giovedì , 22 febbraio 2018
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Unioni civili: un disegno di legge a settembre

A distanza di pochi mesi dalla riforma della filiazione che ha equiparato i figli naturali a quelli legittimi, parrebbe ripreso il lento progresso italiano in materia di diritti civili. Il condizionale è d’obbligo, dato che si tratta esclusivamente di una bozza di disegno di legge sulle unioni civili, che dovrebbe approdare alla Camera nel prossimo settembre. Incoraggiato dai risultati delle recenti elezioni, il premier Matteo Renzi ripropone ora l’introduzione delle unioni civili e una nuova regolamentazione per le convivenze. Coerente con quanto affermato all’esito delle primarie del PD, Renzi esclude l’introduzione del matrimonio per le coppie omosessuali.

La speranza, ipotizzabile, di non creare una frattura nel governo è però apparsa in tutta la sua vanità. Infatti Carlo Giovanardi, rappresentante del Nuovo Centrodestra (NCD) in commissione giustizia al Senato, ha già dichiarato battaglia sulla riforma, accusando gli alleati al governo di non aver comunicato l’intenzione di proporla. Il Movimento 5 Stelle (M5S) dal canto suo prosegue sulla scia dell’inattesa apertura di Beppe Grillo al premier, definendo la bozza un buon punto di partenza.

Dal punto di vista tecnico, si tratterebbe di introdurre nel nostro ordinamento un istituto nuovo, che si affianchi al matrimonio religioso e a quello civile. In Italia il matrimonio religioso che, a determinate condizioni, produce effetti civili è per definizione quello cattolico. Il riconoscimento dello Stato è stato esteso tra il 1984 e il 2007 anche ad altre confessioni, tra le quali la Tavola Valdese, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia e l’Unione Induista Italiana. Oltre a questa possibilità, rimane valida quella di contrarre matrimonio di fronte a un ufficiale di stato civile. L’istituto matrimoniale italiano coinvolge esclusivamente le coppie eterosessuali.

Quasi tutti i Paesi dell’UE (eccettuati solo Slovacchia, Polonia, Grecia, Romania, Bulgaria e Italia) consentono poi alle coppie “di fatto” anche il riconoscimento ufficiale (nonché la regolazione giuridica) della propria convivenza, nella forma delle cosiddette unioni civili (per coppie omosessuali ed eterosessuali). Le unioni hanno forme molto diverse a seconda degli ordinamenti e comprendono un insieme di diritti più o meno ampio in capo alla coppia. Il premier italiano, in particolare, proporrebbe un modello ispirato del tutto a quello tedesco: esclusione del matrimonio per le coppie omosessuali e unioni civili, al contrario, solo per quelle omosessuali.

A corollario di ciò, sarebbe posta la cosiddetta stepchild adoption, cioè la possibilità per la coppia di adottare soltanto i figli del compagno o della compagna. Flebile temperamento sarebbe costituito dalla previsione che un figlio nato in vigenza del patto di unione civile sarà considerato della coppia. Il progressismo di Matteo Renzi mostra però non pochi profili di debolezza, dato che nell’UE il pieno diritto di adozione alle coppie omosessuali è accordato da Belgio, Olanda, Regno Unito (eccettuata l’Irlanda del Nord), Danimarca, Francia, Spagna, Svezia, Finlandia e Malta.

Pur escludendo la forma del matrimonio, la proposta ne prevede quasi le medesime conseguenze in materia di assistenza sanitaria, obbligo alimentare, diritti previdenziali e pensionistici, diritti di successione, punteggi nelle graduatorie nonché assistenza penitenziaria. Questi soltanto alcuni dei punti cruciali di un testo molto articolato, come è stato definito anche dalla senatrice Monica Cirinnà (PD), incaricata di seguire l’iter parlamentare del futuro disegno di legge. La Cirinnà ha anche ricordato come la nostra Costituzione non definisca in alcun punto il sesso dei coniugi al fine di fondare una famiglia. Entusiasta si è poi definito il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, in netta contrapposizione con la rappresentanza italiana della Manif pour Tous (movimento aconfessionale per la difesa del matrimonio eterosessuale).

Servirà dunque vedere se il disegno di legge avrà un destino più florido dei Pacs (Patti civili di solidarietà), dei più tenui Dico (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) di Rosy Bindi e degli sbiaditi Cus (Contratti di unione solidale) di Walter Veltroni. Tenendo inoltre conto che a minare la proposta è lo stesso Giovanardi che affondò i Didore (Diritti e doveri di reciprocità dei conviventi) proposti dal centrodestra all’epoca in cui ricopriva la carica di Sottosegretario alle politiche familiari.

(Foto: Roby Ferrari – www.flickr.com) 

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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3 comments

  1. Stefano Fuschetto

    Stefano Fuschetto

  2. Renzi allontani Giovanardi e Lupi dalla maggioranza. Sono quinte colonne ed hanno una mentalità vetero-testamentaria.

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