sabato , 24 febbraio 2018
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Sistema di garanzia giovani: un argine alla disoccupazione

Il 17 settembre scorso, i membri della commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo si sono riuniti a Strasburgo per ribadire la necessità di agire per arginare la marea della disoccupazione giovanile, che ad oggi si attesta in media al 23% nell’intera UE, e per constatare i progressi degli Stati membri nell’attuazione dell’Iniziativa europea a favore della gioventù, lanciata nel gennaio 2014 e volta a combattere la disoccupazione giovanile nelle regioni in cui essa supera il 25%. In molti, tuttavia, si sono detti scettici sulle reali potenzialità dell’Iniziativa: la dotazione finanziaria di 6 miliardi risulta irrisoria rispetto ai circa 21 miliardi che l’OIL riterrebbe necessari per poter raggiungere risultati concreti.

Nell’ambito della Strategia europea per l’occupazione e dell’Iniziativa a favore della gioventù, la Commissione Europea ha elaborato il Sistema di garanzia per i giovani con l’obiettivo di permettere a tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni – iscritti o meno ai servizi per l’impiego – di ottenere un’offerta valida entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione. L’offerta può consistere in un impiego, apprendistato, tirocinio o ulteriore corso di studi e va adeguata alla situazione e alle esigenze dell’interessato. In risposta alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 22 aprile 2013, ogni Stato membro sta elaborando il proprio piano di attuazione della Garanzia per i Giovani, con l’aiuto della Commissione Europea.

In una risoluzione del 17 luglio scorso, il Parlamento aveva criticato il lento lancio delle politiche necessarie all’attuazione, che invece contribuirebbe al conseguimento di tre degli obiettivi della strategia Europa 2020, ossia: lavoro per il 75% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni, tassi di abbandono scolastico precoce inferiori al 10% e uscita di almeno 20 milioni di persone da situazioni di povertà e di esclusione sociale.

Il dibattito in plenaria è stato introdotto dal rappresentante del Consiglio Benedetto Della Vedova, il quale ha affermato che le prime valutazioni indicano un alto livello di impegno da parte della amministrazioni nazionali e buoni progressi nell’attuazione dei piani presentati dagli Stati membri. Nello specifico, la Commissione ha svolto un ruolo preponderante, valutando le misure adottate e fornendo riscontri in merito alle stesse. Il Comitato per l’occupazione ha invece contribuito a favorire una migliore comprensione delle politiche e dei programmi messi in atto dagli Stati membri. Della Vedova ha sottolineato la necessità di una riforma dei sistemi di apprendistato e della formazione professionale, per i quali l’Unione Europea ha adottato di recente una serie di iniziative, come l’Alleanza europea per l’apprendistato e il quadro di qualità per i tirocini. Inoltre, è stata ricordata la necessità di facilitare l’accesso ai finanziamenti delle piccole e medie imprese (PMI), le quali, nel 2012, hanno garantito in tutta Europa il 65% dei posti di lavoro. Una quota significativa dell’economia europea fa delle PMI l’attore principale nella lotta per la ripresa economica.

A prendere la parola, in seguito, è stato il rappresentante della Commissione Europea, Laszlo Andor, il quale ha sottolineato come l’Iniziativa per i giovani abbia compiuto notevoli passi avanti e come, rispetto ad altre riforme strutturali in Europa, sia stata la misura ad essere attuata più rapidamente. Nello specifico, la Commissione ha ricevuto 34 programmi operativi e 26 saranno adottati nel 2014, con l’impiego di circa l’85% dell’importo totale dell’Iniziativa per l’occupazione giovanile. I 6 miliardi previsti saranno utilizzati tra il 2014 e il 2015 e più di 4 miliardi di euro delle risorse del Fondo Sociale Europeo saranno investite a favore delle iniziative per l’occupazione dei giovani.

L’auspicio dunque è che, grazie a tali misure, i giovani naufraghi possano riprendere le redini della zattera che per anni si è lasciata trasportare dalle forti correnti negative dello spread e della crisi dei subprime per poter infine approdare su quella terra dove non esistono soltanto promesse di stage e tirocini di formazione poco o per nulla retribuiti, ma vere proposte di impiego. E che così tornino ad essere fonte di speranza per il futuro e punto di partenza per progetti familiari e lavorativi a lungo termine.

L' Autore - Marta Minotti

Laureata al corso magistrale in Lingue e Traduzione presso l’Università di Roma, La Sapienza, vive attualmente a Bruxelles, dove è iscritta al Master in Traduzione multidisciplinare dell’ISTI, Istituto superiore per interpreti e traduttori. Appassionata di lingue, traduzione, scrittura e lettura e affascinata dal mondo variegato delle Istituzioni europee, decide di collaborare con Europae per mettere in luce il tema del multilinguismo.

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