domenica , 19 agosto 2018
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Photo © European Commission, 2014

Commissione Juncker: il programma di lavoro per il 2015

Meglio poche iniziative, ma buone. La parola d’ordine è cambiamento. Questo è, in sintesi, lo spirito che anima il programma di lavoro per il 2015 adottato la settimana scorsa dalla Commissione guidata da Jean-Claude Juncker. Il programma delinea le azioni puntuali che la Commissione Europea intende mettere in atto nei prossimi 12 mesi per favorire occupazione, crescita e investimenti, con un forte orientamento ai risultati. Per il 2015, la Commissione si impegna a portare avanti 23 iniziative nuove, in linea con le dieci priorità politiche indicate dal Presidente Juncker, e a ritirare o modificare ben 80 proposte preesistenti.

Alle elezioni di maggio, i cittadini europei hanno lanciato un messaggio chiaro. Da un lato, vogliono un’Unione Europea capace di traghettare con successo il continente fuori dalla crisi; dall’altro, chiedono con forza che Bruxelles interferisca il meno possibile nella loro vita di tutti i giorni. Il programma di lavoro della Commissione risponde, almeno sulla carta, a questa duplice esigenza, oltre che alla pressante richiesta di una maggiore trasparenza decisionale a livello europeo. Senza giri di parole, lo stesso Juncker ha detto esplicitamente di voler “guidare un’UE che sia più grande e più ambiziosa sulle grandi cose e più piccola e più modesta sulle piccole cose.”

Tra le 23 iniziative che la Commissione si è impegnata a realizzare nel 2013, le principali sono: 1) un piano di investimenti per almeno 315 miliardi di euro nei prossimi tre anni (approvato dal Consiglio Europeo del 18 dicembre); 2) un ambizioso pacchetto legislativo per il mercato unico digitale; 3) un quadro strategico in vista dell’Unione Energetica europea, che avrà lo scopo di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, promuovere l’integrazione dei mercati nazionali dell’energia e favorire una produzione di energia priva di carbonio; 4) una serie di proposte legislative volte a combattere l’evasione e la frode fiscale e a mettere in atto un nuovo sistema di tassazione per le aziende, in base al quale il Paese in cui sono generati gli utili sia anche il paese di imposizione, anche grazie allo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali nazionali; 5) un’agenda europea in materia di immigrazione, basata su un’intensificazione della cooperazione con i Paesi terzi e una maggiore solidarietà tra gli Stati membri; 6) un mercato unico più profondo e più equo, con una particolare attenzione per il mutuo riconoscimento e la standardizzazione in ambito industriale e per il ruolo cruciale delle PMI; 7) una revisione della politica commerciale dell’UE, finalizzata alla negoziazione di un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti (TTIP) che sia “ragionevole e bilanciato”.

Se da un lato è interessante vedere come gli ultimi fatti di cronaca abbiano condizionato il programma di lavoro della Commissione (lo scandalo Lux Leaks in primis, ma anche la crescente opposizione al TTIP), dall’altro lo è forse ancora di più andare a spulciare le 80 proposte legislative che sono state cancellate. In effetti, le principali critiche mosse al programma presentato dal Presidente Juncker e dal primo Vice Presidente Frans Timmermans riguardano proprio la decisione di ritirare alcuni dossier in campo ambientale. In particolare, Euractiv riporta che 11 Ministri dell’Ambiente europei (tra cui l’italiano Galletti) avrebbero chiesto alla Commissione di non ritirare il pacchetto legislativo sulla qualità dell’aria e la proposta di direttiva sull’economia circolare. Juncker ha subito difeso la decisione di ritirare i due pacchetti legislativi, sottolineando che l’anno prossimo la Commissione presenterà una serie di proposte in materia ambientale molto più ambiziose di quelle che sono state scartate.

Oltre ai due pacchetti in campo ambientale, a rischiare di essere tagliati dal programma sono il congedo di maternità (oggetto del contendere ormai dal 2009), l’etichettatura dei prodotti bio e l’uso a fini commerciali dei dati sull’osservazione della Terra ottenuti via satellite. I Ventotto hanno sei mesi per mettersi d’accordo, altrimenti queste proposte saranno archiviate definitivamente. Al di là delle critiche degli ambientalisti, la scelta di ridurre da 130 a 23 le proposte legislative per il 2015 segnala comunque un impegno concreto, da parte di Juncker, a contrastare – almeno sulla carta – gli eccessi della burocrazia e dell’esuberanza legislativa che hanno contraddistinto la Commissione Europea fino ad ora.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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