giovedì , 16 agosto 2018
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Brexit
Cameron a colloquio con il Presidente della Commissione Juncker © European Commission, 2015

Brexit, le richieste di Cameron all’UE

Lo scorso 10 novembre, David Cameron ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, nella quale espone le riforme da negoziare con i partner dell’Unione per evitare una possibile Brexit. Così facendo, il Primo Ministro inglese ha finalmente scoperto le sue carte ed ha messo in chiaro quali sono le richieste del Regno Unito.

La lettera in questione alterna toni ottimistici a severi moniti ed è strutturata in 4 punti distinti, i quali fanno riferimento alle principali materie che stanno a cuore all’opinione pubblica d’oltremanica: governance economica; competitività; sovranità e, naturalmente, immigrazione.

La governance economica dell’UE

Il governo britannico si conferma geloso della propria moneta nazionale e preme fortemente affinché Bruxelles riconosca che l’UE è de facto una realtà “multicurrency“. Cameron sostiene di voler sottrarre il proprio Paese alla morsa, a sua detta soffocante, di un’integrazione monetaria ed economica europea sempre più stretta, ma senza perdere i privilegi di cui gode la sterlina, anzi se possibile addirittura rafforzandoli. Si denota in particolare l’esigenza di avere garanzie concrete sul fatto che negli scambi intra-europei non verranno adottate misure sfavorevoli nei confronti di valute diverse dall’euro.

La competitività e il mercato unico

Dopo aver applaudito alla nuova strategia adottata dalla Commissione in materia di commercio e competitività, Cameron critica aspramente l’eccessiva regolamentazione dell’Unione (unico vero rimprovero che si può realmente concedere ai britannici). Londra, inoltre, chiede a Bruxelles di fare di più per garantire una circolazione di beni, servizi e capitali realmente libera, eliminando definitivamente gli ostacoli pratici che la impediscono. A tal proposito, il consiglio è quello di accomunare e bilanciare tutte le proposte britanniche e continentali relative al Mercato Unico, in modo da poterne perseguire gli obiettivi in modo efficace.

Il rispetto della sovranità

Questo tema è di fondamentale importanza per il Regno Unito e per il dibattito sulla permanenza del Paese all’interno dell’UE. Data la delicatezza dell’argomento e la centralità che riveste, insieme alla tematica dell’immigrazione, Cameron ha deciso di esporsi ulteriormente formulando tre richieste politiche concrete. In primis, ha riconfermato la sua già nota volontà di non proseguire in un progetto politico che vuole una “ever closer Europe“, un’Europa sempre più integrata. Inoltre, ha stabilito la necessità di un incremento del ruolo dei singoli Parlamenti nazionali a discapito di quello Europeo (che, a sua detta, sta acquisendo troppo potere) richiedendo l’introduzione della possibilità per le camere elette dei singoli Stati di riuscire a fermare proposte di leggi europee non gradite. Infine, ha domandato la realizzazione effettiva del principio di sussidiarietà, appellandosi al motto: “Europe where necessary, nationals where possible“.

Immigrazione e Brexit

I sudditi di Sua Maestà sono molto sensibili all’argomento, che occupa un posto d’onore all’interno dei dibattiti. Cameron lo sa bene ed è conscio che soltanto una vittoria su tale punto potrà assicurargli il successo politico in patria. Il Primo Ministro ha espresso enorme preoccupazione sull’espansione demografica che sta vivendo il suo Paese e su come un continuo afflusso di migranti possa aggravare la situazione e portare ad un crollo del tanto amato welfare state britannico. A tal proposito, Cameron ha espresso la volontà di concludere accordi bilaterali con gli altri Membri UE per limitare l’afflusso dei vari cittadini europei verso l’isola. Inoltre, Cameron ha sottolineato l’importanza del principio secondo cui il libero movimento delle persone non dovrà essere garantito agli Stati che faranno domanda per entrare nell’Unione fino a quando le economie di quest’ultimi non saranno effettivamente simili a quelle dei Paesi più solidi.

Per concludere, dopo aver espresso le sue richieste, il Capo del Governo britannico ha dichiarato alla stampa che “se le preoccupazioni della Gran Bretagna non saranno ascoltate […] allora dobbiamo ripensare se questa Unione Europea è giusta per noi”, aggiungendo inoltre: “Io non escludo nulla”, nemmeno la tanto temuta Brexit. Nonostante la dura presa di posizione finale, gli Euroscettici di Londra, guidati dall’ex Cancelliere dello Scacchiere, Lord Lawson, hanno immediatamente criticato Cameron, ritenendo le sopracitate richieste del tutto insoddisfacenti ed affermando che la campagna ‘Leave.eu‘ entrerà in azione indipendentemente dal risultato dei negoziati.

L' Autore - Luca Feltrin

Laureato presso l'Università degli Studi di Torino in Diritto Internazionale con una tesi relativa alla crisi finanziaria ed economica dell'Eurozona, con una particolare attenzione al caso greco. Appassionato fino al morboso di affari e politica europea (particolarmente all'aspetto legale, istituzionale ed economico dell'Unione). Amante del gioco del rugby in cui mi diletto con risultati, ahimè, non propriamente eccellenti.

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One comment

  1. Questa UK è un freno a mano per l’Unione. MEGLIO FUORI CHE DENTRO!

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