martedì , 20 febbraio 2018
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Allargamento: correva l’anno 2004

Correva l’anno 2004 quando dieci nuovi Paesi e i 75 milioni loro abitanti entrarono a far parte dell’Unione Europea attraverso il cosiddetto ‘grande allargamento’: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Cipro e Malta. Il 1 Maggio di quell’anno è diventata una data fondamentale nella storia dell’integrazione europea con l’allargamento da quindici a venticinque membri.

Dieci anni sono passati da allora e Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, ha deciso di celebrare il decennale dell’allargamento prima a Praga e poi a Bratislava. “Dieci anni fa a mezzanotte l’UE è cambiata come mai nella sua storia” ha prontamente twittato Van Rompuy. Nei tempi in cui la comunicazione si fa anche o, forse, soprattutto in centoquaranta caratteri, alla giornata è stato dedicato un hashtag efficacissimo: #EUenlargement.

Il Presidente del Consiglio Europeo ha desiderato rammentare come il 1 Maggio 2004 non sia stato un ritorno all’Europa: “come potrebbe esserlo quando una regione è così europea nella sua essenza? È stato piuttosto un ancoraggio alla libertà. Un voltar pagina, nuove opportunità per il futuro”. Van Rompuy ha colto l’occasione per fare un bilancio, sottolineando come oggi questi dieci Paesi siano, per la maggior parte, un motore per la crescita e attori importanti per l’Europa. Ha poi approfittato dell’occasione per ricordare, rivolgendosi al Primo Ministro Bohuslav Sobotka, come la Repubblica Ceca appena cinque anni dopo l’adesione fosse il timone dell’Unione ereditando la presidenza dell’UE.

Politicamente l’allargamento è stato un grande balzo in avanti per l’intera Unione Europea, salto che ne ha rinnovato il significato di base, senza mai dimenticare i valori fondatori quali la pace, la diffusione della democrazia, la prosperità. Questo salto ha portato con sé fiducia, apertura e ambizione. Van Rompuy ha rammentato come oggi si presenti ancora una volta un periodo di incertezza geopolitica. L’UE si è però mobilitata in due direzioni: da una parte mandando un messaggio forte e unito a Mosca, dall’altra sostenendo l’Ucraina.

Non si è dimenticato di ricordare come l’anniversario dell’adesione della Repubblica Ceca arrivi a pochi giorni dalle elezioni europee. È stato dunque un momento di riflessione importante per i cittadini prima del voto, ma anche significativo per i politici per riflettere sul proprio ruolo e sulle proprie responsabilità. L’invito, da Praga all’UE, è quello di dimostrare il proprio valore, garantendo risultati in termini di prosperità e posti di lavoro, facendo così la differenza, senza dimenticare il ruolo di politici e opinion leader nel difendere le proprie convinzioni europee e le proprie politiche.

“Dieci anni che ci hanno davvero cambiato. Verso le celebrazioni per l’anniversario dell’#EUenlargement in Slovacchia” ha ancora cinguettato Van Rompuy da Bratislava. “Noi celebriamo dieci anni, ma ricordiamo anche un momento. Il momento in cui la Slovacchia è diventata un membro dell’Unione Europea” ha così manifestato grande entusiasmo, guardando anche al grande progetto che è oggi l’Unione: una famiglia di ventotto Stati membri, ricchi nella loro diversità, forti nelle parti e nei valori che li uniscono. Il percorso che ha condotto la Slovacchia all’adesione è stato particolarmente difficile, nel quadro di un decennio che si è rivelato fortemente complicato, quello degli anni Novanta. La grande motivazione e la determinazione sono tuttavia prevalse sulle difficoltà e hanno condotto al successo.

Le opportunità che la Slovacchia ha saputo cogliere negli ultimi dieci anni non riguardano meramente la sfera economica. L’auspicio è quello di continuare ad essere parte di qualcosa di più forte, che insieme può proteggere i suoi cittadini ed essere plasmato a sua volta dalle loro decisioni.

In foto il Presidente del Consiglio Europeo al suo arrivo in Repubblica Ceca (© Council of the European Union) 

L' Autore - Federica D'Errico

Laureata triennale in Studi Internazionali, amo Torino tanto che ho deciso di dedicarle la mia tesi di laurea dal titolo "Città e relazioni internazionali: il caso di Torino". Appassionata di tutto ciò che riguarda l'arte e la letteratura, curiosa ed attenta all'attualità nazionale ed estera, sono una studentessa del Corso Magistrale in Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. Mi piace definire l'Europa il luogo delle opportunità.

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