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EMA
L'incontro tra il premier Gentiloni ed il sindaco di Milano Giuseppe Sala © Comune di Milano

Brexit e la partita delle agenzie: Milano a caccia dell’EMA

Nella tabella di marcia fissata da Theresa May, il “trigger”, l’ormai famigerata attivazione dell’art. 50 del TFUE per l’abbandono della Gran Bretagna all’Ue, dovrebbe scattare alla fine di marzo. Nel frattempo, la partita per la ricollocazione delle agenzie comunitarie con sede a Londra è già entrata nel vivo: i funzionari di Commissione e Consiglio sono già al lavoro per esaminare le candidature delle capitali europee che vanno a caccia EBA (Autorità Bancaria Europea) ed EMA (Agenzia Europea del Farmaco), nonché dell’indotto creato dai complessivi 1000 funzionari e dal via-vai di conferenzieri, consulenti e addetti ai lavori che animano le giornate delle due agenzie.

Questione di tattica

Che la ricettività sia uno dei criteri più rilevanti per la scelta delle nuove sedi sembra confermato dalle prime indiscrezioni trapelate dalla Commissione europea, che vede nell’adeguata presenza di hotel e collegamenti aerei un fattore dirimente. La battaglia sarà comunque squisitamente politica: l’allocazione delle agenzie decentrate e delle autorità è uno strumento usato nel tempo per bilanciare il peso politico dei vari Paesi membri dell’Ue, spesso a favore di quelli di più recente ingresso nell’Unione europea per allentare il modello “Bruxelles-centrico”.

Delle due caselle che il Regno Unito lascerà a breve vuote, quella di EBA sembra la meno scottante: con la creazione dell’Unione Bancaria e l’accentramento delle funzioni di vigilanza presso la BCE, il peso specifico dell’Agenzia diretta dall’italiano Andrea Enria è andato calando, con l’evidente rischio di duplicazione di attività rispetto al Meccanismo Unico di Supervisione dislocato a Francoforte. Proprio la capitale finanziaria tedesca potrebbe essere un approdo logico per l’EBA in un’ottica di rapprochement con BCE ma anche Parigi, sede dell’Autorità per i mercati e gli strumenti finanziari (ESMA), si è fatta avanti per ricordare quanto sia compatto il suo sistema bancario. La sensazione è che, più di EBA, a far gola in campo bancario sia l’effettivo riposizionamento dei grandi gruppi finanziari che, in uno scenario post-Brexit, potrebbero decidere di abbandonare la City per continuare a godere dei vantaggi del mercato unico europeo.

EMA, l’Italia punta forte su Milano

Il vero scontro sembra quindi giocarsi per i destini di EMA: anch’essa diretta da un’italiano, Guido Rasi, l’agenzia è preposta all’autorizzazione dei nuovi farmaci ed alle attività di farmacovigilanza in raccordo con le agenzie nazionali, conta circa 900 funzionari ed un afflusso annuo di circa 36mila tra esperti e scienzati, secondo recenti stime del Financial Times. La candidatura dell’Italia è una volata che parte da lontano ed è il piatto pregiato che Governo e Comune di Milano hanno concordato per la riqualificazione dell’ex area Expo 2015 insieme al progetto Human Technopole, il polo di ricerca delle life sciences varato dal governo Renzi e pronto a partire dal 2018.

Proprio la presenza di Human Technopole e la tradizione di eccellenza di Milano e della Lombardia nel campo della ricerca biomedica e farmaceutica costituiscono l’asse portante di una proposta in pieno stile “sistema Paese” che il premier Gentiloni ha confermato e ufficializzato sul finire di febbraio. La partita si gioca tra Roma e Milano, con tavoli tecnici che coinvolgono Palazzo Chigi – in particolare il consigliere per le politiche economiche Marco Simoni, il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, referente per i dossier Expo e post-Expo, Regione Lombardia (con l’assessore alla ricerca Luca Del Gobbo), Comune di Milano e sistema imprenditoriale. Saranno poi gli sherpa italiani presso l’Ue a chiudere la volata negli ultimi metri.

Non mancano, peraltro, le incertezze: non è infatti affatto scontato che sia proprio l’area ex-Expo la prescelta dalla candidatura italiana e già sono state vagliate le ipotesi di strutture già esistenti ed, eventualmente, da riqualificare quali il palazzo della Regione di via Pirelli.

Stoccolma e Copenaghen: le rivali

La lista delle capitali Ue che hanno, a vario titolo, manifestato interesse ad ospitare EMA è lunga e include la stessa Parigi ma anche Madrid, Amsterdam, Atene e Dublino. I pericoli veri per Milano sembrano tuttavia venire dal Nord, Copenaghen e Stoccolma in particolare. La Danimarca ha affidato il dossier della sua candidatura nelle mani di Lars Rieben Sørensen, fino allo scorso settembre, CEO del colosso farmaceutico danese Novo Nordisk e, come Milano con Human Technopole, punta molto sulla Copenaghen Science City come polo attrattivo per EMA. Senza contare che nella città della Sirenetta ha sede anche l’headquarter europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Stoccolma può invece contare sulla presenza dell’Agenzia UE per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, un’arma che potrebbe tuttavia rivelarsi a doppio taglio se il Consiglio europeo – che dovrebbe decidere l’assegnazione a nella sua riunione di giugno – scegliere di non concentrare due agenzie nella stessa città e nello stesso Paese membro.

 

L' Autore - Antonio Scarazzini

Direttore - Analista nella società di Public Affairs Cattaneo Zanetto & Co., ho frequentato un Master in European Political and Administrative Studies al Collège d'Europe di Bruges dopo la laurea a Torino in Studi Europei Dopo uno stage presso Camera di Commercio di Torino e una collaborazione di ricerca con la Fondazione Rosselli, ho collaborato dal 2014 con la Compagnia di San Paolo per lo sviluppo del programma International Affairs. Dirigo con orgoglio la redazione di Europae sin dalla sua nascita.

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