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Il vice-presidente della Commissione Frans Timmermans

Burocrazia, Bruxelles semplifica l’iter legislativo

È finita per sempre l’epoca dei regolamenti europei sulla curvatura dei cetrioli e sul divieto delle oliere senza etichette nei ristoranti. Nel tentativo di mettere un freno agli eccessi burocratici e normativi del passato, la Commissione Juncker ha presentato lo scorso 19 maggio un nuovo pacchetto di norme per semplificare e rendere più trasparente l’iter legislativo dell’UE, migliorare la qualità delle nuove direttive e dei nuovi regolamenti e favorire una costante revisione della legislazione vigente.

Legiferare meno o legiferare meglio?

La parola d’ordine del nuovo pacchetto, che prende il nome di Better Regulation Agenda, è efficacia. Solo con un processo decisionale più snello ed efficiente, le politiche dell’Unione potranno infatti raggiungere gli obiettivi che la Commissione si è data, in linea con gli orientamenti del Presidente Juncker.

“Questa Commissione è determinata a cambiare quello che l’Unione fa e il modo in cui lo fa – ha spiegato il Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans – Migliore regolamentazione non significa aumentare o diminuire il numero delle regole a livello europeo. Legiferare meglio significa realizzare nel modo più efficace gli ambiziosi obiettivi politici che noi stessi ci siamo dati.

Ecco gli aspetti chiave del nuovo pacchetto:

Più trasparenza e meno esuberanza normativa

La Commissione intende creare un portale web che consenta ai cittadini europei di contribuire attivamente alle iniziative legislative e alle nuove consultazioni pubbliche. In più, dopo l’adozione di una qualsiasi proposta normativa, tutte le parti interessate (dal comune cittadino al piccolo imprenditore) avranno a disposizione 8 settimane per inviare i propri suggerimenti e alimentare così il dibattito tra Parlamento e Consiglio.

Sarà inoltre potenziato REFIT, il programma istituito per valutare l’utilità delle norme UE in vigore e renderle più efficaci, anche grazie ad un dialogo continuo con la società civile, le imprese e tutti i soggetti coinvolti.

Forte di un approccio più mirato, Il programma REFIT 2.0 individuerà le inefficienze macroscopiche e gli orpelli burocratici inutili, calcolando costi e benefici delle azioni correttive. A fronte delle segnalazioni e delle lamentele di imprese grandi e piccole, la Commissione sta già studiando nuovi modi per ridurre gli oneri in vari ambiti, dagli appalti pubblici al calcolo dell’IVA.

Lavorare all’unisono

Senza un impegno condiviso e un dialogo continuo tra istituzioni europee e singoli Stati membri, la Better Regulation Agenda è destinata a rimanere lettera morta.

Uno degli aspetti più significativi del nuovo pacchetto è infatti la proposta, presentata dalla Commissione al Parlamento e al Consiglio, di un nuovo accordo inter-istituzionale che prevede, tra le altre cose, più trasparenza sui negoziati trilaterali, una continua valutazione dell’impatto delle nuove norme lungo tutto l’iter legislativo e un impegno congiunto per ridurre la tendenza degli Stati membri ad aggiungere inutili obblighi supplementari a livello nazionale rispetto agli standard già previsti dalle norme UE (il cosiddetto “gold-plating”).

La qualità prima di tutto

La Commissione intende inoltre rafforzare il Comitato per la valutazione d’impatto, operativo dal 2006, rendendolo indipendente: metà dei suoi membri saranno infatti esterni. Il Comitato svolgerà un ruolo di primo piano nel processo di controllo della qualità di ogni nuova proposta legislativa.

La Better Regulation Agenda risponde a una doppia esigenza: togliere validi argomenti ai movimenti euroscettici e, allo stesso tempo, dare un po’ di ossigeno alle piccole e grandi imprese europee, da sempre allergiche all’ipertrofia della burocrazia europea.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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