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Photo © Gabriel Rodríguez, 2008, www.flickr.com

Unesco: l’Italia e i “Caschi blu della cultura”

17 Ottobre. Il Consiglio esecutivo Unesco ha approvato la proposta italiana relativa ai “caschi blu della cultura”, un corpo speciale formato da militari specializzati ed esperti civili, incaricati di proteggere il patrimonio artistico e culturale dell’umanità. La funzione sarà quella di operare in luoghi funestati da disastri naturali o guerra, con compiti sia di formazione che operativi, a difesa del patrimonio culturale. La risoluzione italiana, approvata da 53 Paesi e sostenuta dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, è stata definita da Dario Franceschini un “successo internazionale del nostro Paese”, che ha agito in qualità di “guida nella diplomazia culturale”.

Le vicende

La decisione è stata presa in seguito ai recenti eventi che hanno causato la distruzione di patrimonio culturale, come nel caso del Nepal, colpito da catastrofi naturali, o come Palmyra in Siria, devastata per mano dei miliziani del Califfato. L’appello era già stato lanciato a marzo dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo italiano Dario Franceschini in una intervista, mentre a luglio il tema era stato oggetto di una Conferenza internazionale dei ministri della Cultura organizzata all’Expo sempre dal Ministero dei beni e delle attività culturali.

In quella sede la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bukova, aveva affermato che “gli attacchi contro la cultura sono crimini dell’umanità” e chiedeva di utilizzare i “caschi blu” anche per la cultura, includendo nelle missioni di pace dell’ONU anche la responsabilità di proteggere i beni culturali. Un’operazione del genere era già partita in Mali, nel 2014, con la ricostruzione da parte dell’Unesco dei mausolei di Timbuctou, danneggiati nel 2012 durante l’occupazione del centro-nord del Mali da parte di gruppi armati.

La proposta

Dopo il verificarsi di altri episodi di distruzione, a fine settembre, il premier Renzi ha rilanciato la proposta dei “caschi blu della cultura” all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Già nei mesi scorsi, lo stesso premier aveva annunciato che l’Italia era intenzionata a mettere a disposizione della comunità internazionale unità specializzate dei carabinieri del nucleo per la protezione del patrimonio culturale e artistico. Una volta approvata la proposta sarà infatti necessario “definire subito gli aspetti operativi di questa task force internazionale”, ha affermato il Ministro Franceschini.

Qualche dubbio maggiore permane sugli effetti concreti che un’azione del genere possa portare o se, al contrario, l’iniziativa sia un modo per spostare l’attenzione dalle cause della distruzione ai suoi effetti sul patrimonio culturale. Bisognerà attendere i primi interventi per capire se si tratterà di meri tentativi di risanamento apparente. Di certo, soprattutto nei casi di distruzione per mano dell’uomo, rimarrà prioritaria l’esigenza di intervenire sulle cause delle crisi e delle distruzioni. Non si può infatti trascurare la consapevolezza di quanto un patrimonio culturale risieda nella vita stessa del suo popolo.

L' Autore - Maria Nicola Stragapede

Studentessa di sociologia presso l’Università di Trento e allieva del Collegio di Merito Bernardo Clesio. Ho partecipato al progetto europeo Comenius Urbanscape che mi ha permesso di svolgere un periodo di studi in Turchia e Germania. Ho precedentemente collaborato con due testate locali e vorrei costruire un'informazione che sia il più possibile prossima al cittadino europeo e transnazionale. Questa è la mia speranza, o sogno, di vita. E vorrei iniziare da qui per realizzarlo.

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