martedì , 20 febbraio 2018
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La nuova leader di AfD Frauke Petry © Der Tempelhofer

Alternative fur Deutschland, in crisi gli euroscettici di Germania

Il partito euroscettico Alternative fur Deutschland ha un nuovo leader: il congresso di Essen del 4 luglio ha infatti eletto Frauke Petry a capo dell’AfD. L’elezione è avvenuta in seguito a dissidi interni che da tempo vedevano contrapposti da un lato Bernd Lucke, economista neo liberale e fondatore del partito, dall’altro Frauke Petry e il suo alleato Alexander Gauland, a capo dell’AfD nello stato federale di Brandeburgo. A seguito della decisione, Bernd Lucke ha lasciato il partito e con altri membri dissidenti dell’Afd ha fondato ALFA: Allianz für Fortschritt und Aufbruch (Alleanza per il Progresso e Rinnovamento).

Dai successi alle europee alle marette interne

La scissione è avvenuta a causa di contrasti politico-ideologici all’interno del partito. Frauke Petry e il suo alleato accusavano Lucke di focalizzare eccessivamente il suo intervento sulla critica all’euro e alla politica tedesca in Europa. “Ciò non è abbastanza per sopravvivere politicamente” – ha affermato Gauland – “Lucke vuole escludere tutte le tematiche che ci hanno spinto al successo nelle elezioni regionali” alludendo a criminalità transfrontaliera, numero crescente di profughi e società multiculturale.

L’Afd, fondato nel 2013 con il fine, tra gli altri, di sciogliere l’euro e tornare al marco tedesco, nel tempo è riuscito ad attrarre a sé diverse istanze conservatrici della popolazione, incorporando posizioni populiste negli ambiti dell’ordine pubblico, immigrazione e valori sociali tradizionali. Nel 2013 otteneva il 4,7% alle elezioni per il Parlamento tedesco, non raggiungendo per pochi punti la soglia di sbarramento del 5 %. Lo scorso anno, la Corte Costituzionale Federale tedesca ha dichiarato l’incostituzionalità sulla soglia di sbarramento del 3% della legge elettorale tedesca per le europee. L’Afd è dunque riuscito ad ottenere seggi nel Parlamento europeo entrando nel gruppo Conservatori e Riformisti Europei e, in seguito, a guadagnare rappresentanza in cinque assemblee statali tedesche.

L’accelerata verso la scissione

Al successo del partito, negli ultimi mesi si sono accompagnate indiscrezioni circa i primi dissidi al suo interno. Nel mese di Gennaio, durante la conferenza del partito, Lucke affermava di voler cogliere l’occasione per ridurre il modello dei tre presidenti (Bernd Lucke, Frauke Petry, Konrad Adam), ad uno solo entro la fine dell’anno. Disaccordi emergevano circa il focus verso cui incanalare l’intervento del partito e sulla posizione che esso avrebbe assunto nei confronti di PEGIDA, partito politico tedesco fortemente antislamico, apertamente sostenuto da Frauke Petry e Alexander Gauland.

Intanto, la nuova leader continuava a negare l’esistenza di possibili contrasti interni, a tutela dell’immagine mediatica del partito. Infatti, nonostante i presidenti fossero tre, nei mass media tedeschi è sempre stata costante la presenza univoca di Bernd Lucke. L’immagine del partito era accostata alla sua figura e appariva difficoltoso potersene liberare. Nel mese di Aprile, intanto, Hans-Olaf Henkel ha presentato le proprie dimissioni come vice segretario nazionale a causa di una disputa per la direzione dell’AfD, imitato nel mese di Maggio da un altro dirigente dell’Afd, Patricia Casale.

Questa situazione di instabilità si è protratta fino all’acuminarsi degli scontri ideologici che bloccavano l’attività del partito. Ed è proprio quanto la stessa Frauke Petry ha detto ai delegati dopo la sua vittoria “Dobbiamo porre fino agli scontri” – e aggiunge – “Non è una vittoria dei conservatori sui liberali. È solo insieme che siamo forti ed è solo insieme che possiamo cambiare la politica”. Sono contrastanti le previsioni circa l’andamento futuro del partito poiché se da un lato, l’Afd perde il suo leader, d’altra parte si avvicina a posizioni demagogiche, dal grande impatto mediatico e retorico. Ora Angela Merkel dovrà preoccuparsi un poco di più di questi partiti emergenti che le stanno togliendo consensi.

L' Autore - Maria Nicola Stragapede

Studentessa di sociologia presso l’Università di Trento e allieva del Collegio di Merito Bernardo Clesio. Ho partecipato al progetto europeo Comenius Urbanscape che mi ha permesso di svolgere un periodo di studi in Turchia e Germania. Ho precedentemente collaborato con due testate locali e vorrei costruire un'informazione che sia il più possibile prossima al cittadino europeo e transnazionale. Questa è la mia speranza, o sogno, di vita. E vorrei iniziare da qui per realizzarlo.

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