giovedì , 16 agosto 2018
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Nasce Erasmus+, il nuovo programma europeo di mobilità studentesca

L’Erasmus è salvo! Anzi è sempre più forte. Negli scorsi mesi si erano susseguite notizie allarmanti sulla sorte del programma europeo per eccellenza, invece la plenaria del Parlamento Europeo ha finalmente votato non solo la sua attuazione dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, ma lo ha anche rafforzato, facendo sì che più di 4 milioni di persone ricevano la borsa di studio per muoversi all’interno dell’Unione.

Il nuovo programma comunitario per la formazione, la gioventù e lo sport si chiamerà infatti Erasmus+ e verrà dotato di un bilancio di 14,7 miliardi complessivi, con un aumento del 40% rispetto ai livelli attuali. È pensato per l’istruzione a tutti i livelli, racchiudendo i precedenti programmi Comenius (istruzione scolastica), Erasmus (istruzione superiore), Erasmus Mundus (istruzione superiore internazionale) e Grundtvig (apprendimento per adulti). Saranno più di 4 milioni coloro che potranno godere della straordinaria opportunità di viaggiare in Europa, 2 milioni dei quali studenti universitari, 650 mila studenti della formazione professionale e più di mezzo milione di partecipanti a scambi giovanili o attività di volontariato all’estero.

Le borse di studio saranno poi assegnate secondo criteri più efficienti che prenderanno in considerazione il costo della vita del Paese di destinazione e saranno più corpose per studenti provenienti da zone economicamente più svantaggiate o comunque periferiche. Inoltre, è previsto un nuovo sistema di garanzia dei prestiti agevolati a favore degli studenti che volessero seguire un intero corso di laurea magistrale all’estero, gestito dal Fondo europeo per gli investimenti.

Questo nuovo programma è fondamentale nell’attuale contesto europeo: 6 milioni di giovani sono disoccupati, con punte del tasso di disoccupazione superiori al 50% in Paesi come Spagna e Grecia, mentre 2 milioni di posti di lavoro sono vacanti. Se si considera poi che il 36% dei datori di lavoro segnala difficoltà a reperire personale con le qualifiche richieste, si capisce l’importanza che rivestirà Erasmus+ per colmare il deficit di competenze. Questo è ancor più rilevante dal momento che si stima che entro il 2020, il 35% di tutti i posti di lavoro richiederà competenze elevate, ossia di livello universitario o equivalente.

L’Erasmus+ s’inserisce in pieno nella strategia “Europa 2020” che intende portare al 40% – dall’attuale 36% – la percentuale di popolazione che completa l’istruzione superiore. Sul versante dell’occupazione, inoltre, si è già sperimentato da anni che la mobilità studentesca porta con sé anche quella dei lavoratori, perché chi ha avuto la possibilità di effettuare un’esperienza di studio all’estero risulta poi anche più propenso a trasferirsi oltre le frontiere del proprio Stato di appartenenza.

Un’ulteriore interessante novità dell’Erasmus+ è che, per la prima volta, è prevista una linea di bilancio interamene dedicata allo sport. Saranno appunto 265 i milioni di euro che contribuiranno ad affrontare alcuni dei fenomeni più preoccupanti e che difficilmente possono essere risolti dall’azione singola degli Stati membri. Si parla, ad esempio, della dimensione transfrontaliera delle partite sportive truccate o del doping.

Infine, anche dal punto di vista dell’innovazione vi sono delle importanti proposte: sostegno alle piattaforme informatiche quali e-twinning e nuovi requisiti in materia di Open Access. E-twinning è la piattaforma europea per insegnanti, dirigenti, bibliotecari, nata nel 2005 con lo scopo di condividere e sviluppare progetti, comunicare e collaborare all’idea di una comunità didattica europea. Sul portale s’incontrano più di 22.000 docenti all’opera su quasi 31.000 progetti, che coinvolgono più di 11.000 scuole. In merito ai requisiti in tema di Open Access, viene stabilito che tutti i materiali educativi prodotti grazie ai finanziamenti di Erasmus+ debbano essere liberamente accessibili a tutti tramite licenze aperte, in base al principio che ciò che vien pagato con denaro pubblico deve essere messo a disposizione della collettività.

Nell’ultimo cinquantennio l’Erasmus ha costituito un’opportunità di 3 milioni di ragazzi ed è considerato il programma europeo più riuscito ed apprezzato. Erasmus+ in 7 anni si propone di fare ancora meglio, dando nuova linfa alla mobilità studentesca e chissà anche al senso di appartenenza a un’Europa sempre più comunità di destino e non  tedioso ostacolo.

In foto la brochure del programma Erasmus (Foto: European Commission) 

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

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