domenica , 19 agosto 2018
18comix
Photo © Tony Bowden, 2009, www.flickr.com

Croazia: il sindaco di Zagabria arrestato per corruzione

Milan Bandić, sindaco di Zagabria, il 19 ottobre è stato arrestato con le accuse di corruzione, di sottrazione e malversazione di denaro, di abuso di potere e d’ufficio, nell’ambito delle vicende legate alla “Zagrebački Holding”, che controlla le aziende municipalizzate deputate alla gestione dell’acquedotto, dei parcheggi, della raccolta rifiuti, della distribuzione del gas, ecc. Oltre che per il sindaco, le manette sono scattate per 17 suoi “fedelissimi”. Le accuse da cui dovranno difendersi sono corruzione, abuso di potere ed abuso d’ufficio. Gli arresti di domenica sono il risultato, come ha riferito la polizia, “di una complessa operazione investigativa, durata vari mesi, relativa a comportamenti illeciti nel comune di Zagabria e nelle società comunali”.

La notizia dell’arresto di Bandić non era, di fatto, inattesa. Da qualche mese circolava la notizia che i telefoni del sindaco fossero sotto intercettazione e, non a caso, Bandić usufruiva spesso e volentieri del cellulare del suo autista, finito anch’egli agli arresti. Gli inquirenti dell’agenzia per la lotta al crimine organizzato e la corruzione (USKOK) hanno reso noto che Bandić ha stipulato un contratto, del valore di un milione di euro con l’azienda “Cezar”, di proprietà di Petar Pripuz, controverso personaggio, cui sono stati affidati direttamente, senza appalto pubblico, la raccolta e lo stoccaggio di tutti i tipi di rifiuti della capitale.

Le accuse non finisco qui. Bandić è accusato del cambio di destinazione d’uso e di modifiche al piano urbanistico per alcuni lotti di terreno e dell’acquisto di altre aree per meri fini di speculazione edilizia. Dulcis in fundo, tra i motivi dell’arresto figurano anche i dibattuti 24 milioni di kune (quasi 3,2 milioni di euro) che sarebbero stati presi dalla “longa manus” di Bandić nel conto predisposto per la campagna elettorale e, ovviamente, prelevati a campagna elettorale conclusa.

Un episodio, questo dell’arresto, che si pone come elemento di chiusura di una carriera politica intervallata da frequenti scandali. Nel 2002, in seguito ad un incidente stradale, fu sottoposto a controlli e risultò avere 1.6 millilitri di alcool nel sangue. Invano aveva tentato anche di scappare dal luogo dell’accaduto e di corrompere la polizia, che aveva dovuto ricorrere all’inseguimento per fermarlo. Fu allora costretto a rassegnare le dimissioni da sindaco di Zagabria. Lo scandalo più famoso è però indubbiamente quello che risale al 2005, quando fece costruire due bagni presso una fermata dell’autobus, a Zagabria. Il costo iniziale era stato preventivato in 100.000 kune (circa 15.000 euro), la spesa finale fu di 1,55 milioni di kune (200.000 euro). I lavori furono eseguiti, come di consueto, da un’azienda del suo padrino, senza appalto pubblico. I media ribattezzarono sarcasticamente quei bagni “WC d’oro”.

Malgrado il “turbolento” passato, per la legge croata Bandić potrà rimanere alla guida della capitale croata fino al 2017, quando appunto scadrà il mandato. L’arresto scattato in seguito al fondato sospetto di reati non è un ostacolo all’espletamento della sua carica politica. Le strade per destituire dalla carica Bandić sarebbero solamente due: chiedere le elezioni anticipate nel caso in cui non si riesca a varare il bilancio prima della fine del 2015 o, come alternativa, raccogliere il numero di firme necessario ad indire un referendum popolare. La seconda strada non appare però praticabile, dal momento che Bandić gode ancora di un forte sostegno tra la popolazione. Sostegno tangibile, dal momento che è stato il primo cittadino di Zagabria per ben 12 anni. Di positivo c’è soltanto che, grazie all’USKOK, è emerso quello che da più tempo si sapeva: politica e criminalità organizzata talvolta camminano ancora insieme, fin dai tempi dell’indipendenza del Paese.

L' Autore - Maria Ermelinda Marino

Responsabile Balcani - Studentessa di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trento. Nutro un forte interesse per i Balcani ed il Caucaso e trascorro il mio tempo libero studiando la storia, le società e le problematiche di quei luoghi attraverso la lente del Diritto internazionale pubblico e del Diritto dell'Unione Europea.

Check Also

Kosovo: il problema del jihadismo

di Edoardo Corradi e Francesco Pagano Il contrasto al jihadismo e all’estremismo violento islamico è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *