domenica , 18 febbraio 2018
18comix

L’UE vieta la vendita di cosmetici testati sugli animali

11 Marzo 2013: olti animalisti hanno segnato questa data nel loro calendario. Hanno vinto una lunga battaglia: in Unione Europea non potranno più essere commercializzati cosmetici testati su animali. Una vittoria, ma non solo. Una rivoluzione. Almeno, in tanti la indicano come tale. Eppure, l’UE è arrivata a questo traguardo lentamente.

Il lungo cammino è iniziato nel 2004, quando per la prima volta si è vietata la sperimentazione su animali di prodotti cosmetici finiti. Si è poi proseguito nel 2009, con il divieto di sperimentazione anche dei singoli ingredienti. Molte aziende sono contrarie a questa “rivoluzione” europea. L’UE è infatti la prima a vietare anche la commercializzazione di prodotti per cui i test su animali sono avvenuti al di fuori del suo territorio. In questo modo, infatti, si estende il divieto anche all’estero per coloro che vogliano  esportare in Europa. La decisione è quindi fondamentale, restando l’UE il più grande mercato del mondo. Solo altri due Paesi avevano preso finora una decisione simile: Israele ed India.

La Comunicazione della Commissione ha colto molti di sorpresa: il termine dell’11 marzo era fissato nel Regolamento 1223/2009, ma si prevedevano altre deroghe. L’ex Commissario alla salute, John Dalli, non si era infatti mostrato ottimista. Nel panorama italiano le associazioni animaliste non erano riuscite a dare il giusto risalto all’avvicinarsi della scadenza, tanto che pochi ne erano a conoscenza. Grazie al nuovo Commissario Tonio Borg (in foto) l’UE ha invece cambiato marcia: pur non sbilanciandosi, Borg aveva lasciato intendere già a novembre che nuove deroghe al divieto sarebbero state improbabili. Infine, è arrivato l’annuncio dell’11 marzo e la dichiarazione del Commissario alla Salute: «L’entrata in vigore del divieto di commercializzazione di cosmetici testati sugli animali è un importante segnale su quanto l’UE tenga al benessere degli animali» e, aggiungerei, su quali valori si fonda l’Unione.

Cosciente dei possibili problemi che può causare alle aziende cercare nuovi metodi per testare la non tossicità dei cosmetici, l’UE continua a sovvenzionare con 238 milioni di euro la ricerca di tecniche alternative. Importanti aziende, come la francese L’Oréal, si è dichiarata pronta a seguire le nuove norme, altre invece affermano l’impossibilità di lavorare sotto questa legislazione ed il rischio, per i consumatori europei, di non poter usufruire delle ultime novità cosmetiche.

Messe fuori legge le crudeltà sugli animali per scopi cosmetici, la battaglia si sposta ora sul campo dell’efficacia della legislazione e sul suo rispetto: sarà necessario uno stretto controllo. Molti sperano inoltre in una forma di effetto domino, cioè che l’UE venga presa ad esempio anche da altri Paesi, in particolare Stati Uniti e Cina, dove il maltrattamento degli animali per fini commerciali resta una consuetudine. Il futuro si vedrà, per ora l’entrata in vigore della nuova normativa segna la fine delle sofferenze di moltissimi animali e il successo di quelle associazioni europee che hanno lavorato per anni per raggiungere questo importante risultato.

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

Check Also

Fake news: la Commissione Europea prova a reagire

La Commissione Europea si attiva contro la diffusione delle fake news. Dopo l’avvio della consultazione …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *