martedì , 14 agosto 2018
18comix

Verdi: nasce GreenItalia, per un federalismo ambientalista

Tra le numerose e disperse anime dell’ambientalismo italiano si contano la Federazione dei Verdi, la corrente Ecologisti Democratici nel PD, gli EcoCivici e Sinistra Ecologia Libertà di Vendola. Le ultime due sigle, trovando riferimento a livello europeo nella tradizione scandinava delle sinistre ambientaliste (gruppo GUE/NGL), sono confluite nella lista Tsipras per le elezioni del 25 maggio. Altri esponenti dell’ambientalismo italiano vogliono invece ritrovare le radici di un movimento posto oltre l’argine tradizionale “destra vs. sinistra” e hanno dato vita a un nuovo partito, GreenItalia, affiliato allo European Green Party. Abbiamo incontrato Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, fuoriusciti EcoDem, in occasione del lancio della campagna dei Verdi Europei a Bruxelles.

1) Qual è la novità di GreenItalia rispetto a partiti come la Federazione dei Verdi?

GreenItalia è un progetto di partito ambientalista, una forza unitaria che non sia l’ennesimo partitino della sinistra radicale come la Federazione dei Verdi sotto la guida di Pecoraro Scanio. L’ecologismo è un pensiero che si pone across the spectrum e non si esaurisce nelle categorie di destra e sinistra. Il progetto di GreenItalia coinvolge anche esponenti di tradizioni politiche diverse.

2) Perché sentite l’esigenza di un’altra forza verde in Italia?

L’ambientalismo italiano ha una grande tradizione, negli ultimi anni non rappresentata nelle istituzioni. La diaspora, il tentativo di contaminare con ideali ambientalisti i grandi partiti tradizionali è fallito. Serve una presenza autonoma. Con le elezioni europee possiamo cambiare la percezione dei Verdi come forza ultraminoritaria, ponendo l’ecologismo come soluzione, non come problema. Il Green New Deal di noi Verdi Europei e i richiami all’economia verde da parte di molti altri prova che l’ambientalismo ha superato la visione conflittuale dell’economia.

3) Come cambiare questa visione?

Facendo passare il messaggio che la scelta ecologica è ormai una scelta di produzione, che non vi è danno né alla crescita, né ai profitti. È impossibile competere con le industrie straniere abbassando il costo del lavoro, mentre l’attrattiva del prodotto italiano ed europeo è la coscienza ambientale inclusa in essi. Il tentativo è quello d’intercettare una richiesta politica nuova: le piccole imprese eco-sostenibili e quelle che operano nel campo delle rinnovabili non si sentono oggi rappresentate. Non dimentichiamo che l’Italia è seconda solo alla Germania per produzione di energia fotovoltaica in Europa. Altrove la questione ambientale è molto sentita. Il governatore di una regione ricca come il Baden-Württemberg tedesco è un verde.

4) Perché siete contrari all’introduzione degli OGM?

Prima di tutto, perché questo è il sentimento dei cittadini: Eurobarometro indica che tutta l’Europa è contraria agli OGM. L’Italia è più avanti del resto dell’UE su questo tema. C’è un’alleanza tra ambientalisti e agricoltori per il mantenimento del principio di precauzione, i rischi di contaminazione delle colture non-OGM impedirebbero autonomia nelle scelte di produzione. C’è necessità di una competizione sulla qualità del prodotto, piuttosto che sulle quantità.

5) Qual è il vostro posto in Europa?

Noi facciamo una decisa scelta pro-UE, che per noi è parte della soluzione e non del problema. È importante, però, fare una distinzione tra le politiche di Commissione e Consiglio e il potenziale europeo. Questa è una distinzione che i partiti populisti non fanno. Fra pochi anni nessun Paese europeo sarà tra gli 8 più industrializzati: che futuro può esserci per l’Italia fuori dall’Unione? Le nostre sono idee federaliste alla maniera di Dany Cohn-Bendit. Una delle cause della crisi di legittimità dell’UE sta nelle tendenze egemoniche nazionali, specie quando si tratta di favorire questo o quel gruppo industriale nazionale.

6) Una battuta sulla lista Tsipras?

La lista Tsipras – progetto interessante – è ambigua sull’Europa: vuole un fronte del Sud contro il Nord, e la Germania in particolare, che ha poco dello spirito europeo. L’euroburocrazia contro cui si scaglia Alexis Tsipras e che viene additata come il nemico, è un’idea del cavolo! La Troika ha chiesto ai Paesi debitori, in cambio degli ingenti prestiti, severe misure di aggiustamento delle finanze pubbliche, ma se la Grecia ha dovuto ricorrere a questi prestiti è perché per anni è stata governata da banditi democraticamente eletti dai greci stessi.

Photo © Alexandre Duret-Lutz, www.flickr.com

L' Autore - Sebastiano Putoto

Laureando magistrale tra Italia e Germania in International Business and Economics, con specializzazione in Macroeconomia. Nato e maturato a Bruxelles, emigrato presso le Università di Pavia, Tolosa e Tubinga, mantiene il suo campo base in territorio belga-fiammingo. E’ co-fondatore di TRAM:E (Teoria, Riflessione, Azione, Movimento: Europa). Poca dimestichezza con i confini, nazionali e individuali. Poliglotta.

Check Also

Profughi: “La solidarietà della Giordania”

Mentre si conosce l’intenzione del Presidente americano Trump di costruire un muro divisorio tra gli …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *