domenica , 18 febbraio 2018
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L'audizione di Carlos Moedas al Parlamento Europeo © European Parliament - Flickr 2014

Carlos Moedas, il volto nuovo dell’UE per ricerca e innovazione

Carlos Manuel Félix Moedas, nuovo Commissario Europeo per la Ricerca, la Scienza e l’Innovazione, è membro del Partito Sociale Democratico Portoghese e in quanto tale ha aderito durante le elezioni alla coalizione del Partito Popolare Europeo, della quale fa parte l’ormai ex Presidente della Commissione e suo connazionale, José Barroso.

Moedas nasce nel 1970, studia a Lisbona ingegneria civile e, anche grazie al programma Erasmus si trova a lavorare in Francia per il Gruppo Suez. Dopo il Master in Business Administration alla Harvard University, nel 2004 Moedas fa ritorno in Portogallo e debutta in politica. Grazie alla sua doppia preparazione, ingegneristica e economica, viene scelto come coordinatore dell’unità di ricerca economica del Partito Sociale Democratico e partecipa alla discussione per l’approvazione del Budget di Stato per l’anno 2011. Sempre in quell’anno viene eletto membro del Parlamento e subito dopo Segretario di Stato del Primo Ministro. Partecipa in questa veste a monitorare l’unità ESAME, predisposta a implementare il Piano di aggiustamento del Paese a seguito della crisi economica che ha colpito con particolare durezza l’area iberica.

Nel 2014 si candida con successo alle elezioni europee e viene proposto dal suo Primo Ministro a Juncker: nel nuovo collegio Moedas rimpiazzerà l’irlandese Màrie Geoghegan-Quinn, da poco insignita della medaglia alla Legione d’Onore dal Ministro francese per la Ricerca e l’Educazione superiore, grazie al suo lavoro nel predisporre i paletti e lo sviluppo del programma europeo Horizon 2020. Questo progetto è un nodo fondamentale e una prospettiva di grande importanza nel panorama di sviluppo europeo, e una buona gestione delle sue potenzialità è sicuramente una delle più grandi sfide del nuovo Commissario, che, nel suo discorso ufficiale di insediamento, l’ha stabilita come una delle sue tre priorità.

Accanto a questo, infatti, il Commissario propone di impegnarsi per il lavoro e le opportunità di nuovi investimenti del pacchetto appositamente preparato dall’Unione sotto il precedente mandato. In particolare, l’impegno sarà soprattutto riposto nel sostegno alle iniziative delle piccole e medie imprese. Infine, il terzo punto fondamentale consisterà nella promozione dell’eccellenza scientifica europea come mezzo di sviluppo e rilancio per l’economia, con particolare attenzione ad un coordinamento del settore pubblico con quello privato, ma soprattutto dei vari istituti di ricerca su scala europea, con l’obiettivo di una maggiore collaborazione. Naturalmente, in accordo con il programma Juncker, un’attenzione particolare sarà data all’ecologia e alle questioni legate alle risorse energetiche.

Al di là dello specifico programma, in cui il Commissario affianca il lavoro del suo predecessore e i progetti della nuova Commissione, i princìpi a cui si ispira sono fondamentalmente quelli di multidisciplinarietà e di partecipazione. Moedas evidenzia quanto la molteplicità di competenze sia stata essenziale nella sua vita politica e gli permetta di avere fiducia nella possibilità di svolgere un buon lavoro anche in questo caso. La duplice veste di tecnico e politico è la stessa infatti che gli ha permesso di essere nominato Segretario del Primo Ministro in Portogallo per gestire il piano di ripresa del Paese.

Altro punto di forza personale, ma anche sfida per l’intera Commissione Juncker, è la sua visione dell’Europa come una comunità: “la mia storia è una storia europea” ha affermato in un discorso. Il Commissario mette l’accento sulla sua attività in diversi Paesi e sull’arricchimento personale e professionale che ha avuto da ognuna di queste occasioni di cooperazione e di scambio. A sua volta, queste competenze sono state rivolte, una volta ottenute, al miglioramento delle condizioni del Portogallo e ora, si auspica, dell’Europa.

Una buona politica di sviluppo può essere condotta solo in modo “partecipativo”. La partecipazione, la collaborazione e il lavoro di squadra sono essenziali, secondo Moedas, tanto per i Commissari, i tecnici e il coordinamento dei programmi politici e legislativi, quanto per la comunità in sé, che può e deve concentrarsi, per eccellere, su tutte le possibilità che l’Europa può offrire, e dedicarsi a sua volta a migliorarla e trasformarla in un centro di innovazione ed eccellenza. Un po’ come racconta, per l’appunto, la storia di Moedas.

L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

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