lunedì , 19 febbraio 2018
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Barroso a Letta: recuperare la fiducia di cittadini e investitori

Il Primo Ministro italiano Enrico Letta ha visitato ieri a Bruxelles le alte cariche dell’Unione Europea: il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso. Il viaggio di Letta ha il sapore della rassicurazione: nella giornata in cui il Parlamento italiano ha scritto una nuova pagina di tristezza, il premier ha promesso a Bruxelles stabilità e continuità nell’opera di governo, grazie anche al nuovo accordo sulla legge elettorale. L’UE guarda infatti sempre all’Italia con malcelata preoccupazione, come dimostrano alcune dichiarazioni dello stesso Barroso di poche settimane fa: durante una riunione del gruppo parlamentare del PPE a Strasburgo, aveva infatti accusato il Belpaese di scarso coraggio e lungimiranza, soprattutto per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico.

L’incontro ufficiale di ieri fra Barroso e Letta ha avuto inevitabilmente toni più morbidi. Il Presidente della Commissione ha evidenziato come l’Italia sia ormai fuori dall’emergenza finanziaria che l’aveva colpita duramente nel 2011, grazie “agli sforzi enormi nel consolidamento delle finanze pubbliche”. Restano però molte perplessità, si legge fra le righe. Barroso sottolinea l’importanza della stabilità come chiave per riformare il Paese e restituirgli la competitività economica perduta: un messaggio che giunge in una delle giornate più instabili dell’attuale legislatura.

Anche se la fiducia dei mercati sembra essere tornata, basterebbe poco per perderla nuovamente. Gli investitori infatti continuano ad avere dubbi consistenti sulle possibilità di crescita del Paese. E ancor più dei mercati, sono molti cittadini italiani ad aver perso la fiducia nelle istituzioni nazionali ed europee, considerate incapaci di porre rimedio alla crisi economica che attanaglia l’Italia da anni. Nelle parole di Barroso, si nota l’insoddisfazione latente delle istituzioni europee, che pur dovendo riconoscere i sacrifici imposti dai governi italiani, ne hanno criticato in passato l’eccessivo ricorso all’aumento della tassazione, a scapito dei tagli alla spesa, e la scarsa progettualità. Tanto che pochi mesi fa le difficoltà sulla riduzione del debito pubblico avevano portato la Commissione a mettere in dubbio il ricorso di Roma alla clausola degli investimenti, che permetterebbe di sbloccare alcune risorse preziose.

Letta ha voluto rispondere colpo su colpo alle perplessità internazionali, rivendicando, come spesso fa nei suoi interventi pubblici, l’operato del proprio esecutivo. Ha ricordato dunque che nel 2014 l’Italia tornerà a crescere, di circa l’l%, mentre nel 2015 la ripresa attesa dovrebbe essere del 2%. Il debito pubblico diminuirà per la prima volta “in sei anni”, mentre quest’anno il rapporto deficit/PIL si attesterà al 2,5%.

Ma il vero “tallone d’Achille” del Paese è la disoccupazione: Barroso ha sottolineato gli sforzi del governo per applicare la Youth Guarantee, ma l’impressione è che l’esecutivo, su questa come su altre materie, stia aspettando con il fiato sospeso le proposte del nuovo leader del partito di maggioranza relativa, Matteo Renzi. Quando Barroso parla della necessità di “stabilità strutturale”, si riferisce probabilmente proprio a queste giravolte della politica italiana. A Bruxelles fanno davvero fatica a comprenderle.

A proposito di giravolte, Barroso ha dedicato un passaggio della conferenza stampa anche alla vicenda dei due fucilieri di marina detenuti in India. È stato Letta a sollecitare una presa di posizione in merito, rispondendo alla crescenti richieste di farne una ‘questione europea’. Il Presidente della Commissione ha ammonito l’India a trovare “una soluzione soddisfacente”, ricordando come, stante l’impegno diretto dell’UE nella lotta alla pirateria, l’UE è contraria alla pena di morte in ogni situazione e ci potrebbero quindi essere ripercussioni nei rapporti fra Bruxelles e Nuova Delhi. Minacce di facciata?

Più istituzionale l’incontro con Van Rompuy invece, tanto da far notizia più per gli errori di pronuncia del Presidente che per i contenuti. Da Bruxelles in generale è arrivato un messaggio simile a quello dei mesi scorsi: fiducia sì, ma non tirate troppo la corda.

In foto la conferenza stampa di Enrico Letta e José Manuel Barroso (Foto: European Commission) 

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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