lunedì , 19 febbraio 2018
18comix

Verso le elezioni europee 2014: uno sguardo a Malta

Con poco più di 400 mila abitanti, Malta è tra i più piccoli – e forse meno influenti – Paesi dell’Unione Europea, ricordata più come meta turistica che per il suo ruolo politico ed economico. Eppure, proprio in queste ultime settimane, La Valletta ha fortemente preoccupato Bruxelles, che sta discutendo sulla possibilità di aprire una procedura d’infrazione nei confronti della piccola isola del Mediterraneo .

Nel mirino di Parlamento Europeo e Commissione, l’Individual Investor Programme, che prevede la concessione della cittadinanza maltese, e di conseguenza europea, a chi investe nel Paese 650.000 Euro. Senza alcun obbligo di residenza. Una pratica inquietante e discriminatoria, che cela malamente una paura sempre più diffusa sull’isola: il timore di diventare un “parcheggio” per migranti che cercano di raggiungere l’Europa, che ha spinto il governo di Joseph Muscat, leader del Partito Laburista (PL), a cercare discutibili rimedi per attirare sull’isola i cittadini più benestanti provenienti da Paesi terzi, meglio ancora se non residenti a Malta.

Il governo Muscat, al timone del Paese da marzo dopo 15 anni di opposizione, è stato colpito da forti critiche interne per le sue politiche troppo morbide nella lotta all’immigrazione irregolare nel Mediterraneo e per la mancata trasparenza sui fatti legati alla tragedia di Lampedusa. Nonostante le ripetute richieste di chiarimenti da parte del Partito Nazionalista (PN), guidato dall’ex Eurodeputato del Partito Popolare Europeo (PPE), Simon Busuttil, il governo ha infatti deciso di non dare risposte per non compromettere le relazioni con l’Italia e per ragioni legate alla sicurezza ed alla difesa.

L’acceso dibattito nazionale ha di conseguenza dettato le tematiche della corsa elettorale per il Parlamento Europeo, entrata nel vivo dei giochi solo in queste ultime settimane. Il prossimo 24 maggio Malta assegnerà 6 dei 766 seggi dell’emiciclo di Strasburgo sulla base di un sistema elettorale proporzionale a voto di preferenza. Si tratta del meccanismo del voto singolo trasferibile (VST), che prevede la possibilità per l’elettore di indicare l’ordine di preferenza tra i candidati da lui individuati. Non vi sono quindi liste di partito: i seggi vengono attribuiti sulla base di una soglia minima di voti ed indipendentemente dall’appartenenza partitica dei candidati. Un sistema – tipico del mondo anglosassone – che garantisce la massima rappresentatività dei voti espressi dai cittadini.

Per la terza volta dall’adesione di Malta all’UE nel 2004 quindi, La Valletta torna alle urne guardando a Bruxelles. A giocarsela saranno i due partiti che dividono polarmente la scena politica dall’indipendenza: PN al centro-destra e PL al centro-sinistra. Il PN, attualmente all’opposizione, è affiliato al PPE ed ha un DNA europeista. Presentò nel ’90 la domanda di adesione all’UE e guidò il Paese, nel 2002 alla conclusione dei negoziati per l’adesione. Non riuscì però mai ad ottenere la maggioranza dei seggi nel PE. Tabù che stavolta mira a sfatare, giocando la partita sui temi dell’occupazione e dei finanziamenti europei per il turismo. Ad oggi, ha presentato una rosa variegata di 11 candidati, con donne e giovani al fianco di politici di maggiore esperienza.

Anche il PL, attualmente al governo, ha la sua maledizione da sfatare in questa tornata elettorale. Pur avendo ottenuto la maggioranza dei seggi nelle scorse elezioni, i laburisti sanno che il partito al governo al momento del voto non ha mai vinto nella corsa al PE. I candidati presentati dal partito che promosse il referendum popolare contro l’adesione all’UE sono 7. Migrazione e identità nazionale i temi caldi della loro campagna. Questi gruppi si divideranno le preferenze dei votanti, probabilmente in calo rispetto al passato. Nonostante una piccola diminuzione, l’affluenza alle urne si è sempre attestata su percentuali ben oltre la media UE, con l’82,39% nel 2004 ed il 78,79% nel 2009 (media UE rispettivamente di 45,47% e 43%).

Le elezioni del prossimo maggio rappresentano però un test molto importante. Esaurita la spinta propulsiva della “novità” UE, anche a Malta le politiche di austerità hanno aperto la strada all’euroscetticismo che dilaga nel Sud Europa. Seppur privo di grande influenza a livello nazionale, il partito ultra-nazionalista e populista Imperium Europa ha dichiarato che presenterà almeno 2 candidati. La sua campagna, incentrata su temi “apocalittici” e sentimenti anti-migratori, non sembra però minacciare PN e PL che, anche in passato, hanno assorbito la fiducia anche della minoranza più estremista e xenofoba de Paese.

Nell’immagine, via della Repubblica, a La Valletta, sede del Partito Laburista (photo: Wikimedia Commons). 

L' Autore - Sara Bottin

Laureanda in "Politica Internazionale e Diplomazia" all'Università degli Studi di Padova. Stagista MAE-CRUI alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, presso la quale mi sono occupata delle relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente. Da qui è sorto il particolare interesse per la politica estera dell'Unione Europea e le sue relazioni con i paesi dell'area mediterranea.

Check Also

Fake news: la Commissione Europea prova a reagire

La Commissione Europea si attiva contro la diffusione delle fake news. Dopo l’avvio della consultazione …

3 comments

  1. Caro lettore,
    grazie per il tuo contributo.
    Per quanto riguarda le politiche di austerità, l’articolo non parla di politiche attuate a Malta, ma vuole fare riferimento alle politiche in atto in altri Paesi dell’UE che vengono utilizzate dai partiti euroscettici come arma per intimorire i cittadini sulle loro possibili conseguenze anche per Malta. In particolare, come avrai potuto vedere, questi partiti fanno leva sulla galoppante disoccupazione degli altri Paesi del Sud Europa e sull’aumento delle tasse. Questo passaggio non era forse chiaro e ti ringrazio per averlo sottolineato.
    Sulla legge elettorale mi rimangono delle perplessità. L’articolo si basa su fonti ufficiali quali legge elettorale del 2004, informazioni fornite dal sito del Governo e dati rintracciabili nel sito del Parlamento Europeo. Da queste fonti si evince piuttosto chiaramente che non vi sono liste di partito, nelle schede elettorali i candidati vengono poi presentati per schieramento politico ed in ordine alfabetico, per facilitare il voto agli elettori. Se disponi di informazioni divergenti ti sarei molto grato se le potessi condividere con me ed i nostri lettori in modo da chiarire questo punto forse controverso.
    Ancora grazie.

  2. anche sul sistema elettorale sembrano esserci perplessità: non è affatto vero che nell’STV “non vi sono quindi liste di partito”, come chiunque abbia visto almeno una volta lo spoglio in diretta delle schede elettorali.

  3. “politiche di austerità” a Malta? ********************

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *