martedì , 14 agosto 2018
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RSI: la Commissione in cerca di feedback

A partire dal 29 aprile, e fino al 15 agosto 2014 la Commissione Europea sta raccogliendo ed andrà a raccogliere una serie di feedback in merito agli obiettivi conseguiti ed alle sfide future in materia di responsabilità sociale delle imprese (RSI). Il comunicato stampa di Bruxelles riporta una dichiarazione in cui il Commissario europeo per il Mercato interno e i Servizi, il politico francese Michel Barnier, evidenzia il significato attribuito alla dicitura “Responsabilità sociale delle imprese”: “[…] anche, e sempre di più, il creare nuovo valore attraverso l’innovazione, ovvero dalla capacità dell’impresa di mettere in discussione il proprio status quo […]”.

Il parere che l’Unione Europea richiede in merito, nel questionario, riguarda tre macro categorie: il ruolo della Commissione nella RSI, il programma della Commissione per la RSI e il futuro della stessa RSI. Il questionario online, che si rivolge non solo ad un’ampia categoria di stakeholder ma anche a tutti i cittadini europei, sostanzialmente vuole rappresentare un sunto, un momento di riflessione, con relativa indagine, sulle diverse attività che la Commissione si è prefissata di raggiungere in tema nel periodo 2011-2014.

Come dichiarato fin dall’avvio del progetto “la crisi economica e le sue conseguenze sociali hanno scosso in certa misura la fiducia dei consumatori, come anche la fiducia nelle imprese. L’attenzione del pubblico si è rivolta quindi ai comportamenti delle imprese sul piano sociale ed etico”. Il programma della Commissione partiva da una serie di obiettivi alquanto ambiziosi, spaziando da tematiche atte a promuovere la visibilità della RSI e la diffusione delle cosiddette “best practices” ad altre più specifiche focalizzate su temi quali i consumi, gli appalti pubblici e gli investimenti. Tra i punti più significativi, degno di nota è quello riguardante l’attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Specificando come questi riguardino il dovere dello Stato e delle imprese di rispettare i diritti umani e la necessità di avere accesso a misure correttive efficaci.

Guardandoci indietro, sono già passati oltre 13 anni da quando Bruxelles lanciò, con uno dei primi “Libro Verde”, la responsabilità sociale delle imprese, definendola come “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. In questo contesto il loro “andar al di là degli obblighi giuridici applicabili” si traduceva con il rivolgere maggiori investimenti e attenzioni verso il capitale umano, l’ambiente e i rapporti fra i vari stakeholder. In attesa del 18 giugno, quando a Roma verrà presentato il VI Rapporto Nazionale sull’impegno sociale, l’Italia si presenta con un investimento complessivo delle imprese per sostenere ambiente, cultura, arte, welfare aziendale, etc… che gia’ da qualche anno ha superato il miliardo di euro.

Guardando oltre oceano, ancora nel 1999 è stato lanciato il Dow Jones Sustainability Index, finalizzato a misurare le performance finanziarie delle aziende che applicano criteri di sostenibilità. In questa lista compare anche più di una decina di realtà italiane, ancora poche, in quanto nel nostro Paese non è ancora maturata l’equazione che la RSI rappresenti un modo diverso di fare business, capace di creare valore non solo per gli stakeholder ma anche per gli shareholder. E solo con questo tipo di approccio si potrà essere pronti ad affrontare le sfide del futuro sempre più impregnate dall’intreccio di tematiche economiche, sociali e ambientali.

Photo: © Steve Jurvetson, Wikimedia Commons

L' Autore - Luca De Poli

classe '70, Laurea in Scienze Politiche a Padova e Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali Comparate presso l'Universita' Ca' Foscari di Venezia. Master SDA Bocconi (2003-05) e Master Ipsoa (Pianificazione Patrimoniale). Autore del libro "78 giorni di bombardamento NATO: la Guerra del Kosovo vista dai principali media italiani" (Primo Premio al Concorso Internazionale 2015 Mario Pannunzio, Istituto Italiano di Cultura fondato da Arrigo Olivetti e Mario Soldati, Torino - Sez D). 100% del ricavato viene donato ad Amnesty International. E del libro "Ibrahim Rugova. Viaggio nella memoria tra il Kosovo e l'Italia" (Primo Premio Rive Gauche 2016 Firenze, patrocinato dal Ministero Beni Culturali). Dopo aver seguito per anni progetti nel settore bancario rivolti anche al mondo del Non Profit, dal 2015 si occupa di Wealth Management.

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