mercoledì , 21 febbraio 2018
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Photo © Marco Boscolo, 2011, www.flickr.com

South East Media Forum: informazione è libertà

Troppa informazione o non abbastanza? È stato questo il tema del Forum che ha riunito giornalisti, capi redattori, rappresentanti della società civile dal Sud Est Europa. Dal 16 al 18 ottobre Skopje ha ospitato l’ottava edizione del South East Europe Media Forum (SEEMF), occasione di incontro tra amministratori delegati di aziende dei media, giornalisti, editori, professionisti dei media, rappresentanti del marketing e delle istituzioni statali ma anche membri del mondo accademico e della società civile. Hanno preso parte al Forum anche figure istituzionali come Nikola Poposki, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Macedonia ed Erhard Busek, ex vice cancelliere austriaco ed ex coordinatore speciale del Patto di stabilità per l’Europa Sudorientale.

I temi affrontati in queste giornate spaziavano dal diritto d’accesso all’informazione al “data journalism”, dalla privacy alla protezione delle fonti, dall’autoregolamentazione agli standard qualitativi dei prodotti giornalistici. Una sessione apposita è stata dedicata al giornalismo di frontiera, ovvero all’attività giornalistica in zone di conflitto, come ad esempio la narrazione delle vicende legate alla delicatissima vicenda ucraina.

L’ambasciatore Giovanni Caracciolo, Segretario Generale CEI, ha ricordato come la CEI abbia come obiettivo primario quello di salvaguardare la libertà dei media e della libertà di espressione in Europa. Per questo motivo la CEI sponsorizza e crede nelle attività del South East Europe Media Forum: Caracciolo ha precisato ancora che la sessione dedicata all’Ucraina ed al giornalismo nelle zone di guerra dimostra l’attenzione che la CEI ripone sullo sviluppo dei media in contesti di crisi. Secondo Christian Spahr, a capo di KAS Media Program South East Europe, al giorno d’oggi cittadini e giornalisti non sono carenti di informazioni, ne hanno invece in esubero. Il problema, piuttosto, consiste in un’informazione spesso incompleta e faziosa.

Il South East Europe Media Forum è certamente un’importante occasione di incontro per centinaia di rappresentanti del mondo dei media e un’ottima occasione per sostenere i media, la libertà di stampa e del giornalismo nel Paese ospite, come sottolineato da Oliver Vujovic, Segretario Generale SEEMO. Durante i lavori è stato consegnato il premio Seemo-Ince alla giornalista Serba Brankica Stankovic, editrice del programma di giornalismo investigativo Insajder che vive sotto scorta dal 2009 dopo numerose minacce di morte. Il premio è assegnato per alti meriti nel campo del giornalismo investigativo. Sadeta Fisic, Jovana Kljajic e Maida Salkanovic (Cin Sarajevo) sono stati invece premiati nella sezione giovani giornalisti, mentre la giornalista ucraina Anna Babinets ha ricevuto una menzione speciale.

Durante questa edizione l’Osservatorio Balcani e Caucaso, insieme ai suoi partner, SEEMO – South East Europe Media Organisation, Ossigeno per l’Informazione e la Professoressa Eugenia Siapera, ha reso noti i risultati della ricerca e delle attività emerse con il progetto europeo “Safety Net for European Journalists”, in cui sono state monitorate, documentate e informate le violazioni della libertà di stampa in Italia, sud-est Europa e Turchia, con il tentativo di sostenere i giornalisti minacciati e sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica su problematiche che accomunano molti Paesi, indebolendo il diritto all’informazione dei cittadini.

L’iniziativa è stata promossa da Seemo, Ince – Iniziativa Centro Europea, dal Media Program South East Europe della tedesca KAS Konrad-Adenauer-Stiftung, con il sostegno di Unesco, Commissione Europea, IA-IMC (International Academy – International Media Center) e Secepro (South East and Central Europe PR Organisation). Un’opportunità unica per discutere di media, libertà di stampa, marketing, business e nuovi media.

L' Autore - Federica D'Errico

Laureata triennale in Studi Internazionali, amo Torino tanto che ho deciso di dedicarle la mia tesi di laurea dal titolo "Città e relazioni internazionali: il caso di Torino". Appassionata di tutto ciò che riguarda l'arte e la letteratura, curiosa ed attenta all'attualità nazionale ed estera, sono una studentessa del Corso Magistrale in Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. Mi piace definire l'Europa il luogo delle opportunità.

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