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Linguaggio dell’UE: dillo con un KISS

I cittadini europei sono i principali interlocutori delle istituzioni europee, seguiti dal personale della Commissione, degli altri organi e da esperti esterni. Il cittadino è dunque la vera ragion d’essere di questa grande macchina burocratica che tuttavia viene lasciata in disparte perché troppo complessa nella struttura e ermetica nel linguaggio. Una comunicazione più efficace e più chiara rappresenterebbe di conseguenza l’anello di congiunzione tra questi due mondi che continuano, nonostante tutto, a mantenere una relazione a distanza, accusandosi l’un l’altro per non aver compiuto il primo passo. Ma forse una soluzione per mettere fine a liti e incomprensioni esiste già.

Ogni dipartimento linguistico della Direzione generale della Traduzione ha redatto una brochure intitolata “Scrivere chiaro”, dall’omonima campagna, disponibile on-line presso lo EU Bookshop. L’intento è di “rendere la collaborazione più efficace”, “ridurre la corrispondenza inutile” e “instaurare un clima costruttivo”, seguendo alcuni suggerimenti tecnici in grado di rendere più comprensibili le relazioni, i verbali, i comunicati stampa, i discorsi, le note di servizio e le lettere.

Circa dodici anni fa, il servizio della DGT lanciò una campagna chiamata “Fight the Fog” che si rivolgeva ai redattori e ai traduttori dei testi istituzionali in lingua inglese. Iniziò così una lotta all’ultimo sangue contro quella “nebbia linguistica” che impediva alle istituzioni e ai destinatari di comunicare in modo corretto. Da allora sono stati compiuti molti passi avanti, soprattutto grazie alla creazione e alla promozione di un servizio di revisione interno che assicura il controllo della qualità di testi scritti in inglese e in francese.

L’allargamento è stato una grande conquista in termini di democrazia, anche se per molti puristi della lingua inglese rappresenta una minaccia per la salute di questa lingua franca sempre più bistrattata dai funzionari. Secondo i redattori della brochure “Scrivere chiaro”, il segreto risiederebbe in un bacio: per dirlo all’inglese, si deve optare per la regola del KISS (Keep It Short and Simple), evitando frasi troppo lunghe e scegliendo senza paura la strada più breve. La Direzione Generale delle Risorse Umane ha inoltre provveduto ad organizzare corsi di scrittura in francese e in inglese.

David Monkcom, revisore presso l’Unità di Revisione della DGT, propone di riscrivere in uno stile più concreto il testo seguente: “It is a matter of necessity that the citizens of Europe be aware of the division of competences among European institutions and Member States. It i also vital that citizens be informed of the tangible contribution of the European Union to improving their daily lives […]”. Perché dunque non optare per uno stile più sobrio e privo di formalismi inutili? : “People need to know who does what in Europe. They also need to see what the European Union is actually doing to improve their daily lives”.

Bisogna partire dal principio che non si sta scrivendo per fare bella figura con il proprio capo, ma per fare in modo che il cittadino europeo, recependo chiaramente il messaggio, possa agire in nome delle istituzioni. Scrivere in modo chiaro e conciso non implica impoverimento della lingua. Al contrario, redigere un testo efficace richiede una buonissima padronanza del vocabolario e della sintassi. Un pensiero va anche ai traduttori, quotidianamente a confronto con frasi contorte da interpretare, con il rischio che le versioni multilingue presentino concetti differenti perché diversa è stata l’interpretazione di ogni traduttore. Fortunatamente sono stati potenziati dei sistemi di comunicazione tra i traduttori dei vari dipartimenti linguistici per evitare possibili ambiguità concettuali.

L’italiano si sa, è una lingua prolissa, ma le tendenze attuali ci indicano che bisogna evitare di parafrasare troppo. Optiamo allora per “valutare”, invece che per “procedere ad una valutazione di”, per “investigare” invece di “avviare un’investigazione su”, per “considerare” e non per “prendere in considerazione”. Al bando, dunque, il burocratese e l’uso di concetti astratti; il redattore, esprimendo idee vaghe e fuorvianti, denota una scarsa padronanza dell’argomento, dando l’impressione che stia cercando di nascondere qualcosa al lettore. I tempi dei sotterfugi sono finiti. Dopo tanta nebbia, il cittadino europeo pretende che tutte le operazioni siano fatte alla luce del sole.

In foto, il Commissario alla Cultura Androulla Vassiliou alla conferenza ad una conferenza tenutasi in marzo circa la traduzione a favore dei cittadini (© European Commission)

L' Autore - Marta Minotti

Laureata al corso magistrale in Lingue e Traduzione presso l’Università di Roma, La Sapienza, vive attualmente a Bruxelles, dove è iscritta al Master in Traduzione multidisciplinare dell’ISTI, Istituto superiore per interpreti e traduttori. Appassionata di lingue, traduzione, scrittura e lettura e affascinata dal mondo variegato delle Istituzioni europee, decide di collaborare con Europae per mettere in luce il tema del multilinguismo.

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