giovedì , 16 agosto 2018
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Riforma del Terzo Settore: Renzi lancia la consultazione

Se il 13 giugno 2014 è ricordato come il tanto atteso giorno in cui verrà presenta in Consiglio dei Ministri la riforma della Pubblica Amministrazione, occorre aggiungere al calendario una ricorrenza aggiuntiva. Quel giorno si chiuderà anche la consultazione pubblica che chiama i cittadini ad esprimersi sulle linee guida della riforma del Terzo Settore. Linee guida che sono già online e che analizzeremo punto per punto. Partendo dagli aspetti comunicativi, c’è da dire che pur riconoscendo al premier Renzi una grande capacità oratoria e persuasiva, nelle linee guida si trovano talvolta termini un po’ discutibili. Un po’ come il primo capitolo della riforma, in cui appare l’espressione: “separare il grano dal miglio” o chiamare i partecipanti al nuovo Servizio Civile “difensori della Patria”. Ma entriamo nello specifico.

Definizione di nuovi confini

La prima parte della riforma vuole da una parte semplificare la costituzione di associazioni ed Onlus e dall’altra parte colpire le imprese che si mascherano da associazioni, per pagare meno tasse. Il ddl delega punterà ad aumentare la trasparenza attraverso la comunicazione all’esterno dei risultati economici e la definizione sostanziale di cosa si intende per “attività prevalentemente non economica”. Un termine vago che negli ultimi anni non ha fatto altro che destare confusione tra gli operatori. Un punto meritevole riguarda la digitalizzazione delle pratiche riguardanti il riconoscimento della personalità giuridica. Per quanto riguarda il volontariato si introducono degli snellimenti burocratici, si incentiva la trasparenza nell’attribuzione di affidamento in convenzione e si armonizza il sistema di tassazione verso le Associazioni di Promozione Sociale con gli altri regimi previsti per le no-profit. Infine, si prevede di istituire un’Authority del Terzo Settore, con relativo Testo Unico di disciplina.

Il decollo dell’impresa sociale

La riforma punta molto sul rilancio dell’impresa sociale, ibrido tra associazione ed impresa. Verranno ampliate le materie “di particolare rilievo sociale” in modo da ampliare i confini di azione dell’impresa sociale stessa. Il bilancio rimarrà obbligatorio ma verranno introdotte molte semplificazioni. Si prevede infine di ampliare il Fondo per le imprese sociali ed a sostegno della finanza etica.

 Leva di giovani per la difesa della patria

Discutibile nel titolo, buono nei contenuti. Si tratta di garantire l’accesso al Servizio Civile Universale a 100.000 giovani all’anno per almeno 8 mesi, prorogabili a 12 mesi. Potranno aderire anche i giovani stranieri. I benefit previsti per chi aderirà saranno il riconoscimento di crediti universitari, tirocini universitari e professionali. Le Regioni in accordo con le associazioni degli imprenditori e delle cooperative sociali dovranno poi studiare meccanismi per l’attivazione di corsi, tirocini o l’ingresso nel mercato del lavoro. Il Servizio Civile potrà essere svolto anche in un altro Paese dell’Unione Europea.

Potenziamento del 5 per mille e trasparenza

Avverrà attraverso la creazione di un elenco liberamente consultabile dei beneficiari, la possibilità di destinare il 5 x mille non solo per l’IRPEF ma anche per imposte sostitutive. Molto interessante l‘obbligo di pubblicare i bilanci da parte dei beneficiari dei fondi. Viene inoltre eliminato il tetto di spesa che molto spesso in passato ha tagliato i fondi da destinarsi.

Innovazioni

Si introduce la possibilità per le associazioni di usare l’equity crowdfunding, introdotti i voucher erogabili come aiuti del cosiddetto “secondo welfare”. Si prevede inoltre una tassazione agevolata per i titoli finanziari “etici”. Infine si agevola l’utilizzo da parte del terzo settore di immobili pubblici inutilizzati e si incentiva il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzati.

Tutti ottimi propositi che vaglieremo il 27 giugno, osservando quali di essi entreranno effettivamente nel ddl delega e quali osservazioni dei cittadini entreranno a far parte della legge.

In foto, Matteo Renzi a Treviso in visita alla scuola Media Statale “L. Coletti” (©  Palazzo Chigi / Flickr 2014)

 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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