domenica , 25 febbraio 2018
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Berlusconi attacca Schulz, ma in Europa non ride nessuno

Silvio Berlusconi ha commesso la sua gaffe più famosa a Strasburgo quando, intervenendo come Presidente del Consiglio, diede del kapò a Martin Schulz, invitando al tempo stesso i parlamentari europei che lo avevano duramente criticato a visitare l’Italia ed a godere del nostro sole e del nostro mare. Uno dei celebri video su Youtube di quella gaffe ha come colonna sonora un mandolino napoletano. Nella storia sono anche rimaste la faccia di Gianfranco Fini, non proprio a suo agio mentre sedeva accanto a Berlusconi, l’imbarazzo di Prodi, all’epoca Presidente della Commissione Europea, e i lunghi applausi dell’aula alla replica di Schulz.

È così iniziata una rivalità destinata a durare ed a contrapporre a lungo i due personaggi. Quando Prodi ha vinto le elezioni, nel 2006, Schulz è stato invitato ad assistere al voto di fiducia al Governo, alla Camera. In quell’occasione, già Presidente del Parlamento Europeo, si disse felice di assistere al momento che segnava un cambiamento rispetto alla stagione politica di Berlusconi. Ancora l’anno scorso, quando in occasione del giorno della memoria Berlusconi disse che Mussolini aveva fatto anche cose buone, Schulz aveva replicato, nel corso di un evento per sostenere la candidatura di Bersani, dicendo che di politici così, in Europa, non se ne volevano più.

Ultimo atto, la dichiarazione di ieri, in cui Berlusconi è ritornato sul rivale tedesco, lo ha attaccato ed ha incautamente affermato che i tedeschi rinnegano la loro storia e i lager. Ovvia e dura risposta del PSE e della sinistra europea. Lo strano rapporto di Silvio con la Germania e con il passato europeo si può riassumere così: sembra che per lui tutta la sensibilità sviluppatasi in Europa su certi temi sia qualcosa da ignorare e di cui non preoccuparsi. Come se scherzare con il nazismo, con i kapò, con Mussolini, fosse qualcosa di accettato e accettabile.

Invece non lo è. Soprattutto in Europa. Da noi le cose sono diverse, esiste un tipo di giornalismo che ha da tempo abituato il pubblico italiano a espressioni forti, razziste, violente, valorizzate magari anche in prima pagina. La sensibilità italiana è scesa, nel corso degli anni, a livelli per cui oggi sappiamo che ciò che Berlusconi ha detto non è realmente la sua opinione, o qualcosa di cui realmente gli importi, ma solo l’ennesima stupidaggine da campagna elettorale, come ha lasciato intendere anche Matteo Renzi. Nulla, quindi, a cui dare peso.

L’Europa però è abituata diversamente: e sulle gaffe italiane e berlusconiane (come dimenticare l’abbronzato a Obama, su cui sono state scritte decine di pagine) è sempre stata severa e critica. Lasciando intendere che dalla scarsa serietà su alcuni temi deriva una certa inattitudine al governo (l’Economist che parlava di Silvio come “Unfit to lead Italy”) e a mantenere le promesse (le risate tra Sarkozy e Angela Merkel).

Un po’ il pagliaccio politico europeo, Berlusconi, sbeffeggiato e guardato con ironia e superiorità. Lo stesso Juncker, il candidato che proprio Forza Italia dovrebbe sostenere come prossimo Presidente della Commissione, al Congresso di Dublino del PPE dello scorso marzo, ad un giornalista che gli chiedeva cosa pensasse dell’assenza del leader italiano, trattenuto in Italia dalla magistratura, ha risposto “L’ho conosciuto quando aveva ancora il Passaporto”.

Eppure oggi, dopo l’ennesima gaffe su un argomento delicatissimo, la destra europea e Angela Merkel non hanno replicato né diramato alcun comunicato. Forza Italia porta voti, e seggi, che saranno fondamentali nella partita contro Martin Schulz. A dimostrazione che Berlusconi ha ancora una forza elettorale che gli permette di ricattare l’Europa, come l’Italia. E che dunque, anche dopo anni, è opportuno sconfiggerlo alle urne, più che con le dichiarazioni.

Nell’immagine, Silvio Berlusconi e Bruno Vespa (© Hytok, 2008, www.flickr.com)

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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