martedì , 20 febbraio 2018
18comix

Gutgeld, guru economico di Renzi: “I movimenti antieuro fanno paura”.

Tra i nomi che compongono lo staff di Matteo Renzi, Yoram Gutgeld è sicuramente tra quelli più in vista. Eletto deputato lo scorso febbraio, ha pubblicato a luglio 2013 un lungo documento, intitolato “Il rilancio parte a sinistra” che ha ispirato gran parte del programma economico di Renzi: i problemi italiani non derivano solo dalla crisi finanziaria del 2007, ma da oltre trent’anni di cattiva gestione della cosa pubblica e di perdita di produttività. Se negli anni ’80 e ’90 si è potuto utilizzare il debito pubblico e la svalutazione per alimentare la crescita del paese, dal 2000 in poi per mascherare le nostre difficoltà economiche è rimasta solo la moneta unica, che manteneva bassi i tassi di interesse sul debito già accumulato. Con la crisi del 2007, la recessione e gli attacchi speculativi sull’euro anche questa maschera è venuta meno: bisogna quindi fare i conti con la realtà e attuare una serie di impegnative riforme strutturali. Per una diagnosi tanto drastica quanto esatta, le proposte per ritornare a crescere non sono certo sorprese: lotta all’evasione, riforma radicale della pubblica amministrazione, investimenti per la produttività.

A margine di un incontro di presentazione del programma economico di Renzi, tenutosi a Torino venerdì 29 novembre, Europae ha incontrato proprio Yoram Gutgeld.

Onorevole, la Germania deve cambiare politica economica?

“Alcune cose possono essere cambiate. Prendano la nostra riforma del commercio e aprano i negozi la domenica, semplicemente. Non è solo questo, ma è un esempio. Poi però c’è il ruolo della BCE: noi rischiamo di andare verso la deflazione, e questo è un problema. Bisognerebbe attuare il quantitative easing,  rinegoziare un po’ il ruolo della BCE”.

Bisogna allora avvicinare la BCE alla FED?

“Stiamo rischiando di andare verso l’inflazione a zero. Sarebbe un disastro. I tedeschi hanno una paura atavica dell’inflazione. Poi è chiaro che immettere molta liquidità come in America crea bolle finanziarie, ed è quello che si sta verificando. Ma non possiamo rischiare: l’inflazione zero è un disastro”.

Fiscal Compact: il prossimo anno servono 50 miliardi.

“Il problema non è quello: è il rapporto tra il debito e il PIL. Non c’è modo di riuscire a mettere questo rapporto sotto controllo, se non cresciamo. Non c’è verso. Noi dobbiamo crescere: se cresciamo al 2% reale siamo a posto”.

Per crescere, bisogna combattere l’evasione. Aggredire il sommerso non rischia però di deprimere il PIL?

“No. Prima di tutto l’ha già fatto il governo di centro-sinistra nel 2006 – 2007, mettendo a disposizione 23 miliardi di euro che hanno salvato il Paese e hanno permesso al governo Berlusconi di andare avanti per tre anni e mezzo, togliendo l’ICI. L’evasione non è solo un problema di iniquità: tiene in vita business che fanno concorrenza sleale, che non sono produttivi e non dovrebbero stare sul mercato. E’ il problema principale del Paese perché distorce l’economia. Bisogna combatterla per rendere l’economia più produttiva. Ad esempio: mantiene i business piccoli e i business piccoli sono meno produttivi”.

Matteo Renzi ha anche dichiarato che bisogna rinegoziare il deficit al 3%.

“Ha detto una cosa diversa. Il problema non è il 3%: nulla di sacro in questa cifra, dobbiamo fare le nostre riforme e poi andare a negoziare, questo è il fatto. Il nostro problema non è avere più deficit. Per 35 anni abbiamo fatto spesa pubblica, adesso non dobbiamo ricominciare: l’Europa non ce lo concede. Con i meccanismi che abbiamo, di spesa inefficiente, di evasione fiscale, di iniquità, noi continuiamo a spendere male. Ormai siamo vicini al fallimento, non ce lo possiamo permettere. Quando abbiamo messo a posto evasione, spesa e investimenti, si può anche andare a negoziare. Il 3% è un falso problema, ci sono mille modi per aggirarlo”.

Prossimo Presidente della Commissione Europa: chi le piacerebbe?

“Non mi esprimo, non mi sono fatto un’idea. Il tema, devo essere sincero, non mi appassiona molto. L’Europa finora è stata più imposizione burocratica che non qualcosa per aggiungere valore. Io vorrei vedere i programmi di chi si propone e cosa vuole fare per l’Europa, per evitare che sia una macchina burocratica e diventi così un’istituzione che aggiunga valore. L’Europa è tanta burocrazia. Ha messo un po’ di disciplina, entrare nell’euro è stato un fattore di disciplina. Per il resto, tanta burocrazia e poco valore aggiunto. Siccome è importante, bisognerebbe però che ci fosse uno shock anche per l’Europa”.

Quanto è preoccupato dai movimenti antieuro?

“Se usciamo dall’euro falliamo il giorno dopo. Quindi mi preoccupa. Grillo e Berlusconi sono antieuro, questo mi preoccupa. La settimana scorso ho scritto di questo, con il collega Giampaolo Galli. Il tema antieuropeo generico non mi preoccupa: gli antieuro sì”.

In foto, uno scatto dal comizio di Matteo Renzi a Bari lo scorso 12 ottobre (© Matteo Renzi – SGP Italia) 

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

Check Also

Lara Comi: “Il mio impegno per il Made in Italy”

Nei giorni scorsi, l’On. Lara Comi, europarlamentare e membro della Commissione per il mercato interno …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *