sabato , 17 febbraio 2018
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Battistotti: «L’UE non diventi capro espiatorio, Stati membri troppo piccoli per essere globalmente rilevanti»

Europae ha intervistato in esclusiva Lucio Battistotti , Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, un organo che ha il compito di rendere più comprensibili l’Unione Europea e le sue politiche ai cittadini italiani.

Dottor Battistotti, sembra che comunicare l’Europa in Italia e in generale nei singoli Paesi membri sia ancora particolarmente difficile, anche in un momento così importante per l’Unione Europea…

«Sebbene in Italia se ne sia parlato poco, il 2013 è l’Anno Europeo dei Cittadini. Il prossimo anno le elezioni europee daranno vita a un nuovo Parlamento Europeo e a una nuova Commissione. Eppure l’Europa continua a essere percepita dalle opinioni pubbliche come un ostacolo per i suoi Stati membri. La ragione, sovente, è che i governi hanno interesse che sia così: l’Europa viene utilizzata come il classico “capro espiatorio”. Sarebbe importante invece che emergesse un vero dibattito sull’Europa, anche critico e duro, ma informato. Questo dibattito dovrebbe partire dalla consapevolezza su cosa l’Unione può fare, cosa rientra nelle sue competenze e cosa no».

Per esempio?

«Si pensi solo all’istruzione e alla formazione. È bene sapere che sono gli Stati membri ad avere competenza esclusiva in merito alle politiche per l’istruzione. L’UE può fare raccomandazioni, porre obiettivi. Per esempio nell’ambito della Strategia Europa 2020, l’Unione ha stabilito che entro il 2020 il 40% dei giovani europei dovrà aver completato un ciclo di studi universatario. Anche su questo obiettivo l’Italia è molto indietro».

Si sente spesso ripetere che, nel mondo di oggi, i singoli Stati non possono fare molto per difendere i propri interessi. La Germania sembra però saper rispondere meglio degli altri alle sfide economiche globali. Condivide questa lettura?

«La premessa è che il mondo è cambiato e la crisi dell’UE è non solo congiunturale, ma anche di posizionamento. In questo scenario globale difficile non si può pensare realmente di dare risposte efficaci con politiche e scelte nazionali. Gli Stati membri sono troppo piccoli per essere player globali rilevanti. La stessa Germania ha un peso globale relativo. Dal punto di vista economico sta andando meglio di altri, ma le sue esportazioni continuano ad essere dirette in primo luogo verso gli altri Stati membri dell’UE».

Sta facendo discutere proprio la questione del surplus commerciale tedesco, che supera il limite del 6% del PIL indicato dall’UE. Le istituzioni europee prenderanno iniziative per portare Berlino a modificare la politica economica?

«Qualcosa si sta muovendo, senza mai dimenticare la specificità dell’atteggiamento tedesco nei confronti dell’inflazione».

In foto un incontro fra Lucio Battistotti, a sinistra, il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e l’ex Primo Ministro italiano Mario Monti (Foto: European Commission)

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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