martedì , 21 agosto 2018
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Sikharulidze: “Georgia, UE, Russia, la via è il dialogo”

Karlo Sikharulidze è ambasciatore della Georgia presso la Repubblica d’Italia dal settembre 2013. Durante il suo precedente mandato è stato ambasciatore in Cina. Intervistato da Europae presso la sede dell’Ambasciata georgiana a Roma, ha parlato di rapporti UE-Georgia, Georgia-Russia (Unione Eurasiatica, similitudini con l’Ucraina ecc…) e di energia. Ha insistito ripetutamente sul desiderio di avviare un dialogo effettivo con Abkhazia ed Ossezia del Sud. La parola più ricorrente nel corso dell’intervista è stata “pragmatismo”, parola con cui l’Ambasciatore sembra voler sintetizzare tanto l’approccio georgiano ai rapporti con l’ingombrante vicino russo, quanto le ragioni dell’integrazione con l’Unione Europea, che il 27 giugno porteranno la Georgia alla firma di un Accordo di Associazione.

1) Accordo di Associazione con l’UE. Cosa si aspetta la Georgia?

È un evento molto importante per i georgiani. Sarà il primo documento firmato tra Georgia e UE. Più di un semplice documento. Abbiamo diversi tipi di percezione a riguardo: politica, pragmatica ed emotiva. Non sarà il frutto di una decisione del governo o di un singolo partito politico georgiano, ma della scelta dei georgiani. Una scelta storica: integrarsi all’Ue, essere necessari all’Europa ed aver bisogno dell’Europa. Sarà un evento molto positivo anche per l’Europa. Oggi il mondo ci impone di affrontare sfide globali. Un giorno avremo un accordo per il libero scambio con l’Europa, e il nostro sistema legislativo sarà perfettamente allineato con quello europeo. Il governo georgiano guarda pragmaticamente ai benefici che il XXI secolo può offrire ed alle prospettive e alla prosperità di cui potrebbe godere la nostra nazione in Europa.

2) Nel recente incontro avvenuto a Bruxelles tra Barroso e il Primo Ministro Garibashvili, la Commissione Europea ha dichiarato che UE e Georgia condividono ideali e cultura. Pensa che con questa dichiarazione Barroso abbia voluto aprire ad una concreta possibilità, per la Georgia, di aderire all’Unione Europea? Crede che questa eventualità possa realizzarsi?

Essere pienamente integrati nell’UE e diventarne membri è una delle top priorities dell’agenda della politica estera georgiana. Siamo contenti della reazione dell’UE. La dichiarazione di Barroso è perfettamente in linea con la realtà. La Georgia è l’unica nazione, tra quelle post sovietiche, sul giusto binario verso lo sviluppo democratico. Le elezioni presidenziali, recentemente, e quelle parlamentari due anni fa, sono state un test significativo. La base, per i georgiani, per poter pretendere di diventare membri della famiglia europea. Dopo le ultime elezioni presidenziali abbiamo ricevuto gli applausi dell’UE. Era un esame e il popolo georgiano è stato bravo a superarlo. Vedo un futuro luminoso di fronte a noi. Credo che i nostri amici europei non abbiano dubbi sul fatto che la Georgia stia facendo davvero bene i compiti a casa. Per questo penso che arriverà il giorno in cui la Georgia farà parte dell’UE. Oggi è difficile predire quando, ma accadrà.

3) Quindi lei è fiducioso malgrado l’Accordo di Associazione non accenni in nessuna parte ad una possibile futura adesione della Georgia all’UE?

Dobbiamo seguire le priorità step by step. Noi non vediamo l’AA come un documento che ci permetterà di entrare immediatamente nell’UE. Non è la fine di un processo, ma il punto iniziale. Non stiamo aspirando all’UE come a qualcosa di miracoloso, al paradiso. Ogni passo avanti della Georgia sarà innanzitutto un beneficio per la Georgia stessa. Dobbiamo seguire il percorso, arriverà il giorno in cui si parlerà di adesione.

4) Relazioni Georgia-Russia. Di recente il premier georgiano ha detto che i rapporti con Mosca stanno migliorando, che i rapporti commerciali sono ripresi e che a breve verrà programmato persino un incontro. Crede, anche alla luce delle vicende ucraine, che una normalizzazione dei rapporti Georgia-Russia sia davvero possibile?

È anche questa una buona domanda. Sfortunatamente nessuno, alla luce degli ultimi sviluppi in Ucraina ed in Crimea, può predire quale sarà la prossima mossa della Russia. Noi stiamo tentando di mantenere un approccio pragmatico verso il cosiddetto (sottolineo cosiddetto) “problema russo”. Cerchiamo di spiegare ai nostri partner russi che la Georgia, democratica e membro del partenariato orientale o della famiglia europea, è un elemento positivo per la stessa Russia, non negativo. Se il tuo vicino sta bene e tutto nella sua casa è in ordine, anche per te è positivo. Noi ci siamo comportati in modo pragmatico con la Russia, almeno nel corso degli ultimi due anni. Il nostro Primo Ministro ha nominato un rappresentante speciale per la Russia, per mantenere un solido dialogo con Mosca. Abbiamo avuto discussioni a livello ministeriale, tra Ministri degli Esteri. Non voglio parlare di ottimismo, ma mi spinge a pensare positivamente il fatto che alcuni beni georgiani – vino e verdure – siano tornati sui mercati russi. La Georgia non vuole essere il luogo della contraddizione tra l’Ovest e la Russia. Piuttosto, stiamo tentando di presentarci come il luogo di incontro. Sfortunatamente la Russia crea scompiglio nella nostra nazione. Il 20% dei territori georgiani è occupato dalla Russia. A 40 km da Tbilisi abbiamo i carri russi e vi è una linea di occupazione all’interno della nostra nazione. La situazione non è facile ma noi speriamo: siamo sicuri che con un approccio chiaro riusciremo a trovare un linguaggio costruttivo anche verso un vicino di questo tipo.

5) Ancora questione Ucraina, quali sono a suo parere le analogie e le differenze tra la vicende di Crimea e Ucraina orientale e quelle di Abkhazia e Ossezia del Sud?

Nell’attuale mondo globalizzato, ogni evento negativo è un evento unico. C’è una sola somiglianza: ciò che ha fatto la Russia in Crimea è contro ogni norma di diritto internazionale, contro ogni forma di normale relazione internazionale tra nazioni. Lo stesso è avvenuto per Abkhazia e Ossezia del Sud. Nonostante tutto però, abbiamo abbastanza esperienza per seguire questa situazione in maniera pragmatica. Lo ripeto ancora una volta: se la Russia andrà avanti nell’usare le minoranze russe presenti negli Stati vicini per invaderli, occuparli ed annetterli, dove si potrà andare insieme?

6) Crede che il precedente in Crimea possa costituire una minaccia anche, ad esempio, per la Moldavia?

Chiunque dovrebbe essere preoccupato, ad essere onesto. Ciascuno però dovrebbe seguire un approccio bilanciato. Alcune volte mi si chiede dove vedo la linea rossa. La linea rossa non corre lungo la Georgia, la Crimea o la Moldavia. La linea rossa riguarda l’attuale ordine mondiale. Dovremmo essere uniti per affrontare queste situazioni. La questione è piuttosto semplice: il popolo georgiano ha deciso di unirsi all’UE. Questo non vuol dire che non voglia avere normali relazioni coi vicini ma che, come ogni uomo, ogni nazione ha il pieno diritto di decidere la direzione del proprio sviluppo. Tutti devono rispettare questa decisione.

7) Accordo sull’Unione Eurasiatica, firmato negli scorsi giorni: il Presidente dell’Abkhazia, Valery Bganba, ha dichiarato che valuterà la possibilità di aderire a tale Unione. Come reagireste in questo caso?

L’Abkhazia non è uno Stato. È un territorio dove sono stanziati militari russi. Come si può immaginare un territorio che, senza essere uno Stato, si unisce all’Unione Eurasiatica? Non sappiamo cosa sia quest’Unione. Riguardo le parole del cosiddetto “Presidente dell’Abkhazia” poi, io non credo che attualmente la Russia abbia bisogno di ulteriori complicazioni in Abkhazia e Ossezia del Sud. Si tratta di buchi grigi all’interno dei quali finisce, e sparisce, una parte essenziale dei soldi russi. Non bisogna analizzare la situazione in Abkhazia ed Ossezia del Sud in maniera normale: non sono Stati. Se per assurdo la possibilità si verificasse, sarebbe ancora una volta in completa violazione di ogni tipo di norma del diritto internazionale. Quindi, non penso che accadrà mai. Se poi dovesse accadere troveremo una reazione adeguata.

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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