE ha stanziato per le RUP ben 7,84 miliardi di Euro.

Annualmente viene poi indetta la Conferenza dei presidenti delle RUP, cui partecipa il Commissario Europeo per le Politiche Regionali, in cui si discute proprio dell’impiego dei fondi e delle opportunità di sviluppo. A partire dal 2013, ogni RUP proporrà un proprio Action Plan, che oltre al piano d’impiego dei fondi strutturali dovrà includere anche una strategia per migliorare l’accesso al mercato comune, incentivare la diversificazione economica, mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici e, soprattutto, favorire lo sviluppo sociale. Da notare che, pur essendo gli abitanti delle RUP cittadini europei e pur utilizzando tutti l’Euro, solo le Canarie, Madera e le Azzorre fanno parte dell’area Schengen.

Diverso è l’approccio UE verso i PTOM, Paesi o territori che mantengono con Danimarca (es. Groenlandia), Francia (dalla Nuova Caledonia, nel 2014 probabile referendum per l’indipendenza, alla Polinesia), Paesi Bassi (da Curaçao ad Aruba) e Gran Bretagna (dalle Falkland alle Cayman), “relazioni particolari”. Nonostante gli abitanti siano cittadini europei – in quanto cittadini del paese da cui dipendono, con eccezioni per i britannici – ed eleggano propri rappresentanti al PE (in merito si è pronunciata anche la Corte di Giustizia, caso generato da una cittadina di Aruba), i PTOM non sono invece parte dell’UE: sono “associati” all’UE. Ciò significa che nei PTOM non si applica il TFUE, né il diritto comunitario derivato: i rapporti sono più elastici e regolati mediante accordi tra il singolo PTOM e l’UE.

Questi accordi devono però rispettare alcuni “paletti”: gli scambi commerciali con i 28 devono svolgersi alle stesse condizioni che il PTOM applica alla “madrepatria” ed in caso di appalti derivanti da fondi europei la partecipazione deve essere aperta, ed a pari condizioni, a tutti i soggetti provenienti dai 28. Varie sono invece le agevolazioni, come la possibilità di imporre dazi (se funzionali alle esigenze di sviluppo) ai beni provenienti dall’UE, anche in regime di non reciprocità – l’UE non tassa i loro prodotti in entrata -, purché non ci sia discriminazione tra uno Stato membro e l’altro. Varie sono anche le monete che i PTOM possono usare (Euro, Fiorino, Dollaro USA, Franco CPT), funzione più della posizione geografica e della collocazione regionale, che di legami politici.

Questo per sfruttare al meglio, ai fini del loro sviluppo, le loro caratteristiche e la loro posizione geografica che li rende anche, come per le RUP, veri e propri avamposti dell’UE nel mondo. Può essere vero infatti, come ha recentemente affermato un ironico giornalista francese, che uno dei vantaggi di Clipperton (isola francese, disabitata, al largo del Messico) è che lì, almeno, nessuno critica Hollande, ma se si tiene conto che, anche grazie alle RUP, l’UE, con 25 milioni di km², ha la più ampia superficie di territorio marino al mondo, si intuisce che i vantaggi possano essere ben altri.

Nell’immagine una veduta di Clipperton, atollo francese di 12 km² ad ovest del Messico, disabitato. Una nave della Marina francese vi si reca una volta l’anno per sostituire la bandiera che sventola sull’isola (Foto: Wikimedia Commons).

L' Autore - Mauro Loi

Responsabile pubblicazioni - Ho conseguito nel 2007 la Laurea Magistrale in Scienze Strategiche (indirizzo Economico) con una tesi sul processo di ricostruzione dell'Afghanistan. Scrivo soprattutto di Balcani e Caucaso.

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