giovedì , 16 agosto 2018
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Aborto, Spagna: la sconfitta del ministro Gallardón

Lo scorso 23 settembre il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato che il progetto di legge per riformare le norme sull’aborto non avrà seguito: causa della sospensione, il mancato raggiungimento di sufficienti consensi. L’unica modifica all’attuale normativa, ha confermato il Primo Ministro, riguarderà l’obbligo di consenso dei genitori per le minori di 16 anni che decidano di abortire. “Credo di aver preso la decisione più giusta” ha commentato Rajoy.

Il giorno stesso il Ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz-Gallardón, membro del Partito Popolare e promotore del progetto di riforma, ha annunciato le proprie dimissioni e il proprio allontanamento dalla politica. Suo sostituto sarà Rafael Catalá Polo, Segretario di Stato per la pianificazione e le infrastrutture del Ministero dello Sviluppo. Il divieto di aborto era stato uno dei pilastri portanti della controriforma sociale di Mariano Rajoy durante la sua ultima campagna elettorale. Rajoy, cercando di accontentare l’ala più conservatrice dei popolari e con il totale sostegno della Chiesa cattolica, aveva garantito di voler fare un passo indietro, tornando alla legge del 1985, anno in cui per la prima volta si era sviluppata la normativa sull’interruzione di gravidanza, allora consentita solo in caso di stupro, rischi per la salute della madre e malformazione del feto.

Obiettivo della riforma sarebbe stato dunque quello di ridurre il diritto delle donne ad abortire, modificando la legge del 2010 che consentiva l’interruzione fino alle 14 settimane di gravidanza o fino alle 22 in caso di malformazione del feto. La legge del 2010 del governo Zapatero lasciava alla donna la libertà di scelta anche nel caso in cui si trattasse di minorenne. La reazione alla depenalizzazione dell’aborto era stata, già allora, molto dura: a Madrid la Conferenza episcopale aveva organizzato numerose marce domenicali di protesta. In questi giorni ha fatto molto discutere la proposta di soppressione del diritto di aborto in caso di malformazione del feto. La donna, secondo la proposta di Gallardón, avrebbe dovuto giustificare l’interruzione di gravidanza con motivazioni differenti dalla malformazione, insistendo piuttosto sul danno psicologico che avrebbe causato alla donna stessa. Proposta che avrebbe comportato però un procedimento burocratico lungo e difficile.

Quella presa dal Primo Ministro Rajoy è stata probabilmente una scelta politica: secondo quanto rivelato dai sondaggi, la riforma era temuta da molti conservatori perché avrebbe potuto ridurre drasticamente i consensi del Partito Popolare in vista delle elezioni del 2015. El País ha identificato il ritiro della proposta come una strategia elettorale di Rajoy che ha deciso di «sacrificare lungo strada il Ministro con il maggior peso politico del governo».

Lo scorso dicembre, quando il Ministro Gallardón aveva introdotto la riforma di legge che cercava di recuperare le norme del 1985, c’erano state molte proteste: le donne vedevano venir meno la loro libertà e la possibilità di poter scegliere autonomamente. Il segnale di allarme si era diffuso in tutta Europa e si erano susseguite iniziative e manifestazioni in difesa dei diritti delle donne. Il 1° febbraio 2013 era stata indetta la giornata europea per sostenere le donne spagnole, dal titolo “Porque Yo decido”, dal nome stesso che le donne spagnole scelsero per la propria autodeterminazione. Adesso la scelta di sospendere il progetto di riforma. Le dimissioni del Ministro Gallardón certificano la sua sconfitta. Per le donne spagnole è invece una vittoria.

Photo © Ayuntamiento de Fuenlabrada, 2014, www.flickr.com

L' Autore - Federica D'Errico

Laureata triennale in Studi Internazionali, amo Torino tanto che ho deciso di dedicarle la mia tesi di laurea dal titolo "Città e relazioni internazionali: il caso di Torino". Appassionata di tutto ciò che riguarda l'arte e la letteratura, curiosa ed attenta all'attualità nazionale ed estera, sono una studentessa del Corso Magistrale in Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. Mi piace definire l'Europa il luogo delle opportunità.

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