domenica , 18 febbraio 2018
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Capitale europea della lotta alla disoccupazione giovanile: Roma torna al centro d’Europa

Il fine settimana italiano dovrebbe costituire un punto di svolta significativo nella politica economica del Paese, almeno nelle intenzioni dei Presidente del Consiglio Enrico Letta. Tre gli avvenimenti decisivi, che ribadiscono un legame fra scelte economiche del governo e politica europea sempre più forte: l’incontro a Roma dei Ministri del Lavoro e delle Finanze di Italia, Germania, Francia e Spagna, la visita del Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso a Roma e l’approvazione del decreto legge “del Fare” da parte del Consiglio dei Ministri nel pomeriggio di sabato.

L’aspetto che maggiormente risalta è la complementarietà dei vari incontri ed iniziative governative, uniti da un tratto comune abbastanza chiaro: tutti infatti anticipano il Consiglio Europeo (CE) del 27 e 28 giugno, da mesi ormai individuato in Italia, e non solo, come un passaggio decisivo per la ripresa economica dell’Europa. In attesa di comprendere se tali aspettative siano effettivamente ben riposte, il weekend della politica a Roma ne ha certamente ribadito la centralità.

Come ormai avviene dal suo insediamento, è stato in prima persona Enrico Letta a ribadire l’importanza del vertice di fine giugno, sottolineandone la portata nella conferenza stampa successiva al suo incontro con Barroso, che venerdì aveva invece incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quattro sono state dunque le materie prioritarie che Letta ha esposto al Presidente della Commissione: l’importanza, appunto, del CE, gli ulteriori passi verso un’unione bancaria, la recente uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo e le misure incombenti del governo italiano.

Letta ha sottolineato una volta di più come il CE dovrà consegnare risultati concreti agli europei e non solo dichiarazioni di principi, a partire dalla lotta alla disoccupazione giovanile, che, anche grazie alle pressioni italiane, è diventata la materia principe di dibattito in Europa e occuperà il centro delle discussioni al summit di fine mese. Il vertice dovrà essere “concretamente positivo”, perché la disoccupazione dei giovani costituisce “l’anticamera del dramma sociale”.

Il premier ha poi auspicato che il format dell’incontro di Italia, Francia, Germania e Spagna svoltosi venerdì possa riflettersi in una nuova linea politica dell’UE: affiancare ai Ministri delle Finanze (Fabrizio Saccomanni, Pierre Moscovici, Wolfgang Schaeuble, Luis de Guindos Jurado)  quelli del Lavoro (Enrico Giovannini, Michel Sapin, Ursula Von der Leyen e Maria Fátima Bañez García) implica che l’UE “non è solo ECOFIN” e che le persone contano più dei numeri.

Letta, che per l’occasione ha definito Roma “la capitale europea della lotta alla disoccupazione giovanile”, ha voluto rimarcare la volontà italiana di superare il rigore assoluto di questi anni, riportando al centro della discussione politica misure per la crescita e l’occupazione, affiancate a un rispetto per le regole di bilancio, che se troppo stringente diventerebbe “sciagurato”. Il governo italiano si può oggi permettere di lanciare con decisione questi messaggi di apertura verso una nuova politica economica europea, in virtù della posizione per forza relativa assunta dall’Italia nelle ultime settimane, dopo l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo proposta dalla Commissione.

Questo permette all’Italia di spendersi con una nuova credibilità a livello europeo, dato che solo altri 5 Stati membri si trovano al di fuori della procedura. Nonostante l’Italia possa oggi dirsi un Paese virtuoso, la profonda crisi economica grava ancora molto sui cittadini e per questo Letta ha apprezzato le proposte dell’incontro a quattro, affiancate poi dal contenuto del decreto legge di sabato, a partire da un maggior coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti, il cui aumento di capitale di 10 miliardi, secondo Saccomanni, potrebbe mobilitare fino a 60 miliardi di risorse a disposizione delle imprese. Proprio il credito alle piccole e medie imprese e un’azione decisa delle Casse Depositi e Prestiti nazionali per l’occupazione giovanile sono considerati prioritari.

Il Capo del governo italiano ha però voluto evitare fughe in avanti in nome dell’intergovernativismo più stretto, rimarcando l’importanza dell’incontro con il Presidente della Commissione Barroso il giorno seguente. Come anticipato, Letta ha convenuto con Barroso sulla necessità di portare a termine l’unione bancaria, superando compromessi al ribasso e veti incrociati, in modo da garantire a risparmiatori e imprenditori più sicurezza e un credito a tassi più accettabili. L’unione bancaria è “il primo passo verso l’unione economica, fiscale e politica”. Sarà tuttavia difficile conciliare le agende divergenti dei vari Paesi: l’Italia si impegna comunque a rispettare le normative europee, senza indebitarsi ulteriormente, per non pregiudicare il futuro dei giovani italiani, che sarebbero chiamati a sopportare uno sforzo ulteriore per ripagare nuovo debito pubblico.

Dal canto suo, Barroso si è complimentato con l’Italia per l’aggiustamento strutturale portato a termine negli ultimi due anni, richiamando però la necessità di riforme strutturali per aumentare la competitività. Conscio che tali riforme porteranno i loro frutti solo nel lungo periodo, il Presidente della Commissione ha ribadito le priorità immediate: lotta alla disoccupazione dei giovani e credito per le imprese. È necessario un nuovo “consenso europeo”, che superi gli infruttuosi dibattiti su austerità e rigore, favorendo misure per la crescita. Per questo Barroso ha richiamato il governo a sostenere una soluzione rapida per il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP): l’economia europea necessita di nuovi investimenti, non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Senza un QFP chiaro in tempi brevi, questo non sarà possibile.

Sembra dunque esserci sintonia fra Commissione e governo italiano sulle prossime mosse per inseguire la ripresa economica. Al Consiglio Europeo l’arduo compito di mettere in pratica i buoni propositi di queste settimane.

In foto: il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso incontro il Primo Ministro italiano Enrico Letta- (Foto: European Commission)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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