mercoledì , 15 agosto 2018
18comix

Dalla Corea con amore: 50 anni di relazioni diplomatiche

In una Bruxelles bagnata dalla pioggia incessante, si sono incontrati venerdì il Presidente della Corea del Sud Park Geun Hye e i Presidenti Van Rompuy e Barroso per marcare i 50 anni di relazioni diplomatiche tra l’Unione Europea e il Paese asiatico. I leader europei hanno festeggiato le nozze d’oro con la Corea presentando in maniera ottimistica il contesto economico nel nostro continente: la fine della recessione e la messa in sicurezza dell’euro sarebbero segnali incoraggianti anche per i rapporti eccellenti che si sono stabiliti nei decenni tra le due aree.

La soddisfazione che traspare dal comunicato stampa per le misure di contrasto alla disoccupazione, per il miglioramento dei conti pubblici e della competitività e per i progressi sull’Unione bancaria porta Barroso e Van Rompuy ad elogiare l’accordo commerciale in vigore con la Corea del Sud dal luglio 2011. Le esportazioni europee, aumentate del 25%, mettono in secondo piano le aspre critiche, in particolare italiane e francesi, mosse alla veloce liberalizzazione del mercato dell’auto, che ha portato ad una grande crescita delle Hyundai e delle Kia in circolazione tra Berlino, Parigi e Roma.

L’accordo con la Corea ha in effetti fatto scuola per la sua completezza e per i numerosi capitoli normativi e tecnici inclusi nei confronti dei successivi negoziati: in primis quello con il Canada, ormai concluso, e soprattutto quelli in corso con Giappone e Stati Uniti. La stessa Corea ha già concluso un negoziato di simile portata con gli Stati Uniti nel dicembre 2010, peraltro concedendo una liberalizzazione più graduale proprio del mercato delle auto, segno del maggior potere di lobby delle grandi case automobilistiche americane nei confronti del Congresso rispetto al frammentato e complesso scenario europeo. La Corea non ha per il momento intenzione di accedere al Trans-Pacific Partnership che dovrebbe concludersi, secondo gli auspici di Obama, entro l’anno, e che coinvolgerà diversi Paesi del Pacific Rim, tra cui Giappone, Australia, Cile, Perù, Malesia e Vietnam.

Ancora più interessante dell’ottimismo mostrato dagli europei sul dato economico – la cui solidità è comunque molto dubbia, in ultimo alla luce delle recenti decisioni della BCE – è la rivendicazione del successo della politica di allargamento dell’Unione, che negli ultimi mesi ha accolto la Croazia tra i suoi membri. I negoziati fruttuosi con Serbia e Kosovo, che hanno portato ad una storica, anche se precaria, pacificazione e persino il dialogo con Albania e Montenegro vengono indicati al Presidente Park come un modello per la pacificazione della penisola più pericolosa del mondo. In particolare, i leader europei sottolineano come “l’ultimo rapporto della Commissione rifletta gli avanzamenti di questi paesi nel corso dell’ultimo anno. Il processo di adesione gioca un ruolo fondamentale nella diffusione di democrazia, stato di diritto e stabilità in Europa. Questo conferma inoltre che la riconciliazione tra vecchi nemici può avere luogo”.

La discussione si è poi concentrata sulle sfide alla sicurezza nelle rispettive aree del mondo, per le quali la cooperazione tra le due aree può essere condotta al livello più elevato grazie allo status di relazione strategica che UE e Repubblica di Corea hanno raggiunto tre anni fa. E come fanno i coniugi in una coppia che funziona, il Presidente Park ha esposto la drammatica situazione che ha dovuto affrontare dalla sua elezione nel dicembre 2012. La minaccia lanciata dalla Corea del Nord di scatenare un conflitto nucleare “senza pietà” lo scorso aprile è solo la punta dell’iceberg di un rapporto difficilissimo tra due Paesi ancora tecnicamente in guerra. La recente riapertura del complesso industriale Kaesong viene giustamente salutata come uno sviluppo incoraggiante alla luce dell’obiettivo, condiviso dall’Europa, di allentare l’isolamento del Paese comunista al fine di responsabilizzarlo verso la comunità internazionale e i suoi stessi cittadini.

Gli impegni reciproci della relazione bilaterale celebrata venerdì sono di scarsa entità, così come gli inconvenienti che una stretta integrazione economica inevitabilmente comporta. Bruxelles e Seoul vanno a gonfie vele, malgrado la grandissima distanza che le separa e forse, in parte, anche grazie ad essa.

In foto, il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, il Presidente della Corea del Sud Park Geun Hye e il Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso (© Consiglio dell’Unione Europea – 2013).

L' Autore - Shannon Little

Check Also

Kosovo: il problema del jihadismo

di Edoardo Corradi e Francesco Pagano Il contrasto al jihadismo e all’estremismo violento islamico è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *