martedì , 14 agosto 2018
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Un’agenda digitale europea per una maggiore competitività

We cannot accept a split society. We cannot afford to be a society of haves and have nots. We all have to be connected

(Neelie Kroes – Vice-Presidente della Commissione Europea con delega per l’agenda digitale)

 Il 19 e il 20 Giugno presso il castello di Dublino, in concomitanza con il G8, si è tenuta la terza Digital Agenda Assembly, una serie di conferenze e workshop, volte allo sviluppo e alla ricerca di strategie per ottenere una fiorente economia digitale entro il prossimo decennio.

Gli obiettivi sono ambiziosi, articolati su 7 pilastri che vanno dall’accesso globale a Internet veloce alla sicurezza informatica, aallo sviluppo di tecnologie digitali, per il miglioramento della vita all’interno della UE. Per ottenere questi risultati, i governi nazionali si stanno adoperando affinché tutti i target definiti dall’agenda stessa vengano completati entro il 2020.

grafico
Investimenti in tecnologia digitale (© Commissione Europea)

Come si può osservare dal grafico, a livello di media europea siamo sulla buona strada, tuttavia alcuni (tra cui l’Italia) dovrebbero investire maggiormente nelle tecnologie digitali, per non rimanere indietro nel prossimo futuro.

La due giorni dublinese è stata ricca di incontri e di spunti di riflessione. La prima giornata è stata dedicata a sette workshop, che vertevano su svariati argomenti, di alto interesse.

Durante il primo (Digital skills for jobs and learning) si è discusso su nuovi e innovativi metodi di insegnamento per ridurre il gap di conoscenze nei confronti delle ICT, anche con l’aiuto di aziende che operano nei settori digitali. Si è poi approfondito il ruolo delle tecnologie stesse nell’aiuto agli insegnanti e agli studenti e la capacità di fornire a questi ultimi giusti strumenti per affrontare il mondo del lavoro al meglio delle loro possibilità.

Il secondo workshop (Going smart and Accessible in Public Services and Cities) si è sviluppato attorno al concetto di “smart city”, per comprendere cosa può essere migliorato affinchè ogni persona o compagnia all’interno dell’Unione possa usufruire al meglio dei servizi digitali che governo ed enti pubblici offrono al pubblico. Successivamente si è esaminato l’idea di smart city come di un enorme, unico contenitore per raccogliere dati e servizi di vario genere, raggiungibili e utilizzabili in maniera molto più efficace dai cittadini.

Le discussioni del terzo gruppo di lavoro (Translating research and innovation into jobs and growth) si sono focalizzate sulla ricerca degli ingredienti chiave nel processo di innovazione, per comprendere al meglio come le ricerche e le innovazioni del mercato digitale possano essere utilizzate per aumentare la competitività delle aziende europee. Importante era cercare di comprendere come velocizzare il processo di innovazione e accelerarne l’applicazione sul mercato.

Il quarto e il quinto workshop (Broadband demands stimulation: the impact of cloud e Building an open, safe & secure cyberspace) si sono concentrati sul ruolo e sull’evoluzione di internet, sul potenziamento dei servizi di “cloud computing”, cioè la possibilità di salvare i propri dati in rete e non su un supporto fisico, in rapporto alla crescita di domanda di connessioni ad alta velocità. In questo frangente, la sicurezza informatica è di assoluta importanza, soprattutto per le grosse aziende ed entità governative (si calcola che nei prossimi dieci danni, i danni da virus informatici e da breakdown di siti governativi ammonteranno a 250 miliardi di dollari). In particolare, è allo studio un sistema di cybersicurezza che coinvolga tutti gli Stati membri e le aziende dell’UE, con nuovi regolamenti per ridurre gli attacchi e limitarne i danni.

Il sesto workshop (Tech entrepeneurs: the Path to succes) ha raccolto idee ed esperienze sul mondo delle start-up digitali e su come supportarle, i modi migliori per approcciarsi a questo mondo e i servizi che i governi possono fornire (reti di crowdfunding o sistemi per la ricerca di capitali di investimento) per portare al successo le imprese.

L’ultimo workshop (The digital single market for business and consumers) è stato dedicato alla vendita online di beni o servizi, partendo dall’ esperienza di piccole o medie imprese che hanno sviluppato la loro presenza online, esaminando le regole europee in merito. Si è discusso anche a riguardo delle piattaforme di vendita online europee e gli investimenti che l’Europa dovrà prevedere per farle prosperare all’interno del mercato digitale.

Il secondo giorno dell’evento invece si è tenuta la sessione plenaria, con due conferenze, che hanno raccolto i frutti delle discussioni del giorno precedente.

La prima (New Technology Enablers) ha approfondito il rapporto tra banda larga e cloud, e il loro ruolo nella trasformazione digitale della società e dell’economia. Questo tipo di sviluppo tecnologico ha permesso la creazione di essenziali servizi digitali in campo sanitario e pubblico. I relatori hanno approfondito le differenze fra prima/dopo l’introduzione di queste tecnologie e hanno confermato l’effettiva utilità, specialmente in zone rurali. Importante è il continuo sviluppo di queste tecnologie per abbassare i prezzi e aumentare la domanda.

L’ultima conferenza (Digital mindset – Focus on entrepreneurship, skills and jobs) verteva sia sull’educazione dei cittadini, giovani o anziani, per aumentare le abilità nell’utilizzo di tecnologie digitali per affrontare meglio il prossimo futuro, sia sulla ricerca di nuove fonti di investimento per imprenditori, attraverso un approccio mentale “verso il digitale”, in grado di creare innovazione e crescita.

La due giorni è stata dunque molto intensa, visto l’interesse che l’Europa pone nello sviluppo digitale, come fonte di sviluppo su larga scala della società, della cultura e dell’economia, usando Internet come collante dell’intera Unione Europea.

Possiamo quindi essere molto ottimisti sullo sviluppo digitale nella UE: visti i risultati ottenuti, bisogna ancora fare solamente un piccolo sforzo.

In foto: Neelie Kroes – Vice-Presidente della Commissione Europea con delega per l’agenda digitale bel corso della Digital Agenda Assembly di Dublino (Foto: European Commission)

L' Autore - Redazione Europae

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