martedì , 14 agosto 2018
18comix

Cañete: il nuovo Commissario per Energia e Clima

«Per un uomo, sostenere un dibattito con una donna è complicato: se si dimostra superiorità intellettuale o la si mette all’angolo, si viene etichettato come machista». Così parlò Miguel Arias Cañete il 16 maggio scorso, al termine di un dibattito televisivo andato in onda in Spagna in vista delle imminenti elezioni europee. Il suo avversario politico non era una «donna indifesa», bensì un’esperta politica di professione, la socialista madrileña Elena Valenciano, attualmente eurodeputata (gruppo S&D), che non apprezzò affatto la considerazione del leader del Partido Popular (PP) e ne criticò fortemente la posizione. Non certo un buon viatico in vista della sua audizione al Parlamento Europeo, domani 1 ottobre alle ore 18.

Cañete, classe 1950, laureato in legge, avvocato ed ex docente, è entrato in politica nel 1982 e per tredici anni, dal 1986 al 1999, ha ricoperto il ruolo di europarlamentare. È stato Ministro dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e dell’Ambiente nel governo di centrodestra di Mariano Rajoy, fino alla nomina, giunta a fine luglio, come candidato spagnolo al ruolo di Commissario per l’Energia e il Clima, per il periodo 2014-2019.

Una nomina che nel suo stesso Paese, la Spagna, ha suscitato non poche polemiche, soprattutto dopo l’assegnazione del portafoglio da parte del prossimo Presidente della Commissione. Disegnando la nuova Commissione, Jean-Claude Juncker ne ha modificato la struttura, raggruppando ad esempio i portafogli e le direzioni generali per energia, clima ed ambiente, sotto la guida della Vice Presidente politica Alenka Bratušek, incaricata di seguire il dossier prioritario dell’Unione energetica. Nel generale riassetto dell’esecutivo UE, Juncker ha unito i portafogli di energia e clima, riservandoli proprio allo spagnolo Cañete.

Peccato che Cañete sia stato Presidente di un’azienda petrolifera e fosse proprietario, fino a poco tempo fa, di un pacchetto di azioni (il 2,5% circa) di due società petrolifere, la Petrolífera Ducar S.L. e la Petrologis Canarias S.L. Il candidato spagnolo ha venduto le azioni dopo l’attribuzione del portafoglio, ma tale mossa non è bastata ad uscire dal ciclone. Green 10, il gruppo che rappresenta dieci delle più grandi ONG ambientaliste attive a livello europeo e che include ad esempio il WWF e Greenpeace, ha espresso la propria inquietudine in merito alla nomina di Cañete come Commissario all’Energia e al Clima.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il 24 settembre i Verdi Europei hanno recapitato una lettera al prossimo Presidente Juncker, sottolineando i propri dubbi in merito all’idoneità dello spagnolo e ai suoi conflitti di interesse. Nella lettera, i capogruppo dei Verdi al PE, la tedesca Rebecca Harms e il belga Philippe Lamberts, hanno evidenziato che nonostante abbia venduto la propria quota di proprietà, moglie, figlio e cognato rimangono azionisti o membri del consiglio di amministrazione di tali società. Tutto questo, a loro avviso, potrebbe influire sull’impegno di Cañete a perseguire “l’interesse generale”.

Lunedì sono iniziate le audizioni per i Commissari della squadra di Juncker, precedute dalle risposte scritte dei candidati ai questionari inviati dalle commissioni parlamentari competenti per materia. C’è molta attesa per l’audizione di Cañete alle Commissioni ITRE ed ENVI (rispettivamente Industria, Ricerca, Energia ed Ambiente, Sanità Pubblica e sicurezza alimentare). L’ex Ministro spagnolo dovrà rispondere a non poche domande da parte degli eurodeputati in merito alle sue posizioni sui temi ambientali e, probabilmente, anche a qualche domanda “fuori tema” sulla parità di genere. L’esito di quella che potrebbe forse essere la prova più difficile per Cañete non è affatto scontato. Nonostante le critiche e un curriculum personale e politico non proprio immacolato, non è detto che la prima vittima del Parlamento sia proprio il candidato spagnolo. Sembra infatti che i leader socialdemocratici e liberali, per tutelare propri interessi di partito e salvare l’equilibrio politico messo in piedi da Juncker, siano orientati a salvare Cañete da un’imbarazzante bocciatura.

Con l’appoggio sicuro del PPE e la benevolenza di Socialisti e Liberali, lo spagnolo sarebbe il nuovo Commissario per l’Energia e il Clima. Intanto però l’opinione pubblica si mobilita su Internet: sul noto sito Avaaz è stata pubblicata una petizione contro Cañete, dal titolo inequivocabile: “An Oil ‘Capo’ as next Climate Commissioner? Time to stop it!”. Lo sdegno della società civile troverà riscontro in Parlamento?

Photo © La Moncloa Gobierno de España, 2013, www.flickr.com

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

Check Also

Helsinki: tra USA e Russia, fa rumore l’assenza dell’UE

Uno spettro – e non è quello annunciato da Marx – si aggira su questa …

One comment

  1. Il signor Canete promuoverà l’uso e consumo di petrolio, risolverà il problema della fame nel mondo, lo spaccerà per un medicamento miracoloso, e lo darà da bere alle popolazioni del terzo mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *