giovedì , 16 agosto 2018
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Valdis Dombrovskis, Giuliano Poletti e Marianne Thyssen © European Union 2014

Occupazione e politica sociale: l’ultimo vertice di Poletti

Con l’arrivo delle feste e il sopraggiungere dell’anno 2015, è ora di mettere sul piatto della bilancia i punti di forza e le debolezze di quella che è stata la dodicesima avventura italiana alla Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

L’11 dicembre si è tenuto a Bruxelles il Consiglio  occupazione, politica sociale, salute e consumatori (EPSCO) presieduto per l’ultima volta dal Ministro italiano del Lavoro Giuliano Poletti, che ha voluto lasciare un ultimo segno distintivo del suo passaggio prima di passare il testimone al suo omologo lettone. Per suo volere, l’occupazione giovanile è stata infatti oggetto di una riunione congiunta con ospiti d’eccezione, poiché i Ministri del Lavoro sono stati affiancati, per la prima volta nella storia, dai Ministri dell’Istruzione del “trio” di presidenze semestrali, ossia dai rappresentanti dell’attuale Presidenza italiana e delle prossime due, la lettone e la lussemburghese. Dato il grande valore dell’esperimento, Poletti e i suoi omologhi lettone e lussemburghese hanno partecipato, a loro volta, al Consiglio Istruzione tenutosi il giorno successivo.

La cooperazione politica sarà il trampolino di lancio per un’intesa concreta tra il mondo dell’istruzione e il mondo del lavoro, obiettivo già previsto dalla strategia Europa 2020 e tema molto caro al Ministro italiano dell’Istruzione Stefania Giannini, che ha parlato della necessità di “far convergere le competenze acquisite nei percorsi di istruzione e formazione con la domanda delle aziende”, promuovendo l’alternanza scuola-lavoro per risolvere il problema più drammatico di oggi, ossia la disoccupazione giovanile.

Nel corso della sessione mattutina sono stati raggiunti tre risultati importanti riguardanti dossier difficili, alcuni di questi bloccati da molto tempo. In primo luogo, il Consiglio ha raggiunto un accordo sul regolamento che riforma la rete Eures, con l’intento di trasformare il portale in uno strumento di reclutamento europeo, facilitandone l’utilizzo a tutti i cittadini e alle imprese per favorire l’incontro della domanda e dell’offerta sul mercato del lavoro. In secondo luogo, vi è stato un accordo sulla direttiva relativa alle condizioni di lavoro nel settore marittimo e, in terzo luogo, sulla direttiva che attua l’accordo delle parti sociali europee in materia di orario di lavoro nel settore delle vie navigabili interne, trasformando così in norma un’intesa che non veniva accolta da anni. Si è discusso inoltre di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e, infine, la Commissione ha presentato il pacchetto delle azioni previste per il semestre 2015.

Sul fronte delle pari opportunità, si è dovuta accantonare l’idea di finalizzare l’accordo sulla proposta di direttiva relativa alla parità di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa, poiché non ne sussistevano le condizioni. Si è dunque deciso di affidare il dossier alla Presidenza lettone con la convinzione che, dato l’avanzamento del lavoro, sarà presto raggiunto un accordo. Il dibattito politico si è orientato in seguito su una proposta di direttiva anti-discriminazione in stallo da 6 anni, sul rilancio della direttiva congedi di maternità e sull’approvazione di conclusioni sulla stato della piattaforma di azione di Pechino contro la discriminazione delle donne a vent’anni dalla sua attuazione.

Il Ministro Poletti ha presentato ai suoi colleghi gli esiti della conferenza sull’economia sociale, svoltasi a Roma il 17 e 18 novembre 2014. Insieme alla rete Eures, tale evento sarà ricordato come uno dei maggiori contributi della Presidenza italiana, la quale ha voluto riunire più di seicento tra rappresentanti politici, funzionari pubblici e membri della comunità scientifica e della società civile per elaborare la cosiddetta Strategia di Roma volta a liberare il potenziale dell’economia sociale per lo sviluppo e la crescita dell’Europa. Elementi fondamentali di questa forma di economia saranno cooperative, fondazioni, associazioni e imprese sociali, entità che rivolgono un’attenzione particolare sia alla dimensione economica che alla dimensione sociale della loro attività.

Negli ultimi anni è emerso sempre di più il forte potenziale dell’economia sociale, che si è rivelata essere una delle maggiori forze anti-cicliche contro la crisi economica che affligge il continente.

L' Autore - Marta Minotti

Laureata al corso magistrale in Lingue e Traduzione presso l’Università di Roma, La Sapienza, vive attualmente a Bruxelles, dove è iscritta al Master in Traduzione multidisciplinare dell’ISTI, Istituto superiore per interpreti e traduttori. Appassionata di lingue, traduzione, scrittura e lettura e affascinata dal mondo variegato delle Istituzioni europee, decide di collaborare con Europae per mettere in luce il tema del multilinguismo.

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