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Reding: “La libertà di Internet finisce là dove inizia la libertà dei cittadini”

Mercoledì 8 gennaio 2014, la Vice Presidente della Commissione Viviane Reding ha incontrato in un hangout, un dialogo online, cinque blogger europei per discutere sul futuro dell’Europa. Il dibattito è stato trasmesso in diretta su YouTube e rientrava nel percorso a cui la Vicepresidente Reding ha dato avvio lo scorso anno toccando alcune città europee, con l’obiettivo di dare ai cittadini l’opportunità di parlare direttamente ai politici europei dei loro diritti, del tipo d’Europa che desiderano e delle loro aspettative sull’Unione Europea.

La novità però consisteva questa volta nel realizzare il dialogo sul web, consentendo così ai cittadini, anche per il prossimo incontro previsto per il 16 gennaio, la partecipazione e l’interazione a prescindere dalla loro provenienza geografica, tramite l’utilizzo di Facebook, Google + e Twitter e gli hashtag #askReding e #eudeb8. Gli interlocutori del Commissario sono stati rappresentanti di vari paesi: Adelina Marini, www.euinside.eu, Alexander Sander, www.netzpolitik.org, Jakub Gornicki, www://epf.org.pl/, Mike Smithson www.politicalbetting.com, e l’italiana Arianna Ciccone, www.valigiablu.it.

L’iniziativa si intitolava “Online dialogue on the future of Europe” e la discussione ha toccato vari temi, dalla protezione dei dati all’anonimato in rete. Proprio la protezione dei dati è stato il primo argomento trattato, introdotto dal giornalista Alexander Sander, e a lungo discusso, non solo per la rilevanza che ha avuto negli ultimi mesi in seguito alle rivelazioni di Edward Snowden, ma anche perché è un tema di cui la Vice Presidente Reding si occupa dal 2012, avendo proposto una riforma normativa in materia.

Reding ha evidenziato come ci si stia muovendo verso una reale reciprocità tra gli Stati Uniti e l’Europa: oggi se un cittadino americano incorre in un problema di protezione dei dati, ha il diritto di difendersi. Al contrario, se un cittadino europeo si trova nella stessa situazione, non gode dello stesso diritto: è importante che tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea si instauri una “reciprocità” e la Vice Presidente ha confermato di aver lavorato e di stare lavorando per raggiungere questa “apertura” da parte degli Stati Uniti.

L’italiana Arianna Ciccone, citando alcuni colossi quali Microsoft e Google, ha domandato alla Vice Presidente quale fosse la sua opinione in merito all’anonimato del web: Reding ha dichiarato che, dopo la riforma della protezione dei dati, rintracciare gli utenti non sarà permesso senza la loro autorizzazione e senza che loro stessi acconsentano ad essere rintracciati. Per quanto l’anonimato nel web possa portare al rischio del non riconoscimento e quindi alla possibilità di agire in modo illegale (e ciò che è illegale nella vita reale è illegale anche sul web, ricorda lei stessa), rintracciare i cittadini che popolano il web non è il risultato che la Commissione mira a raggiungere nella riforma sulla protezione dei dati.

Arianna Ciccone ha ancora domandato il motivo per cui non si offra asilo a Snowden, domanda, questa, che ha riscosso grande fermento nel web: la Vice Presidente ha ricordato come la protezione sia di competenza nazionale e come l’Unione Europea non abbia facoltà di intervenire. Grande clamore ha invece suscitato nel web l’espressione di Reding “Thank you, Mr Snowden!” : quando Snowden è uscito allo scoperto con le sue rivelazioni, ha infatti incentivato una certa sensibilità in merito e la Vice Presidente sostiene di aver incontrato maggiori difficoltà nel suo operato, dovendo convincere la politica internazionale della presenza di un grosso problema da risolvere in materia di spionaggio.

Se il Parlamento da parte sua ha agito, il Consiglio ancora no, e la Vice Presidente si augura che le rivelazioni di Snowden possano essere utili a concentrarsi maggiormente sulla protezione dei dati e a comprendere che per avere una rete forte è necessario proteggere la privacy dei cittadini. Senza la protezione della privacy, aggiunge, non può esistere il mondo di internet: la libertà di internet finisce là dove inizia la libertà dei cittadini. Proprio per regolamentare questo equilibrio difficile e precario, è necessario che l’Unione Europea si mobiliti, agendo ad una sola voce e superando la sua natura frammentaria, sfruttando l’onda del Datagate. Il prossimo appuntamento intanto è per il 17 gennaio, data in cui il Presidente Obama dichiarerà se sarà intenzionato ad avviare un progetto di riforme della NSA.

(Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Federica D'Errico

Laureata triennale in Studi Internazionali, amo Torino tanto che ho deciso di dedicarle la mia tesi di laurea dal titolo "Città e relazioni internazionali: il caso di Torino". Appassionata di tutto ciò che riguarda l'arte e la letteratura, curiosa ed attenta all'attualità nazionale ed estera, sono una studentessa del Corso Magistrale in Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. Mi piace definire l'Europa il luogo delle opportunità.

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