mercoledì , 21 febbraio 2018
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Stando EU-OSHA al XX Congresso Mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro © EU-OSHA Flickr 2014

Salute e sicurezza sul lavoro, UE scommette sulla prevenzione

“Prevenzione” è la nuova parola d’ordine del quadro strategico 2014-2020 in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL), presentato dalla Commissione Europea il 6 giugno 2014. Ma “prevenzione” è anche un concetto che ispirerà programmi di istruzione e di formazione volti al rafforzamento di una vera e propria “cultura della prevenzione” condivisa da lavoratori, datori di lavoro e partner sociali. L’applicazione del proverbio “prevenire è meglio che curare” avrebbe dunque effetti positivi anche nell’ambito della salute e della sicurezza sul lavoro: l’utilizzo di misure preventive rappresenterebbe infatti un valido investimento finalizzato ad aumentare la competitività e il rendimento delle imprese e ad assicurare la ripresa economica, grazie alla riduzione delle spese pubbliche e private necessarie per curare e risarcire i lavoratori vittime di malattie gravi e di incidenti sul lavoro.

Dopo il successo della strategia attuata dall’UE per il periodo 2007-2012, che ha permesso di ridurre il numero di incidenti sul lavoro del 27,9%, si è deciso nel 2013 di chiedere il parere degli organismi di consulenza della Commissione e di avviare una consultazione pubblica per l’elaborazione di una nuova strategia. In seguito, sono state organizzate due conferenze, la prima sulle malattie professionali, a dicembre del 2013, e la seconda sulle condizioni di lavoro, ad aprile del 2014. A giugno, la Commissione Europea ha poi presentato il nuovo quadro strategico con l’obiettivo di affrontare i problemi riguardanti le malattie legate al lavoro, prevenire nuovi rischi, limitare le conseguenze dell’invecchiamento demografico e migliorare l’attuazione della legislazione nelle piccole e medie imprese.

Al centro della strategia vi sono categorie di lavoratori ben precise, come i lavoratori anziani, i giovani lavoratori inesperti, i lavoratori portatori di handicap e le donne, soggette, il più delle volte, a malattie muscolo-scheletriche o a forme particolari di cancro. Per il periodo di programmazione 2014-2020, i finanziamenti forniti dal Fondo Sociale Europeo (FSE) saranno disponibili per sostenere azioni volte a promuovere la creazione di un ambiente lavorativo sano per un “invecchiamento attivo e in buona salute”, in vista dell’aumento di circa il 16% della popolazione attiva di età compresa tra i 55 e i 64 anni da qui al 2030. Oggetto di particolare attenzione sarà l’elaborazione di misure indirizzate a limitare i rischi causati dall’esposizione a prodotti utilizzati nelle nuove tecnologie (nanotecnologie, biotecnologie o tecnologie verdi) e alla conclusione di nuovi accordi, come l’intesa multisettoriale in vigore sulla silice cristallina e gli accordi settoriali sull’uso di strumenti taglienti o acuminati nel settore sanitario e sulle condizioni di lavoro nel settore marittimo.

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI), si è registrato un certo ritardo nell’adozione delle direttive che stabiliscono i requisiti minimi per il miglioramento dell’ambiente di lavoro. La recente comunicazione della Commissione propone, dunque, di ridurre gli oneri amministrativi e i costi di messa in conformità che gravano sulle PMI, puntando anche sul contributo fornito dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofund). L’EU-OSHA e l’Eurofund hanno il compito di raccogliere, analizzare e diffondere le informazioni tecniche, scientifiche ed economiche relative alla SSL e a coadiuvare la Commissione nella realizzazione dei suoi programmi tramite la consultazione del consiglio di direzione costituto dai rappresentanti del mondo del lavoro.

Tra le iniziative promosse dall’EU-OSHA, si ricorda in particolare la creazione di un’applicazione on-line gratuita e di facile utilizzo (OiRA), che permette alle PMI di valutare i rischi ai quali potrebbero essere esposte, per prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie, l’elaborazione di una banca dati sulle buone pratiche in materia di SSL e lo svolgimento di campagne di sensibilizzazione come quella lanciata il 7 aprile 2014 e relativa alla gestione dello stress e dei rischi psicosociali. Si prevede un riesame di tale quadro strategico nel 2016, alla luce della valutazione della Strategia Europa 2020 e quella della legislazione europea in materia di SSL adottata negli ultimi venticinque anni.

L' Autore - Marta Minotti

Laureata al corso magistrale in Lingue e Traduzione presso l’Università di Roma, La Sapienza, vive attualmente a Bruxelles, dove è iscritta al Master in Traduzione multidisciplinare dell’ISTI, Istituto superiore per interpreti e traduttori. Appassionata di lingue, traduzione, scrittura e lettura e affascinata dal mondo variegato delle Istituzioni europee, decide di collaborare con Europae per mettere in luce il tema del multilinguismo.

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