martedì , 14 agosto 2018
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ALDE: è sfida Rehn – Verhofstadt per la candidatura a presidente della Commissione

Esiste davvero uno spazio politico significativo alternativo alle famiglie dei Socialisti e dei Popolari e opposto al fronte euroscettico? Ne sono convinti i Liberali europei che, in occasione del Congresso dell’ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa), svoltosi a Londra lo scorso fine settimana, hanno definito la piattaforma politica in vista delle elezioni europee del maggio 2014. Il Congresso ha varato un manifesto incentrato sui temi del riformismo economico e istituzionale, sulla promozione del libero scambio e dei diritti civili, nonché sulla necessità per l’UE di investire in innovazione, ricerca e mobilità per rilanciare la crescita economica.

Il Congresso ha inoltre aperto il percorso che designerà il candidato dell’ALDE alla presidenza della Commissione Europea. Le personalità oggi in lizza per la nomination sono di grande profilo: il finlandese Olli Rehn – attuale Commissario europeo agli Affari Economici – e il belga Guy Verhofstadt – capogruppo dell’ALDE al Parlamento Europeo. Sarà possibile presentare le candidature fino al 20 dicembre, mentre la decisione sul nome da proporre agli elettori per guidare la prossima Commissione verrà assunta solo a febbraio.

I Liberali, che esprimono 8 Commissari europei, 3 Capi di governo e partecipano a 12 governi nazionali, vogliono scongiurare il rischio di un ridimensionamento della propria presenza istituzionale. Per mantenere e se possibile rafforzare il proprio peso politico, l’ALDE dovrà trasmettere agli elettori l’immagine di uno schieramento coeso, radicato e autenticamente riformista. Viste le diverse anime che lo compongono e una campagna elettorale europea che si annuncia finalmente particolarmente calda, la sfida per il fronte liberale europeo è tutt’altro che in discesa.

Il tema del federalismo è uno dei più divisivi. Pur condividendo la spinta per una maggiore integrazione europea, il timore di un “superStato”, non-democratico e governato da una burocrazia centralista, disturba partiti e movimenti provenienti in particolare dal Nord Europa. Non è un caso che Verhofstadt abbia respinto nel proprio intervento ogni accusa di “ossessioni federaliste”. «Devo ammettere di essere ossessionato», ha chiosato di fronte ai delegati, «ma non dal federalismo. Sono ossessionato dalla perdita di influenza dell’Europa di oggi». «La mia ossessione non è quella di creare un superStato, con più centralizzazione e più burocrazia», ha detto, «combatto semmai per l’opposto: per un’Unione democratica, efficiente e responsabile». Verhofstadt chiede però all’UE una vera svolta politica.

«Abbiamo bisogno di un’agenda liberale forte, ma responsabile, visionaria, ma realistica», ha risposto Olli Rehn. «Dobbiamo modernizzare il modello socioeconomico europeo, non difendere uno status quo che porterebbe al declino», né «smantellare il modello europeo». «Il nostro obiettivo, in quanto Liberali, è quello di riformare l’Europa», ha aggiunto. Il Commissario agli Affari Economici si è collocato invece su una posizioni di forte continuità con la politica attuata dalla Commissione Barroso, della quale d’altronde è un membro di primissimo piano. Agli occhi del finlandese Rehn la governance economica europea, nata in risposta alla crisi dell’eurozona, è un risultato da preservare e sul quale costruire il futuro delle riforme e della politica economica europea. «Alla fine quello che conta è che le nostre politiche diano risultati tangibili che migliorino la vita delle persone».

Il Congresso ha infine confermato per altri due anni l’eurodeputato britannico Graham Watson alla presidenza dell’ALDE. Nel suo discorso conclusivo, Watson ha chiamato per nome gli avversari della prossima campagna elettorale: la sinistra europea accusata di incapacità, le destre conservatrici («the old troops parade»), ma soprattutto gli euroscettici dello United Kingdom Independent Party, del Movimento Cinque Stelle, del Front Nationale e dei Veri Finlandesi. «Sta ai Liberali e ai Democratici combattere i nazionalisti», ha concluso Watson, «perché sappiate che gli altri non saranno in grado di condurre in avanti e in meglio la nostra società».

L’emergere degli euroscettici a destra e a sinistra dello schieramento politico europeo potrebbe portare Socialisti e Popolari su posizioni più simili a quelle del “nazional-populismo”. Come ha detto Verhofstadt al Congresso di Londra, «tra l’euroscetticismo dei conservatori e l’euro-frigidità della sinistra, i Liberali devono vincere».

In foto, al centro e a destra Guy Verhofstadt e Olli Rehn, in lizza per il posto da candidato dell’ALDE alla presidenza della Commissione (© Alberto Novi – ALDEADLE 2013) 

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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